CULTURA & SOCIETA'

L’ischitano Corrado Visone alla guida dell’Accademia del teatro italiano

Il percorso di formazione residenziale riservato a giovani dai 18 ai 25 anni iscritti alla Federazione Italiana Teatro Amatori (Fita) e abbinato alla Festa del Teatro, si svolgerà in Abruzzo a settembre

“Grazie alla Federazione che ha creduto in questo progetto, alla commissione esaminatrice per questa grande opportunità. Grazie ai registi che hanno condiviso con me questo percorso, mi porterò i consigli e gli incoraggiamenti di ciascuno. Grazie agli Uomini di mondo e al Collettivo Barberia. Grazie a Valentina, Alessandra, Giovanna, Rossella, Bruno e gli altri che creano teatro con me. Grazie a Enzo e al Teatro Polifunzionale perché le cose belle vedono le luci sul nostro palcoscenico. Grazie a Francesco e Gianmarco che sopportano le mie pucundrie. Grazie alla mia famiglia, grazie a chi mi vuole bene”.

Sono queste le parole pronunciate a caldo dal regista e attore Corrado Visone, l’ischitano che, guiderà l’edizione 2019 dell’Accademia del Teatro Italiano, percorso di formazione residenziale riservato a giovani dai 18 ai 25 anni iscritti alla Federazione Italiana Teatro Amatori (Fita) e abbinato alla Festa del Teatro, in programma quest’anno dall’8 al 15 settembre fra Pescara e Chieti, in Abruzzo. Il progetto proposto da Visone è incentrato su una rilettura del romanzo di Gabriel Garcia Marquez “Cronaca di una morte annunciata”. La trama di quel racconto (costruito attorno al personaggio di Santiago Nasar, che tutti in paese sanno essere la vittima predestinata di una vendetta) viene collocata dal regista ischitano nello scenario altamente simbolico di una corrida, rito sanguinario condiviso da intere collettività: “Mi interessa indagare il pregiudizio – spiega Visone -, quello stato d’animo particolare che investe una comunità che risponde agli eventi come un corpo unico. Anche noi viviamo in tante piccole comunità, e il pregiudizio, ma anche il sessismo, l’onorabilità e il modo di vivere comune, sono argomenti che ci toccano da vicino. Certo è impossibile trasferire a teatro tutto il simbolismo, la magia, le verità di Gabriel Garcia Marquez e del suo romanzo: ho tentato quindi di rappresentare l’innocenza macchiata, anche letteralmente, dalla violenza, e su di essa costruire la mia corrida”.

La scelta del regista è avvenuta quest’anno con una nuova formula: i cinque candidati hanno infatti partecipato ad una tre-giorni a Reggio Emilia, nella sede del Centro Nazionale di Formazione Fita, dove hanno potuto incontrarsi e dialogare tra loro e con la Commissione artistica nazionale, composta da Fiammetta Fiammeri, Daniele Franci e dal direttore artistico Mauro Pierfederici. Il progetto ha coinvolto anche i registi Alberto Moscatelli di Roncade (Treviso), Roberta Borghi di Venezia, Roberta Parma di Desio (Monza-Brianza) e Siria Lentini di Roma. “Si è trattato – conferma il segretario Fita Pasquale Manfredi, che ha seguito l’evento a nome del Direttivo nazionale – di un’occasione speciale e molto apprezzata da tutti i partecipanti, perché a ciascuno di loro ha consentito non solo di illustrare al meglio il proprio progetto, ma anche di vivere un momento di riflessione e confronto sul fare teatro e sul rapporto, complesso e delicatissimo, con i giovani che vi si avvicinano”.

“Questa nuova formula di selezione – conclude il presidente nazionale Fita Carmelo Pace – qualifica sempre più l’Accademia del Teatro Italiano, uno dei progetti nazionali di punta per giovani attori e registi della Federazione. L’aver raccolto dai registi partecipanti entusiasmo e voglia di mettere a confronto le loro esperienze ci consentirà di arricchire il progetto già dal prossimo anno, potenziando le attività del nostro Centro Nazionale di Formazione”. Una bellissima notizia per tutto il teatro isolano che Corrado, in tutti questi anni, ha contribuito a far crescere. Uno su tutti i suoi progetti il Premio Aenaria che, gemellato proprio con la Fita, è riuscito a portare al Teatro Polifunzionale spettacoli di un certo pregio.

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