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L’isola che ama “brindare”, boom delle denunce per guida in stato di ebbrezza

ISCHIA. Una serata con gli amici e un cocktail sono un’accoppiata vincente, ma non se poi bisogna mettersi al volante. Infatti, oltre al rischio che corriamo noi e che facciamo correre agli altri se guidiamo dopo aver bevuto, sono aspre le sanzioni previste dall’articolo 186 del Codice della Strada in caso di guida in stato di ebbrezza. L’isola di Ischia non è esente dai controlli. Negli ultimi tre anni, dati alla mano, notiamo un aumento dei controlli da parte delle forze dell’ordine presenti sul territorio per garantire la sicurezza stradale e la tutela dell’incolumità di tutti.

 

ALLA GUIDA DOPO AVER BEVUTO, CHE IMPENNATA DAL 2016

Nel 2016 sono state dieci le denunce per guida in stato di ebbrezza. Dato più che triplicato nel 2017. Da gennaio ad oggi, invece, sono 25 le denunce. In aumento anche i controlli per chi si mette alla guida dopo aver consumato sostanze stupefacenti. Sono quattro le denunce nel 2016, tre nel 2017 e quattro da gennaio fino ad oggi. Questi dati indicano in incremento dei controlli sul territorio isolano dove si è registrato un vero e cambio di mentalità da parte degli automobilisti, grazie ad un’attenta opera di sensibilizzazione, oltre che controllo e repressione condotta sull’isola negli ultimi anni. Chi beve in bicchiere in più, sa di mettere a rischio la propria sicurezza, oltre che incorrere nei controlli. Per questo chi beve più di un calice di vino a tavola, o più di un cocktail con gli amici, evita di mettersi alla guida. Certamente c’è ancora tanto da fare in tema di sicurezza stradale e nei controlli in tema di guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostante stupefacenti, ma gli ischitani si stanno dimostrando diligenti e prudenti. Manca ancora, però, sempre in tema di sicurezza stradale, l’utilizzo della cintura di sicurezza. Sono pochissimi i conducenti isolani che indossano la cintura alla guida. Bisogna partire dall’educazione stradale e civica fatta nelle famiglie e nelle scuole. Far capire sin dai bambini quali sono le regole da seguire in strada. In questo modo i bambini e ragazzi di oggi saranno dei prudenti guidatori di domani.

 

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COSA RISCHIA CHI SI METTE ALLA GUIDA DOPO AVER BEVUTO

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Le sanzioni per la guida in stato di ebbrezza dipendono dal tasso alcolemico, misurato in grammi di alcol per litro di sangue e rilevato tramite l’alcol test. Non c’è un solo limite alcolemico, ma sono ben 3 (più il tasso alcolemico consentito per i neopatentati, cioè zero).

Il tasso alcolemico dopo aver bevuto dipende a sua volta da moltissimi fattori, come il sesso, il peso, l’aver mangiato o meno prima di bere e, ovviamente, quanti bicchieri ci siamo bevuti. Insomma, il ritiro patente per alcol è una cosa molto frequente, come anche frequenti sono le sanzioni accessorie. Per questo è bene conoscere l’articolo 186 e ciò che prevede in caso di ebbrezza alla guida. Partiamo da un dato certo: bere non è un reato. Purché si faccia con moderazione. Non è reato, infatti, mettersi alla guida con un tasso alcolemico compreso tra 0,51 e 0,8 grammi per litro, ma la sanzione amministrativa consiste in una multa che va da un minimo di 527 a un massimo di 2.108 euro. A questa si aggiunge la sanzione accessoria della sospensione della patente per un periodo che va da tre a sei mesi. In tal caso, se ci fosse un passeggero idoneo alla guida e con un tasso alcolemico non superiore a 0,5 g/l, egli può prendere la guida del veicolo e lasciarlo in consegna al proprietario o in un’autorimessa. In caso contrario, il veicolo verrà recuperato da un carro attrezzi a carico del trasgressore. È reato penale, invece, punibile con l’arresto fino a 6 mesi, mettersi alla guida con un tasso alcolemico compreso tra 0,81 e 1,5 grammi per litro. A questo si aggiunge una multa che va da 800 a 3.200 euro e la sanzione accessoria della sospensione della patente per un periodo che va da sei mesi a un anno. Le sanzioni sono maggiori per chi si mette alla guida con un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l: arresto da sei mesi a un anno, multa che va da 1.500 a 6mila euro e sanzione accessoria della sospensione della patente per un periodo che va da uno a due anni. Prevista anche la confisca del veicolo, se non intestato a persona diversa da quella che ha commesso il reato. In questo caso, il veicolo non viene confiscato, ma viene raddoppiata la durata della sospensione della patente, che quindi passa da un minimo di due a un massimo di quattro anni.

