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L’Ischia Juniores sfrattata dal Mazzella

Lo “sgarbo” del comune manda il patron Emanuele D’Abundo su tutte le furie: senza impianto per tutte le squadre gialloblu è pronto a farsi da parte

Con un blitz dell’architetto Ascanio coi vigili urbani il Comune di Ischia ha “sfrattato” ieri mattina dallo stadio Mazzella la squadra juniores dell’Ischia Calcio, intenta ad allenarsi agli ordini di mister Fontanella aprendo così una gravissima crisi con la società gialloblu che potrebbe secondo alcuni spifferi portare all’abbandono del presidente Emanuele D’Abundo, a pochi giorni dall’inizio del campionato di Eccellenza. La vicenda prende avvio solo formalmente con la visita inaspettata del responsabile dell’ufficio tecnico comunale per gli impianti pubblici che, scortato da due pizzardoni, ha messo alla porta con modi spicci gli “under” gialloblu: “Non avete l’autorizzazione ad allenarvi” avrebbe riferito l’architetto Ascanio. Come se ci fossero autorizzazioni specifiche per squadre della stessa società in base all’ età: se manca la pezza d’appoggio per i giovani facile prevedere che venga sfrattata a breve anche la prima squadra, che pure ha già disputato diversi allenamenti al Mazzella e giocato la prima partita ufficiale domenica scorsa, vincendo largamente con il Poggiomarino in coppa.

Lo sfratto dei suoi ragazzi non è piaciuto per niente al patron d’Abundo che dopo qualche ora avrebbe fatto partire una posta certificata diretta al sindaco Ferrandino in cui, senza troppi giri di parole, gli avrebbe comunicato che senza autorizzazione all’attività sportiva per tutte le squadre gialloblù, per scongiurare conseguenze sportive e penali, avrà una sola scelta: sospendere l’attività sportiva, liberare i giocatori tesserati e rimettere il titolo proprio nelle mani del primo cittadino. Inoltre, considerando l’imminenza dello start di tutti i campionati, l’autorizzazione dovrà arrivare ad horas. Un pasticcio all’italiana nato all’indomani della prima stagione della gestione D’Abundo, che aveva avuto la concessione all’utilizzo del Mazzella sino a fine maggio 2019; pochi giorni quella data, l’Ischia Calcio protocollò un richiesta di rinnovo della concessione rimasta lettera morta, a cui in sostanza dal comune ischitano nessuno si è mai preso la briga di rispondere.

Nel frattempo l’Ischia ha disputato un altro campionato, quello vittorioso di Promozione, implementando il settore giovanile ed aggregando così tanti ragazzi isolani nelle diverse squadre giovanili. D’Abundo ha sempre messo in chiaro che il suo progetto era incentrato sul calcio giovanile, sul sogno di mettere in piedi una cantera made in Ischia che fosse scuola di calcio ma pure strumento di aggregazione ed emancipazione sociale e per questo l’iscrizione e l’attività sportiva dei ragazzi dell’Ischia non viene fatta pagare. Senza contare inoltre che in tre anni l’Ischia Calcio si è sobbarcata una gran mole di lavori di manutenzione, ordinaria e straordinaria, per il Mazzella che a voler dare retta ai bene informati sarebbe costata più di 100.000 euro.
L’attivismo del patron gialloblu, che altrove sarebbe valso benevolenze e benemerenze, potrebbe invece aver urtato la suscettibilità dei padroncini del calcio giovanile isolano che di fatto gli hanno impedito – per la prima volta nella storia centenario del sodalizio gialloblù – di poter disporre di un impianto stabile per gli allenamenti giovanili nel comune capoluogo, con l’allontanamento a intermittenza dal Rispoli. A questo punto il pallino passa in mano ad Enzo Ferrandino, che dovrà intervenire di gran carriera se vorrà salvare non solo il prossimo campionato dei gialloblu ma la stessa permanenza di d’Abundo e dei suoi soci al timone dell’Ischia che, dopo l’improvvido blitz di ieri mattina, potrebbe anche essere compromessa.



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