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CRONACA

L’influenza che non c’è, sconfitta da mascherine e distanziamento

Il solito malanno di stagione quest’anno sembra davvero non vedersi: pochi dubbi sul fatto che a generare il fenomeno (mancato) siano le precauzioni adottate a causa del covid-19

L’influenza non c’è! Quest’anno sembra davvero che il consueto virus che metteva a letto un’altissima percentuale di italiani, specie in questo periodo, sia stato quasi debellato e, analizzando i grafici di riferimento, possiamo dire che non sembra nemmeno una curva, ma quasi una linea quasi orizzontale che corre molto in basso. Insomma, l’influenza in Italia non si è vista, almeno finora. Ma per come stanno andando le cose potrebbe non vedersi nemmeno nelle prossime settimane. Sarebbe il primo anno dal 2005/2006 senza la malattia influenzale.

Influnet, il bollettino realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità con dati aggiornati ogni settimana, rivela che in questa prima parte della stagione, che inizia a novembre, la curva epidemica delle sindromi simil-influenzali è stabile e sotto soglia epidemica. Nella scorsa stagione in questa stessa settimana l’attività dei virus influenzali era in lieve calo dovuto alla chiusura delle scuole e il livello di incidenza era pari a 4,9 casi per mille assistiti contro 1,4 di questa stagione”. Quello che si sta osservando non è un fenomeno inatteso. In altri Paesi, ad esempio in Australia, è successa la stessa cosa. Insomma, con la pandemia in corso è scomparsa l’influenza. “Parliamo di una malattia che ha lo stesso meccanismo di trasmissione del COVID, quindi le misure di prevenzione che abbiamo portato all’estremo per rallentare la circolazione del coronavirus stanno avendo un effetto molto spiccato sulla circolazione dell’influenza”. A parlare è Paolo D’Ancona, epidemiologo dell’Istituto Superiore di Sanità. Mascherine e distanziamento stanno tenendo bassa la curva dei contagi della malattia che arriva ogni inverno. “In generale anche la vita sociale ridotta ci sta portando a questi risultati”.

Febbre e raffreddori sembrano circolare molto meno del COVID, anche se sul coronavirus c’è un tipo di sorveglianza più stringente proprio perché in questo momento è molto più temuto e pericoloso. La sorveglianza dell’influenza avviene attraverso i medici di famiglia, che mandano i dati dei loro pazienti. Quest’anno, a causa della pandemia, questa attività si è un po’ ridotta. C’è comunque la stima di quante persone sono state colpite fino ad oggi. Nell’ultima settimana i casi stimati di sindrome simil-influenzale, rapportati all’intera popolazione italiana, sono circa 85.000, per un totale di circa 1.313.000 casi a partire dall’inizio della sorveglianza”. L’anno scorso a questo punto eravamo poco sotto ai 2 milioni.

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