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L’isola e i problemi di sempre, la Di Scala: «Serve un’inversione di tendenza»

ISCHIA. Un’altra estate è andata in archivio, e l’isola ha messo in mostra ancora una volta sia le sue peculiarità sia le sue criticità. Si potrebbe dire “nulla di nuovo dal fronte”. Siccome la Regione resta un interlocutore privilegiato su determinate tematiche, posso chiederle da cosa si riparte?

«Bella domanda: si riparte da zero. Le criticità attengono all’intero settore del turismo: dal tipo di approccio dei nostri imprenditori, anche se ovviamente non va fatta di tutta l’erba un fascio. Tuttavia quest’anno ai nostri ospiti sono capitate esperienze che non dovrebbero mai ripetersi: ad esempio, alberghi che si fregiano delle quattro stelle e che in certi casi non meriterebbero nemmeno una stella. Il turismo è intimamente collegato al tema-trasporti, e proprio da questo secondo me bisognerebbe ripartire: sia dal punto di vista di un possibile calmiere dei prezzi, che sono effettivamente troppo alti non per le doti naturali dell’isola ma per il servizio che offriamo.  Parlo dei trasporti marittimi ma anche di quelli terrestri, e mi riferisco al traffico: si dovrebbe ripartire da una seria programmazione unitaria frutto della collaborazione tra tutti i sindaci».

Secondo Lei il problema del traffico si può risolvere? C’è anche chi ha maturato la convinzione che forse bisogna a un certo punto prenderne atto e alzare bandiera bianca.

«No, assolutamente. Io penso che si possa risolvere: purtroppo i sindaci dovrebbero compiere scelte impopolari, e non sono disposti a farlo. Penso all’imposizione delle targhe alterne, che sarà anche un vecchio sistema, ma credo che funzioni tutt’ora, o che significherebbe una rilevante diminuzione del numero di auto circolanti; significherebbe potenziare il servizio pubblico (penso all’Eavbus, ad esempio) o  favorire i tassisti per costringere tutti noi a riporre le auto. Purtroppo non abbiamo sufficienti aree di soste, un abbiamo un efficiente servizio pubblico: ciò determina quello che vediamo tutti i giorni sulle nostre strade. Oltre alle misure prima accennate, mi domando perché non passare al car-sharing: sarà anche un sogno, ma sono convinta che rappresenta il futuro per un territorio come il nostro».

Sanità: da una parte il governatore De Luca che continua a sbandierare una serie di risultati che avrebbe conseguito, e dall’altra ci sono gli isolani, che guardando l’Ospedale Rizzoli, di tali risultati non si sono accorti.

«Sì, non ce ne siamo accorti. Continuano a dire “mai più ultimi”, ma purtroppo dal nostro punto di vista (e credo anche sulla terraferma) queste sono soltanto sparate di facciata. Noi potremo risolvere i problemi soltanto con una politica efficace che deve partire dal basso, seguire la filiera istituzionale, arrivare a De Luca e da qui al Governo. Se continuiamo a dire che qui va tutto male, mentre il Governatore dice il contrario, il Ministro della Sanità senza conoscere il territorio prende provvedimenti che non servono a nulla, allora non ne usciremo. Invito il direttore generale dell’Asl, dottor Antonio D’Amore, a mantenere le promesse fatte quando venne in primavera: parlò di un ampliamento da realizzare dopo Pasqua. È vero che siamo sempre nel “dopo Pasqua”, ma non possiamo aspettare un’altra Pasqua. È un invito che voglio rivolgere attraverso le pagine del vostro giornale, e lo farò naturalmente anche in via istituzionale. Comunque non c’è soltanto il problema dell’edilizia ospedaliera: abbiamo anche il problema del personale e dei medici, che non vogliono venire a Ischia e se non si trovano efficaci incentivi per potenziale l’organico, saremo sempre al punto di partenza».

Tornando al turismo: è stata un’estate un po’ particolare, anche se tutto sommato ce lo si poteva aspettare, ma la domanda ricorrente, considerando l’indole di noi isolani che talvolta tendiamo a non prenderci le nostre responsabilità, è: non c’è il rischio che il terremoto possa diventare un abili per tutti i mali?

«Certamente. Anzi, credo che lo sia già stato quest’anno. Io non attribuisco il calo quantitativo di afflusso turistico al terremoto: Casamicciola e Lacco Ameno sono state piene di turisti. Il problema è la qualità: e non credo che sulla qualità abbia inciso il sisma dell’anno scorso. Io vivo a Casamicciola da tanti anni, ho cercato un alloggio nei giorni di ferragosto per alcune amiche che volevano venire in vacanza, ma non sono riuscita  a trovare camere libere da nessuna parte. Segno che a livello quantitativo i flussi sono stati alti. Il problema è invogliare il turista di un certo livello, a tornare sull’isola. Ma diciamolo onestamente: chi tornerebbe in vacanza per rilassarsi, su un’isola che dell’isola non ha più nulla?».

Con quali priorità ricomincerà le Sue battaglie tra i banchi del Consiglio regionale?

«Ricomincerà con la messa in esecuzione dell’ordine del giorno che fu approvato nell’ultimo consiglio regionale svoltosi il primo agosto relativo alla costituzione di un Ufficio regionale speciale per la gestione del post-sisma. Continuo a credere che sia stato un risultato importante tale approvazione, e che debba trovare immediatamente ingresso soprattutto alla luce delle novità che sono maturate sull’argomento, con la nomina del commissario alla ricostruzione, che ho ascoltato in consiglio comunale a Lacco Ameno. E poi: trasporti, trasporti, e ancora trasporti».

 

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