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L’isola dei fitti in nero e delle presenze “fantasma

La litania è sempre la stessa. Si ripete stancamente sempre la stessa frase, la si fa diventare un concetto, un mantra, quindi diventa una verità quasi inconfutabile! E allora anche se non risponde al vero è difficile scardinarla dalle convinzioni comuni. Ad Ischia, anche se non ci sono dati ufficiali, taluni sostengono che “la stagione turistica stenta a decollare. Gli ospiti sono pochi. Meno delle aspettative”. E giù catastrofici giudizi universali su un’isola che sta per sprofondare. Ci sono noti, notissimi in alcuni rioni dell’isola di Ischia, opinion maker isolani che sui social e sui giornali invece di distribuire ottimismo della ragione, quando non vendono fumo propalano come verità scientifiche loro paure, fisime o forse aspettative. Ed oggi la frase mantra è: i turisti disertano Ischia. E questa è la lamentala anche degli albergatori e degli operatori del settore vacanze. Loro hanno il polso della situazione e se sostengono che le cose non vanno bene per le loro strutture, c’è da credergli. Per loro è facile far da conto. Se l’anno prima un albergatore ha avuto dieci stanze occupate e quest’anno ne hanno appena 8 di stanze occupate nello stesso periodo, può dire che va male. Ci sono dei dati empirici, che in attesa dei dati ufficiali, non possono non essere tenuti in considerazione, in positivo e in negativo,  anche per non far sembrare le lamentele degli albergatori voci da senno fuggite.

 

I “TURISTI” CHE SFUGGONO A QUALSIASI CONTROLLO

 

Se si passeggia per strada ad Ischia, se si segue lo struscio nel delizioso borgo di Forio, se andate di sera a passeggio per il centro di Casamicciola o frequentate il lungomare di Lacco Ameno e altre zone dell’isola, dalla bellissima Sant’Angelo a Panza passando per Serrara Fontana o Ischia Ponte, non sembra affatto che ci sia poca gente ad Ischia. Anzi! Se si va poi a chieder dati sugli arrivi sull’isola alle compagnie di navigazione, pur non dandoti cifre ufficiali, dicono che hanno staccato più biglietti dello stesso periodo dello scorso anno. E fu un anno eccellente almeno fino al 21 agosto, serata tragica della scossa tellurica e dell’abbandono in massa dell’intera isola grazie ad una insipiente informazione terroristica sulla entità del disastro (localizzato in un’area piccolissima) causato dal sisma. Domanda: e allora tutta queste persone che arrivano a Ischia e che non vanno in albergo, non scelgono altre strutture ricettive alternative ma comunque ufficiali, conosciute al fisco e censite, dove dormono, dove alloggiano? È qui il punto da indagare se si vuole provare a capire piuttosto che a lamentarsi. Ed è questo che vogliamo fare al Golfo con una inchiesta giornalistica che speriamo vogliate seguire. Come ne faremo altre anche sul costo della benzina e altri trust e monopoli assurdi. Vogliamo provare a capire chi riceve i turisti, dove li ricevono, quanto pagano i turisti per dormire la sera sull’isola di Ischia, in quali strutture ricettive sconosciute non solo al Fisco (e già è grave) ma anche alle autorità di pubblica sicurezza. Perché a Ischia c’è tanta gente che sfugge a qualunque controllo in quanto non sono ospiti di alberghi o altre strutture ricettive ufficiali, quelli che pagano tasse e versano tasse di soggiorno ai comuni.

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GLI ANNUNCI ON LINE E GLI ARRIVI “AMMACCHIATI”

 

C’è una fetta di turismo ‘fantasma’ che non compare nei dati ufficiali, che elude ogni registrazione ufficiale e consente a chi affitta in nero di evadere tasse e tributi comunali ma anche di fare arrivare a Ischia persone indesiderate: pregiudicati, camorristi e perché no, dovesse accadere nessuno se ne accorgerebbe mai, anche terroristi.

