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L’isola e l’amaro Carriero: «i prezzi stracciati un suicidio all’immagine»

Il patron del Regina Isabella a tutto campo tra la crisi turistica, le mille incognite della stagione ma anche qualche speranza. E l’ennesimo schiaffo ai fautori del low cost

Mi scusi se partiamo in maniera un po’ inusuale ma con l’aria che tira sono certo di avere la sua comprensione: il Regina Isabella aprirà i battenti e quando e come?

«Riapriremo il prossimo 12 giugno, secondo le disposizioni emanate. Abbiamo letto con attenzione tutte le normative: sono severe, ma nell’ambito di quello che bene o male ci attendevamo. Dirò che il Regina Isabella aprirà anche con qualche accorgimento in più rispetto a quanto è stato prescritto, viste le specifiche caratteristiche dell’albergo. La cosa più importante è che faremo un controllo della temperatura quotidiano, dal momento che registriamo anche diverse prenotazioni medio-lunghe».

«Col bonus vacanza il governo ha incentivato il turismo di livello medio-basso, quindi non capisco perché si voglia agevolare ancora di più quel segmento. E poi norme e protocolli aumenteranno i costi di gestione: non entro nelle scelte aziendali altrui, ma così si uccide l’isola…».

Miramare a Sant’Angelo, Mezzatorre, Poseidon e non solo: per adesso pare che siano proprio le eccellenze a decidere di non riaprire i battenti. Non è un brutto segnale per l’isola e la sua immagine?

«Io credo che ci siano delle scelte molto diverse rimanendo alle tre strutture che lei ha citato. Per quanto riguarda i Giardini Poseidon non ho sentito la proprietà di recente ma ho motivo di pensare che sia rimasta fortemente delusa dalla mancata apertura delle piscine termali nell’ordinanza n. 51 firmata dal presidente De Luca. Ma questo però è un problema risolto, e quindi immagino che stiano pensando di rivedere la decisione adottata. Miramare e Mezzatorre, invece, non aprono per motivazioni specifiche dettate dalle loro peculiarità: è un peccato, ma non me la sento di generalizzare e di parlare di rinuncia da parte di quelle che ha definito giustamente “eccellenze”».

Perché?

«Vedi, i due alberghi appena menzionati evidentemente in certe zone hanno spazi sì molto belli ma non abbastanza ampi e allora in un momento in cui il distanziamento sociale rappresenta una inderogabile priorità questo può rappresentare un problema».

Le conseguenze per l’occupazione rischiano di essere devastanti non soltanto nell’immediato ma soprattutto in previsione dell’inverno che verrà. Si può pensare a qualche soluzione, che so, tipo forse per la prima volta è arrivato il momento di provare a destagionalizzare? O siamo ancora impreparati?

«Beh, la destagionalizzazione è un processo che richiede anche notevoli investimenti. Sull’isola tornerebbe utile una struttura davvero importante dal punto di vista congressuale, perché il miglior modo per lavorare proficuamente fuori stagione è senza dubbio la convegnistica. A Ischia ci sono due strutture medie ma manca purtroppo un grande centro congressi. Io lo farei attorno al Pio Monte della Misericordia, questa è una proposta che ho formulato ormai da molto tempo. Certo, ci sarebbe la necessità di un forte investimento pubblico, ma è anche vero che i fondi europei certo non mancano: insomma, con un progetto serio e organico il finanziamento non sarebbe una chimera, anzi. Ecco, questo darebbe una spinta all’isola e alla sua destagionalizzazione, accompagnata dall’altra grande risorsa che è costituita dalle terme: avremmo due frecce davvero invidiabili al nostro arco. Poi ci sono anche altre considerazioni da fare allo stato dell’arte…».

Quali?

«La destagionalizzazione? Sull’isola tornerebbe utile un grande centro congressi, io lo farei attorno al Pio Monte della Misericordia. Non mancano i fondi europei, basterebbe un progetto valido: questo darebbe una spinta al territorio, accompagnata dall’altra grande risorsa che è costituita dalle terme: avremmo due frecce davvero invidiabili al nostro arco»

«Molti alberghi non sono adeguati alla stagione invernale: anche noi, ad esempio, apriamo nel periodo natalizio ma ci rendiamo conto che con determinate condizioni atmosferiche non rappresentiamo il massimo. In ogni caso, per fare investimenti occorre pure una prospettiva seria, non basta decidere di rimanere aperti per reperire una fetta di mercato di riferimento».

