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L’isola si attacca alle tradizioni per un Natale felice

Una volta così si diceva. Natale con i tuoi e…Pasqua con chj vuoi, è il vecchio adagio a cui gli ischitani, fatta qualche eccezione, ancora oggi, si attengono alla lettera, almeno per  il Natale. Diversamente invece la pensano i turisti che in questi giorni in ordine sparso, stanno affollando  l’isola col determinato scopo di  trascorrere le feste natalizie  Capodanno compreso, non proprio in famiglia, ma da noi, ossia qui ad Ischia dove troveranno  da domani, Vigilia di Natale,. un’ambientazione festosa elevata al meglio, con strade particolarmente illuminate con le artistiche luminarie natalizie, mercatini natalizi, l’attrazione del Planetario per piccoli e grandi a Casamicciola, concerti di natale nelle varie chiese dell’isola, mobilitazione dei bambini delle’elementari vestiti da allegri babbo natale per il Centro Storico di Ischia Ponte, filate di “adulti” Babbi  Natale a piedi, a cavallo ed in bicicletta per le vie del centro, negozi alla moda aperti, bar e ristoranti con i menu  specifici del Natale, la messa di mezzanotte di domani sera per chi crede di ristorare anche il proprio spirito ed infine il tempo discreto anche se freddo, che ci accompagnerà, secondo le previsioni, per tutto il periodo natalizio.  Poi più avanti si vedrà. Insomma, tanta roba, come dicono al nord,  per un Natale pieno e da ricordare e probabilmente anche costoso visto che i prezzi non sono da…fame.. Ma vale la pena evidenziare il Natale ischitano con le sue tradizioni e convinzioni. In pratica Natale in Chiesa, in strada e a tavola , per santificare lo spirito e la carne. Il concetto, se vogliamo, vale da sempre, dai tempi di magra a quelli opulenti di oggi, nonostante la crisi apparente di cui ciascuno si lamenta. Domani sera, prima della rituale  messa di mezzanotte, per salutare la venuta al mondo di Gesù Bambino, avremo già consumato la nostra prima cena speciale della Vigilia tanto preparata ed attesa  per la bontà del menu, che per lo più è tutto a base di pesce  col piatto di apertura dei classici vermicelli con le vongole. Cosi domani 24 dicembre  giorno della Vigilia di Natale inizieremo il ciclo delle feste  natalizie.

L’isola è tutta in festa con  addobbi stradali da sballo ed eventi  che ne rimarcano la internazionalità sul piano dell’immagine  e della promozione turistica.  Ma Natale, già da oggi vigilia della vigilia, è anche  profumo, soprattutto di dolci che si fanno in famiglia e nelle pasticcerie dell’isola. La gamma è vasta e si caratterizza con l’imbarazzo della scelta. Si parte dal Roccocò e si prosegue con i mostaccioli, le paste reali, le cassatine. La cassata, gli struffoli, il tronchetto di  Natale  i susamielli, i torroncini natalizi, i raffaiuoli,   il casatiello al rum ed il famoso panettone. Fra questi , il Roccoco conserva il  ruolo di leader  fra i dolci di Natale  e si impone su di essi per il suo gusto e la speciale forma. Il roccocò è un dolce  napoletano prodotto con mandorle, farina, zucchero e spezie varie senza farsi mancare le profumate bucce di mandarino. Il Roccocò è cotto al forno ed ha una forma tondeggiante simile a quella di una ciambella schiacciata della grandezza media di 10 cm. È un biscotto particolarmente duro quindi può essere ammorbidito bagnandolo nel vermouth, nello spumante, nel vino bianco o nel marsala. La sua preparazione più antica risale al 1320 a opera delle monache del Real Convento della Maddalena. Il nome roccocò deriva dal termine francese rocaille per via della forma barocca e tondeggiante simile a una conchiglia arrotondata. Il roccocò è il dolce che accompagna le famiglie ischitane per  tutto il periodo delle feste natalizie, fino all’Epifania. Viene spesso venduto insieme a raffaiuolimustaccioli e susamielli, altri dolce tipici della tradizione gastronomica natalizia ischi tana. Anche se la maggior parte delle persone crede che i roccocò siano solo duri, ci sono anche di morbidi e di varie dimensioni.

