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L’intervento – E nei teatri italiani cosa succede?

Giacché si parla di teatro, colgo l’occasione per citare due esempi di quanto accade e si va rappresentando nei teatri italiani. I due esempi riguardano – in qualche modo – la storia e la vita degli ischitani. Il primo esempio è una forma di teatro tra il leggero e l’impegnato, che da un lato ammicca al pubblico per motivi di cassetta ( ricordiamoci che stiamo parlando di teatro professionistico) e da un altro lato vuole ingaggiare un discorso impegnato sullo scontro generazionale tra padri e figli. Lo spettacolo si chiama, per l’appunto, “ Father and Son”; è tratto dal libro di Michele Serra “ Gli sdraiati” ed è diretto ed interpretato da Claudio Bisio e viene rappresentato a Bologna, Teatro delle Celebrazioni, da giovedì scorso fino ad oggi. Strana coincidenza; proprio domenica scorsa sul Golfo ho scritto del conflitto generazionale ad Ischia, senza ancora conoscere quest’opera teatrale. Ad una domanda di una giornalista di Bologna su quale errore abbia compiuto la generazione dei padri verso i figli, Bisio ha risposto : “ L’errore più grosso, come dicono anche gli psicologi, è fare gli amici o i fratelli; spesso vedo genitori che sembrano ragazzini, con i jeans, la musica, le abitudini dei ragazzi; cercano di inseguire qualcosa che non è inseguibile, fingendo di essere giovani, coetanei. Questo fa sì che i figli non crescano”. Credo di aver sostenuto concetti analoghi e credo che Ischia pecchi sotto questo aspetto: mancanza di autorità ( non autoritarismo) sia in casa che a scuola. “ Father and Son” opera leggera ma capace di intercettare l’attualità della vita vissuta. L’altro esempio teatrale che voglio citare riguarda tutt’altro: il teatro lirico. Una delle più alte forme di teatro e musica. Parliamo di “ Le Bassaridi” di Hans Werner Henze, con testi dei poeti Wistan Hugh Auden e Chester Kalman, in scena al Teatro dell’Opera di Roma. Avrete capito che parliamo di grandi personaggi della musica e della poesia che vissero, negli anni ’50, a Forio, che intrecciarono storie importanti d’amore e di omosessualità: Auden con Kalman, Henze con la poetessa Jngeborg Bachmann ( amore impossibile, stante l’omosessualità di Henze). Pensate che gli autori del testo sono gli stessi che firmarono il libretto di “ La carriera di un libertino” di Stravinskij e che Bachmann non sopportava l’idea di non essere la librettista esclusiva di Henze, che la tradì in due opere, le Bassaridi ed Elegia per giovani amanti. Pensate che Henze abitò in via Cesotta, rione S.Francesco di Forio, nella casa di Lucia Capuano, mamma di Peppino,Aniello e Mariolino. Voleva stare vicino all’altro grande compositore inglese , William Walton. Pensate che Henze musicò, nel 1964, Lieder von einer Insel ( Canti di un’isola), composta da Bachmann. Ma c’è ancora una figura importante, nel cast di  le“ Bassaridi”, il regista Mario Martone ,che in passato ha sfiorato gli interessi culturali di Forio, nelle molteplici e controverse vicende della Colombaia di Visconti. Di che cosa parla  le “ Bassaridi”? Si ispira alle Baccanti di Euripide e scava nel disordine interno di ciascun uomo, nel tentativo di trovare un punto di contatto tra la società e la politica, tra la città e lo Stato. Vi è un tentativo di conciliare l’antagonismo tra il pensiero vitalistico di Dioniso e quello legalitario e spirituale di Penteo. Temi universali e locali allo stesso tempo ed anche molto attuali, nel panorama di scontro tra civiltà diverse, dove c’è chi vedrebbe volentieri del  tutto soccombere l’aspetto vitalistico dell’umanità.

F.B.

 

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