 

LE SANZIONI CRESCONO PER I NEOPATENTATI

 

Sanzioni durissime per i neopatentati. Infatti, in base a quanto disposto dal Codice della Strada, per i minori di 21 anni e per tutti i soggetti neopatentati (coloro che hanno conseguito la patente da meno di tre anni) il limite imposto è di zero grammi per litro. La multa prevista per i neopatentati alla guida in stato di ebbrezza accertata con tasso alcolemico inferiore a 0,5 g/l è fino a 624 euro, mentre in caso di tasso alcolemico superiore si applicano le sanzioni previste dal Codice della Strada aumentate di un terzo. Anche per i guidatori professionali che svolgono l’attività di trasporto di merci o di persone e per i conducenti di veicoli con massa a pieno carico superiore alle 3,5 tonnellate, sono previste sanzioni raddoppiate in caso di guida in stato di ebbrezza accertata e revoca della patente con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l. È prevista la revoca della patente nei casi di recidiva in un biennio. Sanzioni salatissime invece nel caso in cui il soggetto si rifiuta di sottoporsi all’alcol test una volta fermato e sospettato di guida in stato di ebbrezza. Infatti vengono applicate le stesse sanzioni previste nei casi di tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l con una multa da 1.500 e 6mila euro, sospensione della patente da uno a due anni e confisca del veicolo.

 

NON SOLO MULTE, ANCHE PENE DETENTIVE

 

Chi guida un veicolo sotto l’effetto di stupefacenti rischia delle pesanti sanzioni. Queste sanzioni non prevedono solamente il pagamento di una somma di denaro ma anche pene detentive; questo perché guidare in stato confusionale può provocare gravi incidenti che possono compromettere la salute dell’automobilista e di tutti gli altri soggetti che circolano per le strade. Il Codice della Strada prevede che chiunque guidi in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope è punito con una multa che può andare da un minimo di 1.500 euro fino ad un massimo di 6mila euro e con l’arresto da 6 mesi ad 1 anno. Non solo, quando il reato viene accertato è prevista la sospensione della patente per un periodo che va da 1 a 2 anni. Questa sanzione amministrativa accessoria viene raddoppiata nel caso in cui il veicolo appartenga ad una persona estranea al reato. Inoltre nel caso di recidiva nel corso del triennio è prevista la revoca della patente. Con la sentenza di condanna viene disposta poi la confisca del veicolo, salvo nel caso in cui lo stesso appartenga ad una persona estranea al reato. Bisogna specificare che a differenza di quanto previsto dalla legge per la guida in stato di ebrezza, dove viene indicato un tasso alcolemico che deve essere rispettato dal conducente, per la guida sotto l’effetto di stupefacenti la normativa non stabilisce un limite specifico. Infatti chiunque venga sorpreso a guidare mentre è sotto l’effetto di qualsiasi sostanza stupefacente (compresa la cannabis) andrà incontro alle sanzioni.Sono previste sanzioni più pesanti per alcune categorie di soggetti ed in particolare per i conducenti di età inferiore ai 21 anni (anche se guidano mezzi che non richiedono la patente) e per quelli che hanno conseguito la patente B da meno di tre anni; i conducenti professionali che trasportano persone o cose (alla guida di taxi, autobus, veicoli noleggiati con conducente), nonché per qualsiasi conducente di veicoli che possano trasportare più di otto persone; i conducenti di mezzi pesanti, anche con rimorchio, autoarticolati e autosnodati.

francesca Pagano

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