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L’isola “respira”, scende il rapporto tra tamponi processati e nuovi positivi

Tra venerdì e sabato ne sono stati esaminati 186, sono 54 quelli dall’esito positivo ma soltanto 20 riguardano nuovi casi: la percentuale da 1 a 3 passa dunque a 1 a 7 e questo fa ben sperare nell’inizio di una parabola discendente

Nemico terribile, e subdolo. Tanto subdolo, che purtroppo continua a non regalare – al netto di qualche guarigione che si apprende sempre con tanta gioia – buone notizie. E quelle che arrivano dall’ospedale Rizzoli di Lacco Ameno per la verità non sono delle migliori. Le condizioni dell’ex sindaco d’Ischia Gianni Buono, ad esempio, continuano a destare più di qualche preoccupazione. Restano insomma critiche, e si rimane in attesa del parere del comitato etico per riuscire ad ottenere il plasma superimmune: ma l’impressione (e vorremmo tanto sbagliarci) è che bisogna fare in fretta, che si stia in buona sostanza combattendo una corsa contro il tempo. E non è tutto perché nel pomeriggio di ieri i sanitari del nosocomio lacchese erano alle prese con un altro anziano paziente che presumibilmente avrebbe avuto bisogno di finire in terapia intensiva per essere intubato.

Restano critiche le condizioni dell’ex sindaco d’Ischia Gianni Buono, si aggravano anche le condizioni di un altro anziano paziente ricoverato presso l’ospedale Rizzoli: una madre ed il figlio di appena un mese trasferiti in terraferma

Ma anche in questo caso il quadro clinico era tale che i medici dovevano anche vagliare se l’uomo riuscirebbe a superare un impatto del genere: un segnale chiaro ed evidente, una “spia” di come ci si trovi davanti ad una persona in uno stato di salute tutt’altro che ottimale. Da registrare anche il trasferimento al Policlinico di Napoli di una donna insieme al suo figlioletto di appena un mese, entrambi hanno contratto il coronavirus: il dirottamento in terraferma verosimilmente è stato dettato dalla ricerca di una struttura meglio attrezzata per poter monitorare le condizioni del neonato, che in ogni caso non destano allo stato dell’arte alcuna preoccupazione. Il coronavirus c’è, dunque, ed Ischia continua a pagare il prezzo “salato” di questa seconda ondata che però sembra stia pian piano scemando.

A dimostrarlo sarebbero i numeri, che noi qualche volta vi riportiamo in ritardo soltanto perché vogliamo fornire dati precisi ed attendibili e che non vadano a sovrapporsi tra quelli che arrivano informalmente da fonti dell’ASL Napoli 2 Nord e quelli invece diffusi dall’unità di crisi della Protezione Civile. Nelle giornate di venerdì e sabato scorso, infatti, sono stati effettuati presso il casello drive in di Lacco Ameno 186 tamponi. Una volta processati, è emerso che 54 di questi sono risultati positivi. Ma attenzione, 34 sono riconducibili a soggetti che erano già affetti da coronavirus. Siccome la matematica non è un’opinione, sono “soltanto” 20 i nuovi contagiati. Un numero che fa sì che il rapporto tra tamponi esaminati e nuovi casi di covid è passato ad avere un rapporto da 1 a 7, in netta controtendenza rispetto al recentissimo passato, quando a un certo punto è diventato anche di 1 a 3. Un dato da accogliere con favore e che si accompagna a quello che nella giornata di ieri si è peraltro registrato su scala regionale dove pure si è registrato un brusco calo dei positivi. Sia pure su oltre 15.000 tamponi processati, i contagiati sono 2.158 e la speranza è che possa non trattarsi di un caso isolato ma di una curva che finalmente possa essere decrescente in maniera stabile e continuativa. Una rondine non fa primavera, certo, vedremo cosa succederà nei prossimi giorni.

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