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Liceo Ischia, quando il contributo volontario diventa “obbligatorio”

ISCHIA – Serpeggia ancora una volta malumore nel mondo scolastico e tanto per cambiare di mezzo ci sono sempre i soldi che i genitori degli studenti devono tirare fuori dalla tasca. L’ultima voce della protesta, sempre più diffusa, arriva dal Liceo Ischia, dove una tassa da versare per consentire agli studenti di poter prendere parte alle gite scolastiche ha tirato fuori dall’oblio una questione per la verità mai sopita e che tra madri e padri aveva sempre suscitato più di qualche perplessità. Ci riferiamo ad un contributo volontario, che poi alla fine tanto volontario non sarebbe, per giunta anche abbastanza esoso e la cui destinazione d’uso non viene di fatto specificata dalla direzione. Insomma, il leit motiv del dissenso è questo: soldi che se ne vanno, e coi tempi che corrono scusate se è poco, e soprattutto non si capisce dove finiscano. In tutte attività meritorie, nessuno lo vuole mettere in discussione, ma certamente la “trasparenza” dovrebbe essere un concetto consolidato ed inviolabile anche nel mondo didattico.

Che ci sia qualcosa che effettivamente non quadra, lo si evince anche andando a consultare la copiosa nota – diffusa dal Liceo Statale Ischia – nella quale si esplicano tutti gli adempimenti da compiere per l’iscrizione degli studenti agli anni successivi al primo per l’anno scolastico 2016-2017, quello che di fatto si aprirà dopo la pausa estiva. Si legge innanzitutto che i genitori degli studenti minorenni e maggiorenni sono tenuti a comunicare tempestivamente all’istituto le variazioni anagrafiche, sanitarie, di affido o di quanto altro già comunicato, utile per la carriera scolastica. Gli stessi possono modificare per il prossimo anno la scelta di avvalersi o meno dell’insegnamento della religione cattolica operata per quello in corso, utilizzando una apposita scheda.

IL CONTRIBUTO VOLONTARIO DI 110 EURO E LE SUE OMBRE

Fin qui siamo nell’ambito delle procedure burocratiche, ma attenzione a quello che si legge nel passaggio immediatamente successivo: “Tutti gli studenti per perfezionare l’iscrizione sono tenuti entro il termine del 22 febbraio (termine dunque peraltro scaduto, ndr) 2016 ad effettuare il versamento di euro 110 presso l’ufficio postale con bollettino fornito dall’istituto ed a consegnare la relativa ricevuta alla segreteria entro lo stesso termine. Il versamento di euro 110, non frazionabile, comprende il contributo per l’ampliamento dell’offerta formativa ed il premio dell’assicurazione stipulata a favore degli studenti contro gli infortuni. La polizza assicurativa di quest’anno è consultabile sul sito web dell’istituto. Detto contributo è detraibile nella misura del 19 per cento purchè sul versamento sia riportata nella causale la seguente dicitura: ‘Erogazione liberale per l’ampliamento dell’offerta formativa’. Si potrà chiedere il rimborso del contributo in caso di trasferimento ad altro istituto entro il 30 settembre 2016. Il consiglio d’istituto non ha previsto riduzioni ed esenzioni per il reddito o per merito di tale contributo che rappresenta una risorsa indispensabile per il funzionamento di questo liceo. Senza tale contributo la scuola non può assicurare servizi e attività di ampliamento dell’offerta formativa (non obbligatori) come assicurazione, stampati interni, fotocopie, uscite e viaggi, per i quali sono necessari risorse aggiuntive non previsti dall’ordinamento”. Oltre a questa “sfogliatella”, giusto per la cronaca, coloro che frequenteranno il quarto ed il quinto anno sono tenuti al pagamento delle tasse scolastiche erariali con il versamento che va effettuato intestandolo all’Agenzia delle Entrate Centro Operativo di Pescara: nello specifico stiamo parlando di 21.17 euro per il quarto anno e di 15.13 per coloro che sono invece arrivati al traguardo del quinto.

UN BOLLETTINO INVECE DI DUE, COSI’ IL CONTRIBUTO E’ UN OBBLIGO

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E adesso attenzione a quello che è un motivo del contendere. Il contributo in questione, naturalmente, deve intendersi assolutamente volontario, dal momento che le tasse scolastiche vanno come avete visto pagate soltanto all’agenzia delle entrate e dunque al governo centrale. Ora però il problema si è creato nel momento in cui in alcune classi sono state organizzate le canoniche gite. All’interno di questa quota di 110 euro, infatti, si trova anche l’assicurazione e a quanto si apprende agli studenti sarebbe già stato spiegato che se entro lo scorso 22 febbraio non tutti fossero stati in regola col pagamento del bollettino. Ma come sarà ormai chiaro a tutti i lettori, ai genitori è stato consegnato un unico bollettino comprensivo del contributo volontario e dell’assicurazione obbligatoria per le gite (norma introdotta dal governo dopo la tragedia di Roccaraso). E’ chiaro, però, che se voglio mandare un ragazzo in gita e devo pagare 110 euro quel contributo volontario non lo è più ma diventa di fatto una vera e propria imposizione. I genitori fanno notare, ed hanno tutte le ragioni di questo mondo, che la scuola dovrebbe presentare due bollettini diversi: uno di 40 euro, obbligatorio (sempre che si intenda far partecipare i propri congiunti alla gite scolastiche), ed un altro di 70 euro, a quel punto davvero facoltative e magari in base alle possibilità economiche dei singoli soggetti. Per farla breve, quindi, chi ha voluto mandare in trasferta il proprio giovanotto, si è visto praticamente “costretto” a pagare l’intera somma. E, pur lasciando la libera opinione su quanto accaduto ai nostri lettori, la cosa non appare propriamente ortodossa.

