L’icona della Madonna della Libera torna a risplendere: fede, storia e comunità si incontrano a Ischia Ponte
Dopo un lungo e delicato intervento di restauro, l’antichissima icona della Madonna della Libera è tornata a percorrere le vie di Ischia Ponte, accolta da una comunità commossa e profondamente legata alla sua storia. Il ritorno, seppur temporaneo, nella chiesetta al Castello Aragonese ha rappresentato non solo un momento di intensa emozione e spiritualità, ma anche un abbraccio collettivo tra istituzioni, cittadini e appassionati di arte sacra. La tavola lignea, attribuita alla produzione del XIV secolo, è da secoli punto di riferimento della fede popolare. In origine custodita nella Chiesa della Madonna della Libera sull’isolotto aragonese, l’opera venne trasferita nella Cattedrale di Ischia nel 1809, dopo i bombardamenti inglesi che misero a rischio numerose testimonianze artistiche. In quell’occasione, insieme all’icona, furono messe in salvo altre opere ecclesiastiche di grande valore. Il ritorno della Madonna della Libera, oltre duecento anni dopo, assume quindi un significato simbolico: un legame ritrovato con il luogo che l’aveva accolta nel Trecento, oggi cornice di memoria storica e di devozione viva.
L’intervento, eseguito dalla restauratrice Annalisa Pilato, è stato preceduto da un’accurata campagna diagnostica che ha analizzato lo stato di conservazione della tavola. Attraverso indagini stratigrafiche e analisi dei pigmenti, è stato possibile non solo stabilire un metodo di restauro rispettoso, ma anche ottenere nuove informazioni sulla datazione dell’opera, confermandone l’origine trecentesca e il valore artistico. L’azione di recupero ha permesso di restituire leggibilità ai colori e ai dettagli pittorici, salvaguardando al tempo stesso l’integrità della superficie originale. La presentazione ufficiale dell’icona si è svolta il 2 settembre presso la Chiesa della Madonna della Libera, alla presenza di numerose autorità. Tra i partecipanti, il Commissario Giovanni Legnini, i sindaci Enzo Ferrandino, Irene Iacono e Giacomo Pascale, insieme a rappresentanti istituzionali e del mondo ecclesiastico, tra cui il sacerdote Giuseppe Nicolella. Un ringraziamento speciale è stato rivolto alla famiglia Mattera, e in particolare a Giovanni Mattera, che ha sostenuto con entusiasmo il ritorno dell’opera nel suo luogo originario. A rendere ancora più suggestivo l’evento è stata la partecipazione della comunità parrocchiale: don Pasquale Trani e i giovani della Parrocchia hanno accompagnato l’icona nel suo percorso processionale, mentre la storica dell’arte Serena Pilato ha offerto un contributo prezioso di conoscenza e valorizzazione. Fondamentale anche il supporto della Diocesi di Ischia e della collaboratrice Ylenia Patalano, a testimonianza di un lavoro condiviso tra competenze diverse.




