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Liceo, scoppia la grana degli “ammutinati” di Scienze Umane

Ieri mattina gli studenti di tre classi avrebbero dovuto iniziare le lezioni presso le aule messe a disposizione della Scuola Media Scotti ma i ragazzi hanno disertato l’appuntamento per protesta

C’era una comunicazione, quella firmata dalla dirigente scolastica Lucia Monti, che sembrava aver chiuso il cerchio e soddisfatto tutti. Il documento in questione era quello con cui la dirigente scolastica della Scuola Media Scotti annunciava di aver concesso – dietro successivo nulla osta del sindaco d’Ischia, Enzo Ferrandino – ospitalità agli studenti del Liceo di Lacco Ameno rimasti temporaneamente senza un plesso scolastico dopo la chiusura dell’edificio ubicato nel Comune del Fungo. Sembrava, dicevamo, perché in realtà i giovani studenti – destinatari dell’ospitalità nella struttura di via Michele Mazzella – non hanno voluto saperne e ieri mattina invece di dirigersi a fare lezione si sono portati all’esterno del Polifunzionale per far sentire forte la voce del proprio dissenso e di una protesta che promette di proseguire a oltranza. Il motivo della contrarietà dei ragazzi è dettato dal fatto che gli stessi non capiscono perché proprio a loro – che frequentano il triennio di Scienze Umane – sia toccata la cosiddetta “soluzione di fortuna”. Insomma, gli studenti si sentono discriminati e figli di un dio minore rispetto ai colleghi che frequentano il Liceo Ischia. L’obiettivo è chiaro e riguarda la volontà di ottenere pari dignità rispetto agli altri studenti, motivo per il quale i rappresentanti di classe hanno chiesto un orario compattato studiato in maniera tale da poter accogliere anche loro all’interno delle mura del Polifunzionale. E il tutto anche in un arco di tempo relativamente breve, pena l’astensione a oltranza dalle lezioni.

I giovani si sentirebbero discriminati rispetto agli altri colleghi che frequentano il Polifunzionale, ma il preside Calise non ci sta: «Ero lì fuori ad attenderli dalle 7.45, avrebbero potuto esprimermi tranquillamente il loro disagio che sarebbe stato tenuto in debita considerazione»

C’è però l’altra faccia della medaglia, o se preferite l’altra campana. Quella che non condivide l’atteggiamento degli studenti ed anzi lo giudica una “fuga in avanti” assolutamente ingiustificata. Dopo l’ospitalità della Scuola Media, il preside Calise sta lavorando ad una serie di ulteriori alternative per trovare spazi ed aule in maniera tale da evitare non soltanto i doppi turni ma anche un orario compattato e con tanto di “tempi supplementari”. All’appello ha risposto anche la Diocesi di Ischia e il vescovo Pietro Lagnese avrebbe dato la disponibilità della Scuola di San Ciro, l’area riservata alle suore. Il prof. Lorenzo Sapere, docente responsabile della sicurezza del Liceo Ischia, si è recato a visitare i locali e pare che potrebbe mancare qualche requisito per la sicurezza, ma potrebbe trattarsi di dettagli dal momento che in ogni caso l’edificio non ospiterebbe più di cento studenti. Anche Chiara Conti da Forio ha offerto ospitalità, Calise ha ringraziato per la disponibilità ma ha declinato, ritenendo la sede troppo lontana dalla casa madre del Polifunzionale. Secondo indiscrezioni in nostro possesso, invece, l’ipotesi Mattei non ha alcun fondamento, anche perché il plesso casamicciolese non avrebbe la disponibilità di spazi da mettere a disposizione di terzi.

Ma adesso facciamo un passo indietro tornando alla protesta degli studenti. Dal Liceo Ischia fanno sapere che non ci sono stati criteri discriminanti nel scegliere le classi da sistemare presso la Scuola Media Scotti. E’ successo che il consiglio d’istituto ha dato mandato al prof. Miragliuolo – responsabile della compilazione degli orari di lezione – di valutare quali classi potevano meglio rispondere ad esigenze di spostamenti in base anche ai docenti che meno avrebbero dovuto avvicendarsi da un edificio scolastico all’altro. Il cosiddetto “algoritmo” che ne sarebbe venuto fuori avrebbe fatto scaturire il risultato di cui sopra, ma probabilmente i ragazzi si sono sentiti discriminati perché notoriamente c’è una rivalità con i cugini del “Classico” e forse si sono sentiti abbandonati. Una cosa è certa, nemmeno il preside si aspettava questo ammutinamento o almeno avrebbe gradito che lo stesso fosse arrivato a seguito di un confronto: non a caso ieri mattina alle 7.45 Gianpietro Calise si trovava all’esterno della scuola media Scotti ad accogliere docenti e ragazzini anche se questi ultimi non si sarebbero presentati, sfogando la loro “frustrazione” non con il diretto interessato ma con gli organi di stampa.

Intanto la Diocesi potrebbe mettere a disposizione altri spazi presso la Chiesa di San Ciro, domani alle 15 in programma un delicato consiglio d’istituto 

Eppure lo spostamento in altra sede non costituirebbe affatto un problema. Pare infatti, ad esempio, che sia i docenti che gli alunni di alcune classi di Scienze Applicate non porrebbero ostacolo alcuno al trasferimento presso la Scotti o altra sede idonea. Insomma, la questione sarebbe (e il condizionale in casi del genere è sempre d’obbligo) molto meno tabu di quanto si creda. Interpellato dal cronista, il preside Calise si è detto “sconcertato da quanto accaduto, è fin troppo ovvio sottolineare che da studenti liceali mi aspetto ben altro comportamento. Ero lì che li aspettavo stamattina (ieri per chi legge, ndr), hanno dimostrato una scarsa considerazione nei confronti della scuola e del preside. Eppure se c’erano problemi potevano rappresentarmeli anche convocando un’assemblea di classe e esigendoo un apposito verbale, avremmo trovato il sistema di risolvere tutto. In democrazia, di solito, decide la maggioranza ma nonostante tutto in consiglio d’istituto avremmo accolto comunque il disagio anche di una piccola minoranza, che sarebbe stata tenuta in debita considerazione”. Consiglio che, per la cronaca, è stato convocato per domani pomeriggio alle 15. E che, senza dubbio, promette di essere decisamente delicato.

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