CRONACA

L’INTERVENTO Programmazione e socialismo liberale

DI GIUSEPPE MAZZELLA

Le parole che non si dicono e per le quali vale la pena di avviare una campagna:programmazione e socialismo liberale./la relazione del governatore della banca d’Italia costituisce ormai una vera e propria “fotografia economica e sociale” della nostra repubblica. La banca d’Italia è l’unica istituzione forte dello stato. Il governatore è la vera autorità economica del paese che ci dà la misura del mantenimento del nostro sistema economico dal quale nasce il “diseguale” sistema sociale. La citazione di Keynes del governatore Ignazio visco è pietra miliare del nuovo sistema che deve nascere in un paese in guerra dove il nemico è di una potenza mai vista nella storia moderna capace in pochi giorni di distruggere interi settori di economia portante come il turismo e come il commercio. Keynes nel 1940 proponeva “un piano” contro le “diseguaglianze”. Giorgio la Malfa degno figlio di Ugo ha pubblicato l’opera completa del più grande economista del xx secolo e non si stanca quotidiamente di riproporre la teoria di Keynes per la pratica di oggi. Oggi bisogna riproporre con forza la politica di programmazione economica con un proprio ministero capace di “accentrare” tutti gli interventi statali ed europei perché se c è un fallimento istituzionale unanime è quello del decentramento amministrativo dello stato e la nascita di 20 regioni con poteri “legislativi” orribilmente svolti in 50 anni. Una “programmazione economica” avviata negli anni 60 e fatta fallire dalle nuove classi dirigenti degli ultimi 30 anni e sulla quale la confindustria continua a manifestare la sua contrarietà come se non fossero passati e vissuti 50 anni ed oltre deve istituire un nuovo ordine che se keynesiana non può non essere “socialista e liberale” ed i termini devono riacquistare valore perché in bocca a molti sono come la pronuncia del nome di Dio invano. Su questi valori bisogna avviare ovunque una campagna di stampa.

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