In questa emergenza Covid-19, posso chiederle cosa ha apprezzato di più dell’operato del governo centrale e della Regione e cosa invece l’ha particolarmente delusa?

«La cosa che mi ha maggiormente deluso è facile da trovare ed è da ricercare soprattutto nell’operato del Governo centrale. Che, a mio avviso, ha manifestato una netta incapacità di vedere le cose nella loro complessità. Sono stati erogati tanti “aiutini” che però messi insieme non hanno avuto l’effetto di rappresentare un aiuto globale alla nazione e penso che questo errore lo sconteremo a breve e medio termine. La cosa migliore? Amiamo sempre piangerci addosso, ma credo l’abbia realizzata la Regione Campania con l’assistenza sanitaria: lavorando in silenzio e senza clamori è diventata una cosa interessante, magari con qualche luce ed ombra ma con risultati considerevoli. Uno su tutti, l’ospedale Cotugno che è stata riconosciuta un’eccellenza nazionale. Non male, davvero».

Nel mirino sono finiti anche i sindaci accusati di non riuscire a fare sintesi e sistema e di avere poche idee e confuse…

«Non me la sento di condannarli. La situazione era e resta decisamente complessa e francamente è facile criticare a posteriori. Ma devo riconoscere che al momento io non ho sentito in giro un gran numero di proposte alternative rispetto a quanto dicevano i sindaci e dunque nel complesso se è vero che i primi cittadini non hanno brillato in quanto a idee valide non è che i loro avversari abbiano fatto di meglio».

Intanto ecco spuntare le offerte a costi stracciati anche per la settimana di ferragosto. Ma perché Ischia risponde sempre con la scorciatoia del low cost?

«La cosa che mi ha maggiormente deluso è facile da trovare ed è da ricercare soprattutto nell’operato del Governo centrale. Che, a mio avviso, ha manifestato una netta incapacità di vedere le cose nella loro complessità. Sono stati erogati tanti “aiutini” che però messi insieme non hanno avuto l’effetto di rappresentare un aiuto globale alla nazione»

«Le dico subito che siamo in due a farci la stessa domanda, tanto più che tra le poche iniziative che ha fatto il governo c’è proprio l’incentivazione del turismo di livello medio e basso attraverso l’erogazione del bonus vacanza. Quindi effettivamente non capisco perché si voglia agevolare ancora di più quel segmento. Anche perché non si tiene nemmeno conto del fatto che le norme e i protocolli di recente approvazione implicheranno maggiori costi di gestione che non sono proprio trascurabili e non tanto per l’acquisto dei prodotti sanificanti quanto piuttosto per il tempo materiale che sarà necessario per l’applicazione degli stessi».

Può essere più preciso?

«Faccio un esempio semplice e pratico. Dover sanificare le docce degli spogliatoi dopo ogni doccia è un impegno che implica la necessità di un’unità lavorativa che almeno per un terzo del suo tempo debba svolgere questa mansione. Mi domando come tutto questo sia compatibile col prezzo che in tanti stanno proponendo. Se questo è un suicidio? Ognuno sa i fatti suoi e io non entro certo nelle strategie e politiche aziendali altrui, ma sicuramente parliamo di un suicidio di immagine all’isola…».

In che cosa la pandemia cambierà definitivamente il modo di fare turismo?

«Rispetto a quanto si pensava all’inizio del diffondersi del coronavirus, è tutto da vedere. Insomma, non è detto che cambi qualcosa, anche perché non credo che ci siano motivi per cambiare. Piuttosto credo che abbiamo avuto un’occasione che mi auguro possa servire da lezione. Tutti abbiamo potuto ammirare con i nostri occhi la bellezza del mare in un periodo di lockdown, sono indimenticabili le immagini dei cetacei a portata di mano, a pochi passi dalla costa. Ecco, bisognerebbe studiare qualcosa per il futuro, qualcosa che riesca a conservare questa ripopolazione del mare. Almeno da questa drammatica esperienza avremmo tratto un valido insegnamento».

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