LE OPINIONI

L’isola torni a far vincere la gentilezza

DI ERMINIA TURCO

Abbiamo bisogno tutti di scoprire e coltivare, qualcosa che abbiamo accantonato, “la gioia dell’umanità” la gentilezza, come la definiva il filosofo romano Marco Aurelio. Ci lasciamo avvelenare la vita dalla maleducazione, dall’arroganza e soprattutto non sappiano rispettare più i ruoli partendo dalla famiglia. La gentilezza migliora i rapporti con gli altri la si potrebbe paragonare anche a “basta un poco di zucchero e la pillola va giù“ di Mary Poppins, ma ne abbiamo dimenticato i benefici, siamo sempre ostili e prepotenti facendo spreco dei rapporti umani. Siamo distratti, e ci lasciamo corrompere dalle varie forme e sfumature che sanno di prepotenza allontanandoci dai modi convenienti e necessari per una comunità come la nostra. Abbiamo bisogno di gentilezza nella nostra vita quotidiana, dobbiamo evitare il contagio di rancore che dilaga, annebbiando i buoni sentimenti, evitando che l’insolenza e l’arroganza la fanno da padroni in un isola turistica dove l’arte dell’accoglienza dovrebbe essere la regina indiscussa. Dobbiamo educarci alla gentilezza e all’accoglienza, è necessario come l’aria che respiriamo.

Mi ha colpito molto, facendo,visita alla preside di Barano Mariarosaria Mazzella, che quest’anno il suo Istituto per un Progetto integrato, “Il viaggio nella grande bellezza”, ha come tema la gentilezza, ed è orientato al potenziamento delle competenze chiave della cittadinanza “ i nostri viaggiatori hanno esplorato la bellezza dell’arte, della musica, lo scorso anno del rispetto, e quest’anno siamo orientati al valore della gentilezza, anche per arginare il bullismo, l’odio e la noncuranza per l’ambiente”, queste le parole della Preside, che dimostra ancora una volta l’impegno e il ruolo fondamentale che ha la Scuola nella formazione dei nostri figli e futuri cittadini. E spesso non abbiamo alcuna gentilezza e rispetto nei loro confronti che cercano di educare e di istruire i nostri figli nel modo migliore, ma non sopportiamo nemmeno un rimprovero o una nota negativa sul registro. Mentre aumentano le scene di violenza nelle classi e genitori pronti a denunciare. Oltre che a rallentare il loro lavoro, consente ai nostri figli di non riconoscere l’autorità verso l’insegnante e il ruolo che ha la Scuola, ed è solo con un lavoro di squadra svolto con la famiglia che possiamo avere una comunità di futuri buoni cittadini. È lontano il tempo in cui se venivamo rimproverati a scuola, a casa avevamo il resto.

Dobbiamo rispolverare la gentilezza, le buone maniere verso l’insegnante e verso tutti coloro che lavorano per noi. Non è un segno di debolezza essere gentili, anzi dimostra coraggio e una grande forza interiore, impariamo a sorridere un po’ invece di chiuderci in nuclei sempre più ristretti dove non c’è solidarietà e comprensione. È di pochi giorni fa la notizia giunta dal nostro ospedale, dove due medici, sono stati ingiustamente aggrediti verbalmente dai parenti di un paziente. Svolgono il loro lavoro nel migliore dei modi, con turni massacranti e con i pochi mezzi che hanno, anzi in questo caso avevano mandato il paziente a Napoli per un accertamento in più, ed il paziente ha ritardato il rientro in ospedale scatenando l’inferno, fino all’arrivo dei carabinieri. Ma ci rendiamo conto che lavorano per noi, per migliorare la nostra qualità di vita, dove vogliamo arrivare con l’insolenza e l’arroganza, che magari invece di rafforzare i servizi che abbiamo, ci vengono tolti? E questo sarebbe una sconfitta, aumenterebbe il disagio già evidente di vivere in un isola con tanti abitanti ed un solo ospedale a fronteggiare le emergenze. Allungando ancora di più la distanza che ci separa con il resto del mondo.

Ma ci rendiamo conto che abitiamo in un isola turistica e che per la maggior parte ruota tutto in questo settore, e non siamo educati all’accoglienza, nemmeno nello sfoderare un sorriso quando incrociamo i nostri ospiti. Li vedi che aspettano sotto il sole e sotto la pioggia i pullman e per loro non c’è una pensilina ad accoglierli, anche questo è una forma di gentilezza nei loro confronti, perché hanno scelto di venire da noi, non solo per vedere panorami incantevoli ma per trovare ospitalità e professionalità nei servizi, ed è tutto da rivedere in questo settore e i fatti si commentano da soli. Dovremmo a questo punto prendere lezioni di “gentilezza “, è un ingrediente necessario per tenere unite le persone, e non sprecare il patrimonio umano che possediamo, Goethe qualche anno fa ha definito la gentilezza “una catena che tiene uniti gli uomini “, mai niente di più vero, oltre a scolpire questa frase nella nostra mente dovremmo meditare per un inversione di tendenza, dove il galateo per le buone maniere dovrebbe essere una disciplina da consigliare.

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