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Liceo Ischia: vigilanza, linea dura del preside

di Sara Mattera

Ci sono eventi che accadono altrove, ma che inevitabilmente si ripercuotono, in un modo o nell’altro anche sulla nostra isola. O quanto meno, sembrano improvvisamente far ridestare le coscienze dei tanti, preoccupati che alcuni nefasti avvenimenti, accaduti a chilometri di distanza da noi, possano presentarsi anche nel nostro quotidiano.Proprio come l’incidente accaduto, qualche giorno fa,a Roccaraso. Un’incidente che è stato protagonista della cronaca nera nazionale, forse, anche per il modo assurdo con cui una giovane vita è stata spezzata. Stiamo parlando dello studente diciassettenne, Cristian Lombardozzi, deceduto, la scorsa settimana, dopo essere caduto da una sedia sulla quale si stava dondolando durante le ore scolastiche. La sedia in questione è, infatti, scivolata e il ragazzo è caduto all’indietro, battendo la testa sulla parete restrostante.  Una caduta che, a quanto pare, gli è risultata fatale. Il drammatico incidente ha scosso, così, l’opinione pubblica, incapace di comprendere come un qualsiasi ragazzo, in una qualsiasi giornata di scuola abbia perso la vita in un modo- verrebbe quasi da dire- banale.  E proprio l’assurdità di questo episodio, su cui ancora le autorità stanno indagando, ha evidentemente allarmato anche le istituzioni scolastiche nostrane, preoccupate che una simile tragedia possa, malauguratamente, capitare anche entro le mura delle scuole isolane. Non è, infatti, certamente una novità che molti studenti, nelle ore scolastiche, presi un po’ dal tedio, ogni tanto amino dondolarsi sulla sedia, come d’altronde, non è novità che la gioventù, spesso, compia gesti che, pur apparentemente banali, risultano essere, in qualche modo, pericolosi per la propria incolumità e per quella altrui. E così, anche il Liceo di Ischia, in queste ore, ha deciso di assicurarsi che nulla, all’interno delle mure scolastiche, possa rappresentare un pericolo per l’incolumità degli studenti e dei docenti. Il preside dell’istituto, Gianpiero Calise, ha, infatti, diramato una nota, chiamando a raccolta tutto il personale scolastico al fine di vigilare sulla tenuta e sul corretto uso degli strumenti, arredi o qualsiasi cosa che, presente all’interno della scuola, possa, eventualmente, nuocere a chiunque ne faccia uso, specie però agli studenti. “La recente tragedia- si legge nella suddetta nota- avvenuta nell’istituto alberghiero De Panfilis, richiama tutti coloro che operano in ambito scolastico ad una scrupolosa osservanza delle norme di sicurezza, al fine di prevenire eventi indesiderati o, quanto meno ridurre i rischi che  possano generare danni all’incolumità delle persone”.  Sulla scia di queste parole, dunque, il preside Calise ha invitato tutto il personale scolastico all’osservanza di alcune disposizioni. Oltre che dover vigilare sul corretto uso degli arredi da parte degli studenti, in particolar modo delle sedie usate spesso e volentieri da questi ultimi per dondolarsi, il persone scolastico dovrà verificare che tutti gli arredi siano sempre perfettamente in ordine e in conformità con le norme di sicurezza.  “ A tutto il personale scolastico- ha ordinato il preside- sono impartite le seguenti disposizioni: nelle aule è consentito solo utilizzare sedie per studenti e poltroncine con braccioli per docenti realizzate con tubolare metallico, sedile e spalliera in multistrato di faggio evaporato, conforme alla normativa vigente. L’utilizzo, nelle aule, di ogni altra sedia o poltroncina non conforme a detti requisiti, è severamente vietata”. Nel caso poi gli arredi non risultino conformi o in cattivo stato si dovrà segnalare tempestivamente la situazione a chi di competenza e chiederne prontamente la sostituzione. Inoltre, qualora le disposizioni impartite non vengano osservate, si procederà ad un’azione disciplinare. Insomma, il liceo isolano  cerca di correre ai ripari, prima di ritrovarsi, come l’istituto alberghiero De Panfilis, in guai seri. Anche perché, come puntualizza il preside “ la legge costituzionale prevede una responsabilità aggravate a carico del personale di vigilanza, basandosi solo su di una colpa presunta vincibile  esclusivamente con la prova liberatoria di non aver potuto impedire il fatto”.  Basti pensare, infatti, che anche se le indagini sulla morte dello sventurato ragazzo di Roccaraso non si sono ancora concluse, nel registro degli indagati sono finiti ben tre persone-la preside dell’istituto dove studiava il giovane, l’insegnante che al momento dell’incidente stava svolgendo la propria lezione in aula e il responsabile della società di consulenza che si occupava della sicurezza dell’istituto in questione.  Una linea dura,quindi, quella intrapresa da parte del Preside Calise al fine di evitare situazione spiacevoli. Situazioni che si spera non capitino mai.

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