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«L’isola ormai affoga nel caos, addio bei tempi»

Egregio direttore Gaetano Ferrandino,

un’altra estate volge al termine. Ritorno a Napoli, fiducioso di ritornare a Ischia il prossimo anno. Sono un attento lettore di questo quotidiano fin da quando nacque per iniziativa del compianto Domenico Di Meglio. Nei giorni Scorsi ho letto l’articolo del prof. Ennio Anastasio sulla triste piaga della movida a Ischia, accentuatasi proprio sul corso più signorile d’Ischia, Corso Vittoria Colonna, che il sindaco/galantuomo Vincenzo Telese battezzò zona di silenzio.

Gli unici protagonisti dell’attenta vita notturna sono i fratelli Luciano e Marcello Bondavalli, gli unici ad avere i locali perfettamente insonorizzati. Ha ragione Ennio Anastasio quando scrive di schiamazzi notturni che non si verificherebbero di fronte la casa di sindaci e politici. La famigerata movida è la causa del declino turistico ad Ischia. Ricordo quando sul corso vi erano attività commerciali di grido, come il bar Italia che l’indimenticabile Antonio Mancini diresse per lunghi anni e con notevoli sacrifici. Quegli anni aurei non torneranno mai più. Si distinse moltissimo, per due amministrazioni, il sindaco gentiluomo avv. Umberto Di Meglio. Ora abbiamo politici pirandelliani, interessati solo ad interessi esclusivamente personali. Esprimo la mia stima solo alle forza dell’ordine a differenza della progressiva strafottenza di politici sputtanati benissimo da coraggiosi e battaglieri giornalisti. Grazie e tramite il Suo brillante quotidiano saluto Ischia con un arrivederci al prossimo anno, se Iddio vorrà.

Riccardo De Simone, Ten. Col. in ausiliaria

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