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«L’isola scoppia di traffico, si volti pagina», l’sos di Giacomo Pascale

Il sindaco di Lacco Ameno commenta i dati diffusi da Il Golfo sulla mobilità isolana. «Il fenomeno è scoppiato e sta facendo annegare il turismo»

«L’isola scoppia di traffico. L’inchiesta giornalistica de ‘Il Golfo’ rappresenta l’ennesima radiografia della situazione relativa alla mobilità isolana. Questi dati dimostrano non solo che la nostra isola scoppia di traffico, ma anche che siamo una classe dirigente miope o quantomeno la più scadente degli ultimi cinquant’anni». A dirlo, con amarezza, è il sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale. Nei giorni scorsi abbiamo diffuso i dati dell’Aci – Automobile Club d’Italia – fotografato al 31 dicembre 2020 – che hanno fotografato la situazione della mobilità isolana.

Tra Barano, Casamicciola, Forio, Ischia, Lacco Ameno e Serrara Fontana sono immatricolati poco più di 65mila veicoli. Per la precisione sono 65.192 i mezzi presenti sull’isola a fronte di 62.630 abitanti (dato al 28 febbraio 2021). In pratica ogni abitante dell’isola ha un veicolo. Ed anche qualcosa in più. Il rapporto tra i 65.192 veicoli presenti nei 46,3 chilometri quadrati dell’isola ed i 62.630 abitanti è 1,04. Tra gli abitanti sono inclusi anche coloro che non possono guidare alcun tipo di veicolo, neonati, minorenni, gli anziani, i disabili non guidatori e coloro che non hanno la patente per scelta o perché ancora non l’hanno conseguita. I dati sono allarmanti soprattutto se li confrontiamo con il resto del Paese. «Questi dati – ha detto ancora Pascale – dimostrano che siamo più auto che persone. Insostenibile. E poi c’è il paradosso che da aprile ad ottobre chiediamo il divieto di sbarco per i turisti che sono coloro che ci portano ricchezza. Invece le macchine dovremmo metterle in garage noi residenti». Giacomo Pascale è amareggiato. «Il traffico veicolare rappresenta il primo, grande, grosso, esclusivo e unico problema dell’isola di Ischia. Ed è un guaio perché in un’isola che vive di turismo non siamo capaci di ascoltare le esigenze dei turisti che vorrebbero la nostra isola più vivibile. Il caos è palese. Basta girare l’isola per capire che ormai questo fenomeno è scoppiato. Ztl e parcheggi sono palliativi che servono a ben poco».

Per il sindaco di Lacco Ameno la risoluzione potrebbe partire dalla «mobilità sostenibile che coinvolga i sei Comuni dell’isola con l’utilizzo di auto elettriche sul modello del car sharing. Perché bisogna pensare alla riduzione delle auto e non solo al minore uso delle stesse. In alcune città c’è stata una riduzione anche tra il 13 ed il 17% all’anno quando il car sharing funziona bene. Purtroppo siamo incapaci». Per cambiare, far diminuire il numero di auto «È necessaria un’inversione culturale», incalza Pascale. E continua: «Dobbiamo passare dall’idea del possedere un’auto all’uso della stessa. Ma la cultura si può cambiare solo attraverso dei progetti che coinvolgano tutta l’isola. Non sono animato dalla cultura dei divieti, anche perché se non si creano delle valide alternative, non hanno senso. E solo grazie alle alternative che dobbiamo fornire ai nostri concittadini si può combattere il traffico e creare una mobilità sostenibile».  Quando Giacomo Pascale parla di traffico e di mobilità s’infervora. «In una giornata a cielo nitido ammirare l’isola significa guardare un letto di lamiere. Parcheggi, strisce blu, targhe alterne, rappresentano solo palliativi che andrebbero bene se il fenomeno fosse acuto, ma non certo come nel nostro caso dove il fenomeno è ampiamente scoppiato. La verità è che l’isola di Ischia l’abbiamo ammirata realmente solo in due occasioni: quando c’è stata la visita del Papa ed in occasione del giro d’Italia. In entrambi i casi l’interdizione veicolare era pressoché totale». Negli ultimi venti anni c’è stato un solo progetto per la mobilità alternativa. Un progetto fallito. «Nel 2002 come isola, quindi tutti i Comuni insieme, partecipammo ad un bando promosso dal Ministero dell’Ambiente sulla mobilità sostenibile. Con noi c’era l’Università Federico II che diede una mano nella redazione del progetto che si classificò come primo in Italia con un investimento di 3miliardi di lire. I Comuni avrebbero dovuto cofinanziare questo progetto con una quota di 800milioni di lire. Ci siamo trastullati per 11 anni e non abbiamo fatto niente fino a farci revocare il finanziamento. Un’occasione sprecata». Dopo il nulla. In chiosa Giacomo Pascale rilancia: «Si potrebbe partire da quel progetto, aggiornandolo ad oggi, presentarlo e chiedere finanziamenti nell’ambito del Pnrr». E conclude con amarezza il sindaco di Lacco Ameno: «Forse è l’ultima occasione che abbiamo perché il paziente non è in corsia, ma è in rianimazione».

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