CRONACA

L’isola zona disagiata, arriva la delibera di giunta a Ischia

Un provvedimento dall’elevato valore simbolico per richiedere ancora una volta uno status che viene reclamato da tempo: e nel dettaglio si spiegano anche le mille criticità

La giunta municipale di Ischia, guidata dal sindaco Enzo Ferrandino, ha votato al gran completo (anche in presenza dei neo assessori Liviana Buono e Ciro Ferrandino una delibera di giunta dall’elevato valore simbolico avente ad oggetto “fruizione dei servizi da parte degli abitanti delle isole, Ischia zona disagiata”. Nel testo, di fatto, si stabilisce “di richiedere al governo e al Parlamento di adottare un provvedimento legislativo che preveda il riconoscimento definitivo dell’isola d’Ischia quale sede disagiata per i servizi sanitari, scolastici, di mobilità, giustizia ed amministrativa degli uffici periferici; di richiedere tra l’altro la definitiva stabilizzazione della sezione distaccata di Ischia del Tribunale di Napoli garantendone il funzionamento mediante assegnazione di idoneo organico di magistrati e personale amministrativo e di cancelleria”.

Nello specifico sindaco e assessore deliberano di chiedere altresì che “con legge dello Stato gli uffici giudiziari di Ischia, i presidi sanitari, l’ospedale Anna Rizzoli, l’Agenzia delle Entrate, l’INPS, il centro per l’impiego, gli istituti scolastici di ogni ordine e grado siano dichiarati sedi disagiate e tutti gli uffici periferici delle amministrazioni centrali, con l’introduzione di inentivi in termini di carriera o economici per il personale che accetti il trasferimento dalla terraferma sull’isola d’Ischia”. Nella premessa della delibera si fa riferimento al dimensionamento di una serie di servizi come quelli appena citati e ad esempio riferendosi a quelli sanitari si specifica che gli stessi “hanno fatto registrare negli ultimi anni un’amministrazione da parte della azienda sanitaria – a lungo straordinaria – del tutto inidonea ad affrontare in modo organico le esigenze di un’isola di oltre sessantamila abitanti residenti e di centinaia di migliaia di turisti che la affollano per sei mesi all’anno, un’isola che ha visto progressivamente ridursi i presidi di pronto soccorso, compromessi i servizi per la salute menale, trasferire la SIR, ridursi progressivamente gli organici dell’ospedale Anna Rizzoli, subire continui trasferimenti del personale infermieristico e paramedico, aggravare i problemi della struttura residenziale di Villa Mercede e che vede minacciate le già esigue risorse destinate alla rianimazione e alla terapia intensiva dell’ospedale Anna Rizzoli con grave pregiudizio per residenti e turisti”. L’elenco di doglianze contenuto nell’atto è ancora lungo, quanto basta, verrebbe voglia di dire, per reclamare un diritto auspicato da tempo ma purtroppo mai concesso.

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