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L’isola e la moria dei pini, l’SOS di Pasqualino Migliaccio

Sos emergenza pini. È l’ex consigliere comunale, Pasquale Migliaccio, a lanciare l’allarme. L’ex amministratore di Ischia si appella ai sindaci dell’isola affinché possano porre in essere dei provvedimenti per reperire i fondi necessari per bonificare le aree dove sono siti i pini colpiti dalla malattia. “L’epidemia ‘verde’ che ha colpito ultimamente i nostri pini è sicuramente più grave del blastofago e della marchalina ellenica che colpì le nostre conifere negli anni ’80”, ha detto Pasquale Migliaccio. E continuando: “Credo che se i sindaci dell’intera isola tengano all’appellativo di ‘isola verde’, visto il ‘disastro verde’ che ha colpito l’intera isola d’Ischia devono seriamente pensare a mettere in atto un’azione sinergica che parta da un progetto di sanificazione delle aree colpite e di ripiantumazione dei nostri pini che per secoli hanno caratterizzato i nostri paesaggi”. E qui la proposta: “Pertanto occorre il massimo sforzo per reperire fondi con qualsiasi misura affinché ciò possa al più presto accadere”. Sono tanti i pini abbattuti negli ultimi anni perché malati. I pini malati di un pernicioso parassita si vedono a occhio nudo, spiccano nei filari lungo le strade e in ciò che resta delle pinete. Le foglie sono grigie, il tronco secco. “Così muore anche un simbolo dell’isola – protestano alcuni isolani – la colpa è del Comune che negli anni non ha curato e potato questi pini, un patrimonio arboreo importante. Siamo indignati”. Ed ancora: “Questo è il risultato dell’incuria di anni e anni – si rammaricano altri – questa è l’isola verde. Bene abbatterli, se i pini sono malati. Ma l’incuria no”.

La stragrande maggioranza dei pini si ammalano grazie ad un parassita che negli ultimi anni prolifica. Il motivo? La mancanza dei pipistrelli che mangiano questi parassiti. Cambiamenti climatici (perché il clima non possiamo negare che stia cambiando), inquinamento e diminuzione delle aree verdi sono le cause. È possibile trattare le piante malate? Certamente, ma è complicato e costoso. Gli alberi che sono stati abbattuti o che lo saranno prossimamente erano già compromessi da anni, nonché indeboliti per vari motivi. Gli alberi piantati negli anni ‘50 sono stati piantati in condizioni non ottimali. Le radici oggi non hanno spazio per crescere e spingono verso la superficie, destabilizzando la pianta. Oggi quando vengono piantati alberi di questo genere si progetta uno spazio apposito dove è previsto e guidato lo sviluppo. Circondarli di cemento come veniva fatto in passato li rende deboli e quindi anche più sensibili alle malattie. Nel corso degli anni quando vengono aggiunti servizi, fogne telefono elettricità, capita che vengano tagliate le radici, cosa che compromette la qualità della vita dell’albero.

 

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