ARCHIVIO 5ARCHIVIO 3

L’isola devastata, adesso è caccia ai piromani

Riprendersi sarà difficile, forse addirittura impossibile. Perché probabilmente non sbaglia chi sostiene che quello che si è svolto nella serata e nella notte tra venerdì e sabato è stato forse l’incendio più disastroso che si è registrato sulla nostra isola. Chissà dove si può arrivare a memoria d’uomo, ma se le cose non stanno così ci manca davvero poco. Quella che gli isolani si sono messi alle spalle è stata una notte dalle mille facce e contrassegnata da altrettanti stati d’animo: è stata una notte tragica, drammatica, per alcuni surreale, per altri insonne. Sì, insonne, perché centinaia e centinaia di persone sono rimaste in piedi per essere sicuri che la loro casa fosse al sicuro e non venisse invasa dal fuoco. Ansia allo stato puro, come succede quando sai che la mano di qualche idiota ed incosciente può portarti via tutto quello che hai, oltre naturalmente a mettere a repentaglio la tua incolumità fisica e quella dei tuoi cari.

Una notte che ha mostrato la violenza di madre natura attraverso il fuoco capace di distruggere ettari ed ettari di macchia mediterranea sull’isola d’Ischia. E lo ha fatto in maniera e soprattutto con una violenza assolutamente inaudita. Con un bilancio che, peraltro, non può che essere ritenuto soddisfacente visto la piega che avevano preso gli eventi e che in ogni caso rimane ancora parziale: ieri pomeriggio, incredibile ma vero, le fiamme hanno ripreso a svilupparsi in quel di Montecorvo, già distrutta in tutto e per tutto. Era proprio lì che c’era stata la genesi di un incendio che inizialmente nessuno avrebbe immaginato potesse propagarsi in una tale maniera fino a tenere una comunità intera col fiato sospeso. E invece, pian piano, in maniera lenta ma crescente e comunque inesorabile, si è trasformata in una tempesta di fuoco. Che da Forio ha raggiunto Serrara Fontana, il versante opposto dell’isola, travolgendo la Falanga e i Frassitelli ed arrivando quasi a raggiungere le sommità del Monte Epomeo. Vigili del fuoco, Protezione Civile, Carabinieri ed associazioni di volontariato, in tanti ed in vario modo hanno provato ad opporsi ad una furia che però appariva irrefrenabile, al punto che nottetempo (e forse con un po’ di ritardo, le polemiche non sono mancate) veniva disposto anche l’invio di vigili del fuoco dalla terraferma. Già, i vigili del fuoco. Per carità, magari durante l’anno sono anche in numero sufficiente – anche se non crediamo che sia così, visto che i problemi l’isola ce li ha anche nel periodo invernale, sia pure di altra natura – ma si stanno dimostrando assolutamente pochi per affrontare le criticità tipiche del periodo estivo. Non è un caso che nelle scorse settimane, in occasione di un altro incendio, i pompieri non intervennero per spegnere le fiamme divampate in una abitazione in località Fango.

Le abitazioni lambite dalle fiamme sono state diverse, uno stabile a Serrara è andato completamente distrutto così come quattrocento viti delle Cantine D’Ambra, apprezzata azienda vinicola ischitana conosciuta in tutto il mondo. Due esplosioni hanno fatto temere il peggio, fortunatamente senza conseguenze per persone o cose. Gli occupanti di due abitazioni sono stati fatti evacuare a titolo prudenziale, due anziani – tratti in salvo dai carabinieri – sono stati condotti all’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno per essere medicati. Hanno rischiato l’intossicazione per il fumo, ma le loro condizioni non destano preoccupazioni. E c’è anche il giallo di due pompieri che intorno alle quattro del mattino sarebbero stati aggrediti da alcuni residenti di Serrara Fontana, finendo anche loro dritti in ospedale: un episodio, questo, davvero deprecabile e oltremodo ingiustificabile. Può essere frutto della tensione del momento o chissà di cos’altro, ma è il segno che davvero siamo arrivati alla follia. Nel frattempo Ischia si lecca le ferite di un’estate maledetta, dove la natura è stata brutalmente stuprata dapprima ai Maronti, poi a Montevico ed adesso sull’asse Forio-Serrara. Con la certezza che in giro ci siano uno o più piromani che si “divertano” a scherzare col fuoco, e mai gioco di parole fu più appropriato. Sulla circostanza che ci sia la mano dolosa dell’uomo non hanno più dubbi nemmeno i carabinieri della Compagnia di Ischia, guidati dal cap. Andrea Centrella, che proseguono un’attività investigativa che si preannuncia invero complessa. In fondo questi maledetti si aggirano in zone lontano da occhi indiscreti, prive di telecamere di sorveglianza, di fatto rappresentano dei “fantasmi”. Ma la speranza è che possano aver commesso una leggerezza che possa portare alla loro individuazione e cattura. Hanno ucciso Ischia, e questo non è tollerabile.

Gaetano Ferrandino

Ads

Articoli Correlati

0 0 voti
Article Rating
Sottoscrivi
Notificami
guest

0 Commenti
Inline Feedbacks
Visualizza tutti i commenti
Back to top button
0
Mi piacerebbe avere i vostri pensieri, per favore commentatex