Gli struffoli sono anch’essi dolci  tipici della tradizione Napoletana importati sull’isola dalle vecchie generazioni, e rappresentano sicuramente una delle ricette più caratteristiche del periodo Natalizio ischitano.  Essi sono piccole palline di pasta dolce, fritte e poi immerse nel miele e decorate con confettini colorati e frutta candita. Per quanto riguarda le origini degli struffoli, dobbiamo tornare indietro fino all’età degli antichi Greci che pare li abbiano esportati nel Golfo di Napoli al tempo di Partenope. Ed è proprio dal greco che secondo molti deriverebbe anche il nome “struffoli”: più precisamente dalla parola “strongoulos”, ovvero “dalla forma arrotondata”.. Le Paste Reali sono altri dolci che trovano la loro origine nei conventi della vicina Napoli, dai delicati colori pastello che vanno dal rosa, al verde al giallino, preparati con mucchietti di paste di mandorle sistemati su di un ostia tagliata che serve da base e dalle forme più svariate, come stelline a più punte, mezze lune,  tondini, tronchetti  e forme di vari tipi di frutta. Diciamo che sono i dolci della Vigilia di Natale per eccellenza, le suore li preparavano rispettando la dieta di magro, perchè erano preparati con farina zucchero, spezie e mandorle finemente tritate e non era utilizzato alcun grasso animale, essendo il loro condimento ottenuto esclusivamente dall’olio premuto dalle stesse mandorle. L’origine del nome pasta reale pare risalga all’epoca di Re Ferdinando IV.

Si racconta che il Re si recò un pomeriggio in visita al convento delle suore di San Gregorio Armeno e, dopo aver visitato la cappella ed il convento, fu accompagnato dalle sorelle nel refettorio, ove su un grande tavolo era preparato un buffet in cui facevano bella mostra di se aragoste, pesci arrostiti, polli e fagiani oltre a della splendida frutta. Il Re era un gran mangiatore ma si scusò dicendo che da poco aveva finito di pranzare e non sarebbe stato il caso riaffrontare un pasto del genere. Ma le suorine con sguardi di complicità pregarono Re Ferdinando di degnarsi di un assaggio, quale fu la sorpresa del sovrano quando si accorse che tutto quel Ben di Dio non erano altro che dolci efficientemente scolpiti con la pasta di mandorle e certosinamente dipinti a mano. Questa tradizione di pasta reale è rimasta oggi soprattutto in Sicilia dove ci sono degli abilissimi artigiani di pasta martorana o reale. I Mustaccioli, molto consumati  sulle tavole ischitane, sono invece dei dolci natalizi  dalla forma romboidale ricoperti di glassa al cioccolato.

Il  loro nome è legato alle antiche preparazioni contadine che utilizzavano il mosto, mustacea era infatti il loro nome latino, col quale venivano preparati per essere resi più dolci. I Sosamielli  a forma di “S” sono un altro dolce di Natale  in uso a Ischia, impastato con del miele liquido ed anticamente veniva distinto in sosamiello nobile, preparato con la farina bianca e v’era l’usanza di offrirlo alle persone di riguardo, il sosamiello per zampognari, impastato con farina ed elementi di scarto, che veniva offerto al personale di servizio ai contadini in visita e a coloro che venivano a suonare in casa, ed in ultimo il sosamiello del buon cammino imbottito con la marmellata di amarene e che veniva offerto ai soli religiosi. Questi in sostanza sono i dolci che tengono banco da oggi fino alla Befana nelle famiglie ischitane. Un certo numero di famiglie se li confeziona in casa con l’aiuto dei propri fornetti. La  maggior parte invece, preferisce comprarli direttamente in pasticceria risparmiando sul tempio e nella tasca.

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Sabato 24 Dicembre
Piazza Marina
Ore 10.30/13.30
“Babbo Natale in piazza”, laboratorio di ceramica creativa per i più piccoli
“Aspettando il Natale”, degustazioni gratuite di baccalà, pizza di scarola e prodotti tipici.
Ore 12 – “Dove vien meno l’interesse vien meno anche la memoria”, inaugurazione delle decorazioni in ceramica della fontana

Martedì 27 Dicembre
Ore 18.30 Chiesa di S. Antonio
Concerto di Natale della Scholae Cantorum diretta dal M° Vincenzo Barbieri

Mercoledì 28 dicembre
Dalle ore 16 Anfiteatro del Pio Monte della Misericordia
“Presepe Vivente”a cura della Parrocchia di S. Antonio da Padova
Ore 20.30 Piazza Bagni
Mariano Bruno, direttamente da “Made in Sud”

Antonio Lubrano (antoniolubrano1941@gmail.com)

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