Sono i vacanzieri che arrivano ‘di nascosto’ con una prenotazione telefonica oppure on line. Soggiornano sull’Isola da fantasmi perché la loro presenza non viene denunciata alla Polizia di Stato. Niente richiesta di documenti, niente tassa di soggiorno e, soprattutto, pagamento cash il tutto nella convinzione di risparmiare.

Basta contare il numero degli annunci sui portali on line per capire che i conti non tornano. Non  parliamo ovviamente degli operatori che si servono di Booking, Tripadvisor, AirBnb, Trivago (che di norma sono in regola) ma di quanti  offrono case, stanze, letti, talvolta anche garage trasformati in residenze balneari in nero. Offerte per tutti i gusti e per tutte le tasche. Per una stanza condivisa a Forio si paga fino a 20euro a notte. Dietro questi annunci c’è un far west da paura. Chi ha una stanza, un appartamento o un posto letto lo mette in fitto con un solo obiettivo: guadagno immediato, senza versare nulla nelle casse dello Stato.

 

MENNELLA: SI’ A B&B E FITTACAMERE, MA SI REGOLE UGUALI PER TUTTI

 

“Purtroppo il settore delle locazioni stagionali è terreno fertile per l’abusivismo che si traduce in tasse evase, immondizia abbandonata in strada, mancanza di controllo da parte delle forze dell’ordine, abbassamento generale della qualità del turismo”. È la denuncia di Ermando Mennella, presidente di Federalberghi Ischia. “Sosteniamo da tempo che Ischia ha bisogno di fare un salto di qualità nell’offerta dei servizi turistici e per riuscire nell’impresa, oltre all’impegno a migliorarsi continuamente da parte degli imprenditori del settore, occorre l’impegno degli Enti preposti al controllo e, soprattutto, al sanzionamento degli illeciti”. Gli enti preposti al controllo sono, ovviamente, vigili urbani (che non ci sono), carabinieri, poliziotti e finanzieri. Mennella incalza, sembra stufo dell’andazzo. “Come Federalberghi – racconta – siamo a favore di qualsiasi attività extra alberghiera. Diciamo sì a b&b, case vacanze e fittacamere ma tutti devono avere parità di condizione e soprattutto rispettare la legge. L’offerta turistica deve soddisfare tutti ma sempre in nome della legge. Per questo credo che debbano scendere in campo le pubbliche amministrazioni e le forze dell’ordine per combattere il fenomeno dei fitti in nero stagionali”. “Chi fa evasione – ha concluso – depaupera l’isola pensando di fare turismo”.

 

LEONESSA: DEVASTANTE IL SOMMERSO CHE ESISTE SULL’ISOLA

 

Netta la posizione anche di Mario Leonessa, direttore generale del gruppo alberghiero Leohotels: “C’è una fetta di turismo che sfugge ai controlli, alle tasse e soprattutto alla qualità. Questo rappresenta un mondo sommerso nell’economia della nostra isola che fa danno devastanti. Anni fa tutti i Comuni di Ischia recensivano le case in affitto ponendo in essere controlli su chi le fittava. Bisognava dire con precisione quante persone alloggiavano, per quanto tempo ed in quale modalità. Oggi, tutto ciò, è solo un vago ricordo. Non so se i Comuni non hanno voglia di fare controlli o non hanno gli strumenti per farlo. Basterebbe capire che eliminare i fitti in nero significa dare all’isola un servizio”. “Le leggi ci sono. Bisogna ‘solo’ fare i controlli. Comuni e forze dell’ordine – spiega Leonessa –  insieme possono sconfiggere questa piaga: è nell’interesse di tutti”. Amen. Noi ci occuperemo di questo fenomeno che danneggia l’isola d’Ischia.

 

FINE PARTE 1 – LA SECONDA PARTE SARA’ PUBBLICATA DOMANI, VENERDI’ 20 LUGLIO

GIovanna Ferrara

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