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UN COPIOSO ATTIVO E LA QUESTIONE TRASPARENZA

C’è poi anche un’altra questione che interessa non poco i genitori degli studenti iscritti al Liceo Ischia e riguarda la questione trasparenza, che in poche parole può essere sintetizzata così: che fine fanno e come vengono spesi i soldi che vengono incassati da questo contributo volontario o a questo pseudo tale? Per capirci qualcosa di più e soprattutto renderci conto se le doglianze sono giustificate o meno, siamo andati sempre a spulciare gli atti sul sito. Nella relazione tecnico-finanziaria si legge che “la risorsa finanziaria assegnata a codesta scuola per l’anno 2016, periodo gennaio-agosto, è pari ad euro 26.832,75”. Ma attenzione invece alla sezione che riguarda le entrate dove si legge quanto segue: “Le risorse assegnate dallo Stato, costituenti la dotazione finanziaria dell’istituto, sono utilizzate per lo svolgimento delle attività di istruzione, di formazione e di orientamento proprie di ciascun indirizzo di scuola. La gestione finanziaria delle istituzioni scolastiche si attua in termini di competenza, è improntata a criteri di efficacia, efficienza ed economicità e si conforma ai principi della trasparenza, annualità, universalità, integrità, unità, veridicità. Il programma annuale presenta in forma schematica specifici impegni di spesa relativi alle diverse attività programmate per l’anno 2016. Gli obiettivi complessivi dei singoli progetti sono descritti e motivati sia nel piano dell’offerta formativa, sia nel piano annuale delle attività già approvati dagli organi collegiali. La progettazione di istituto tiene conto necessariamente dei finanziamenti statali per la realizzazione di tutte le attività, progettuali e non, inserite nel POF e dei contributi volontari delle famiglie. Saranno apportate modifiche nel momento in cui gli importi, che si riscuoteranno effettivamente a copertura degli impegni che si andranno ad assumere, saranno di entità certa. Il regolamento di contabilità prevede che nel programma annuale venga iscritto, come posta di entrata, l’avanzo di amministrazione al 31 dicembre dell’esercizio che precede quello di riferimento”. E arriva così il momento in cui si arriva al dunque, riportando la situazione di cassa al 31 dicembre 2015. Che prevede nell’ordine quanto segue: Fondo di cassa al 31.12.2015 euro 421.482,82; Residui attivi al 31.12.2015 euro 54.900,36; Radiazione residui attivi euro 0; Radiazione residui passivi euro 0; residui passivi al 31.12.2015 euro 12.083,49”.

Come avrete capito, non parliamo proprio di bruscolini e così alcuni genitori avrebbero preteso che sui canali ufficiali della scuola fossero chiaramente indicati, voce per voce, punto per punto, e soprattutto euro per euro, come vengono spesi questi soldi, visto che provengono dalle tasche degli stessi. E invece, sostengono gli interessati (ovviamente siamo sempre pronti a raccogliere la versione della controparte), tutto questo non accade il che rende il clima ancor più incandescente dopo il bubbone di cui vi abbiamo parlato, relativo all’assicurazione per le gite scolastiche. Nella stessa relazione, nelle conclusioni si ribadisce “che il programma annuale costituisce lo strumento attraverso il quale viene programmata l’attività finanziaria dell’istituzione scolastica, mettendo in relazione gli obiettivi che si intendono realizzare e le risorse disponibili, in coerenza con quanto indicato nel piano dell’offerta formativa e nel piano di miglioramento. E’ evidente che la limitata dotazione finanziaria della scuola imporrebbe la necessità di limitare le attività con la conseguente riduzione del servizio non solo in termini quantitativi, ma anche qualitativi. A tal proposito risulta determinante la disponibilità del contributo volontario delle famiglie”. Che però, come vi abbiamo spiegato, tanto volontario non è. E soprattutto, come spiegano sempre alcuni i genitori, non è dato sapere come venga speso. Conoscendo il dott. Calise da tempo immemore, sicuramente in opere ed attività migliorative della scuola a trecentosessanta gradi, ma a questo punto fare “la lista della spesa” contribuirebbe a risolvere almeno il primo equivoco.

 

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