CULTURA & SOCIETA'

Quando il limone diventa solidarietà

Da Procida a Piacenza, fino all’Africa: 35 quintali di limoni avviano una nuova stagione di solidarietà. Il ricavato contribuirà alla costruzione di un pozzo, trasformando un simbolo dell’isola in aiuto concreto

DI GUIDO INVERNIZZI

Non è soltanto una spedizione agricola. È un movimento silenzioso che, anno dopo anno, rimette in viaggio un’idea semplice: partire da un frutto per arrivare all’acqua. Dall’isola di Procida sono già partiti oltre 35 quintali di limoni, raccolti nel fine settimana e inviati a Piacenza. Destinazione finale: Africa Mission, che coordina il progetto solidale. Intorno a questa iniziativa si è messa in moto una comunità intera: agricoltori, volontari, famiglie, giovani e anziani. Le operazioni si sono svolte con precisione quasi rituale: cassette ordinate, controlli rapidi, bancali sigillati. Ma nei camion non viaggia solo merce. Viaggia un segno di identità che l’isola sceglie di trasformare in sostegno concreto.

Il progetto, nato molti anni fa, ha fatto dei limoni un ponte. La loro forza non è solo nel profumo o nella tradizione che rappresentano, ma nella capacità di “diventare acqua”. In queste settimane partiranno complessivamente tra i 100 e i 120 quintali: il ricavato contribuirà alla costruzione di un pozzo in Africa, un’infrastruttura essenziale capace di ridurre distanze, alleggerire fatiche quotidiane e restituire tempo a chi oggi deve ancora cercare acqua ogni giorno. Dietro questa continuità c’è un impegno costante, sostenuto per decenni da volontari come Mimì Calabrese, che lontano dai riflettori hanno mantenuto viva la collaborazione con Africa Mission, trasformando un gesto locale in una catena di solidarietà che attraversa il mare.

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