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L’incubo è finito, chiude il covid center del Rizzoli

Il traguardo liberatorio dopo l’avvenuta guarigione di un’anziana paziente di Villa Mercede. Il dottor Ciro Di Gennaro, responsabile del reparto: «Abbiamo dimostrato che l’ospedale di Lacco Ameno è capace di assorbire un’onda d’urto come questa»

Chiude il reparto Covid-19 all’Ospedale Anna Rizzoli a Lacco Ameno. Un traguardo che si riflette nel sollievo e nei sorrisi liberatori del personale medico e infermieristico del nosocomio che ha gestito i casi di contagio emersi sull’isola la cui gravità ha richiesto il ricovero. Ieri anche l’ultima degente, una delle anziane residenti di Villa Mercede, è guarita e ha fatto ritorno alla struttura di Fontana. Un’occasione suggellata da alcune foto di gruppo, per celebrare un momento storico per l’intera isola, a seguito del quale l’ospedale di Lacco Ameno ha potuto riprendere l’abituale attività.

Ciro Di Gennaro: «Impagabili i medici e gli infermieri del mio gruppo: turni massacranti senza cedimenti. Abbiamo ricevuto un enorme supporto, materiale ma soprattutto psicologico, dai cittadini isolani, anche a loro va il mio ringraziamento»

Resta comunque attivo un percorso emergenziale in pronto soccorso, a scopo precauzionale. Uno dei protagonisti di questo grande risultato è il dottor Ciro Di Gennaro, responsabile per l’emergenza covid-19 proprio presso il Rizzoli. «Con grande gioia posso annunciare la chiusura del reparto covid: da molto tempo non abbiamo registrato nuovi casi», ci ha dichiarato il dottor Di Gennaro. «Restiamo ovviamente in contatto con Villa Mercede, dove tutti gli ospiti attualmente possono vantare il doppio tampone negativo, che certifica la definitiva guarigione. In questo momento la Rsa è covid-free, così come il Rizzoli. A questo punto, dopo la chiusura della rianimazione covid avvenuta tempo fa, ho deciso di chiudere anche il reparto medicina-covid». Tuttavia, come abbiamo accennato, l’ospedale resta attrezzato per ogni evenienza: «Abbiamo comunque lasciato un percorso covid esclusivo dal pronto soccorso con una stanza contumaciale con due posti – ha spiegato il dottor Di Gennaro – quindi un percorso lontano dalle camere della medicina. Adesso provvederemo a una disinfezione approfondita del reparto, e per lunedì riapriamo la medicina standard, quella che tutti hanno sempre conosciuto. Quindi tutti i pazienti che erano momentaneamente ospitati in chirurgia, ritorneranno nel nostro reparto, e le attività riprenderanno il loro abituale corso. Tutti i reparti saranno quindi covid-free, e il percorso covid-dedicato ci permetterà di fronteggiare eventuali casi, dal momento che in questo periodo cominciano ad aumentare i flussi di visitatori in arrivo sull’isola». Il dottor Di Gennaro ha poi voluto rivolgere un sincero ringraziamento ai cittadini isolani: «Da loro abbiamo ricevuto un enorme aiuto: davvero li ringrazio per gli aiuti sia materiali, tramite ad esempio l’apporto di dispositivi di protezione individuale, sia per il grande affetto che ci hanno dato. Abbiamo ricevuto torte, dolci, strette di mano virtuali, incoraggiamenti, ma soprattutto un grande supporto dal punto di vista psicologico: al di là di polemiche squisitamente politiche a cui noi siamo sempre stati estranei, la stragrande maggioranza della popolazione locale è stata costantemente al nostro fianco: una cosa che ha fatto sicuramente bene a me e al mio gruppo, senza il quale io non sono davvero nessuno. Mi riferisco ai miei infermieri che hanno rifiutato l’offerta di giornate di ferie o giornate compensative: sono sempre stati qui in ospedale a fare il loro dovere.

Antonio D’Amore: «Al Rizzoli  si volta pagina. Dobbiamo continuare a tenere alta la guardia e prepararci con scrupolo e prudenza alle fasi successive, lavorando sulla sicurezza e riaggiornando i protocolli operativi»

Naturalmente non dimentico tutti i medici miei collaboratori che si sono sobbarcati un immane lavoro tra il pronto soccorso e la sala. Abbiamo avuto risultati equivalenti, se non migliori, di quelli dei più qualificati centri napoletani». Al Rizzoli infatti sono state studiate e sperimentate diverse terapie: «Abbiamo applicato terapie non convenzionali, anche la terapia del siero, fino ad applicare ciò che prevedevano i protocolli continentali di centri più “paludati” e importanti, ottenendo un buon risultato per i nostri 25 pazienti che abbiamo ricoverato durante questo periodo, oltre a quelli che abbiamo seguito tramite assistenza domiciliare, circa quindici e quelli presso Villa Mercede». Un’esperienza che resterà comunque indimenticabile: «Senza dubbio, è un’esperienza che ci ha formato: certo, sarebbe stato auspicabile che non ce ne fosse stato bisogno, ma siamo contenti di averla affrontata e superata. Abbiamo dimostrato che anche un piccolo ospedale è stato capace di assorbire una tale onda d’urto». Un pensiero anche i sindaci dell’isola: «Alcuni di loro ci sono stati davvero molto vicini in questa lotta», ha concluso il dottor Di Gennaro.

Nel pomeriggio, il direttore generale dell’Asl Napoli 2 Nord, Antonio D’Amore, ha dichiarato: «Da oggi, con le dimissioni dell’ultimo paziente ricoverato per Covid, anche all’ospedale Rizzoli di Ischia si volta pagina. Dobbiamo continuare a tenere alta la guardia e prepararci con scrupolo e prudenza alle fasi successive; stiamo lavorando in quest’ottica costruendo percorsi sicuri all’interno dell’ospedale e riaggiornando i protocolli operativi.  Ringrazio tutto il personale che ha gestito con professionalità e dedizione la fase alle nostre spalle». Anche il sindaco di Serrara Fontana, Rosario Caruso, ha aggiunto una nota positiva alla giornata, annunciando che manca poco al raggiungimento del “contagio zero” nel comune montano, grazie alla guarigione di un’altra persona: «Restano due concittadine – ha dichiarato il sindaco – una positiva, l’altra in attesa del secondo tampone negativo. Mi ripeto, ancora: ottimismo ma cautela, ripresa ma responsabilità».

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