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L’insostenibile leggerezza dell’essere (sfidante di Enzo)

Mentre nell’attuale maggioranza si approntano le sette liste e si battaglia per accaparrarsi posizioni di vantaggio e candidati con una “dote” elettorale consistente, a due mesi dal ritorno alle urne a Ischia non c’è ancora un progetto alternativo da contrapporre all’amministrazione uscente

Chiamatela pure insostenibile leggerezza dell’essere. Aggiungete… sfidante di Enzo Ferrandino. Perché quello che sta succedendo a Ischia è davvero un caso degno della migliore letteratura politica di casa nostra. Se come sembra gli ischitani dovessero andare alle urne per eleggere sindaco e nuovo consiglio comunale a fine maggio o ai primi di giugno, mancherebbe davvero poco alla presentazione ufficiale delle liste. Ebbene, a memoria d’uomo forse mai si è verificato nella storia del Comune capofila che arrivati al rush finale non esistesse ancora uno schieramento ben delineato in grado di contrapporsi ai “sette assi” (leggasi liste) che è pronto a calare sul tavolo il primo cittadino uscente Enzo Ferrandino. Una situazione incredibile, ma soprattutto dalla quale sembra davvero difficile venir fuori cavando un ragno dal buco (leggasi alternativa credibile, o a questo punto anche semplice alternativa). L’impressione è che un “parto” ci sarà, perché ci deve essere, ma il fatto che più trascorrano i giorni e più il mare resti piatto come una tavola non è certamente un segnale confortante. E d’altronde c’è poco da essere ottimisti, soprattutto quando un consigliere di maggioranza, che abbiamo contattato per sondare il terreno, ci risponde in questa maniera a dir poco lapidaria: «Qui veramente finisce che Enzo Ferrandino dovrà darsi da fare per costruire un’alternativa… a se stesso. Scherzo? Beh, mi verrebbe voglia di dire di sì, ma allo stato dell’arte non riesco a vedere scenari differenti da questo, che pur sarebbe surreale. E poi credetemi, mettere insieme una o più liste non è assolutamente una cosa facile. Noi ancora non abbiamo completato le nostre, eppure veniamo da cinque anni al governo del paese con tutto quello che ne consegue. E ciò nonostante stiamo faticando non poco per chiudere il cerchio. Figuratevi lo sforzo immane che deve profondere qualcun altro».

Parole che la dicono lunga su quello che si profila, o meglio non si profila, all’orizzonte. Tutte le speranze, inutile girarci intorno, sono riposte sulla figura di Ottorino Mattera, attuale presidente del consiglio comunale e di fatto rimasto l’unico escluso (eccezion fatta per l’oggetto misterioso Maurizio De Luise) dall’allargamento della maggioranza stile arca di Noè varato da Enzo Ferrandino. Il geometra, inizialmente deluso dall’evoluzione degli eventi in questa consiliatura, starebbe meditando di lanciare la sua candidatura a sindaco anche per non disperdere un patrimonio di attività politica (e di conseguenza elettoralistico) accumulato in tanti anni trascorsi all’interno della macchina amministrativa. Il progetto sarebbe quello di riuscire a far scattare magari due seggi e tirarsi all’interno del civico consesso anche il fido Luca Spignese, un altro degli “epurati” di lusso di Enzo Ferrandino, che parimenti non vedrebbe l’ora di rituffarsi nella mischia. Ma bisogna cercare di mettere insieme una lista se non addirittura due, il che sarebbe preferibile, e raccogliere trentadue candidati che non siano semplici “figurine” (anche se certo non si potrebbe ambire a pezzi da novanta) non è la cosa più semplice di questo mondo. Se son rose fioriranno, verrebbe voglia di dire, e la speranza è che la primavera… porti fioritura. Negli ultimi tempi voci di dentro parlano di un particolare attivismo mostrato dall’ex vicesindaco Luigi Boccanfuso che avrebbe ripreso a cimentarsi in un’attività che da sempre gli è molto cara, quella cioè di metter su trame e strategie. Una cosa è (o meglio, sarebbe certa): la tela che starebbe pensando di tessere non lo porterebbe a stringere sinergie con Ottorino Mattera e allora la conclusione è abbastanza scontata: se due forze già gioco forza minoritarie non riescono a fare sintesi, ecco che pensare di costruire un’alternativa credibile diventa difficile come azzeccare il 6 al SuperEnalotto.

Le speranze sono riposte in Ottorino Mattera, che potrebbe mettere su una o due liste per tirarsi in consiglio comunale anche il fido Luca Spignese. Le strategie “sottobanco” di Luigi Boccanfuso e la mancanza di sintesi col geometra. Intanto Adesso Ischia registra la “fuga” a Barano della Di Scala, anche Conte fa un passo indietro

A proposito, ma che ne è stato del laboratorio politico Adesso Ischia? Ribadiamo quanto sottolineato anche in un recente passato. Maria Grazia Di Scala anche in alcune dichiarazioni ufficiali ha lasciato intendere – e nemmeno tanto tra le righe – che le sue attenzioni devono indirizzate in quella Barano che orfana della sua figura rischia di diventare una sorta di “seconda Ischia”. Anche Davide Conte avrebbe almeno temporaneamente messo da parte ogni velleità di concorrere per la fascia tricolore, vista l’aria che tira. L’ennesimo paradosso è che anche un progetto che sulla carta sembrava essere nato proprio per puntare alle amministrative di Ischia rischia clamorosamente di fare da spettatore. E allora a questo punto stiamo attenti anche a Gennaro Savio, che col suo PCIM-L potrebbe provare a inserirsi in questo vuoto e a conquistare quello che sarebbe uno storico seggio in consiglio comunale. Andando così a “clonare” la medesima operazione che riuscì al compianto padre Domenico, che conquistò lo scranno in quel di Forio dopo che la magistratura di fatto lasciò soltanto Francesco Del Deo come candidato a sindaco. E se ci pensate, per Gennaro sarebbe anche un “Oscar” alla carriera.

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