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Litoranea al buio, adesso basta

Dalla Redazione

CASAMICCIOLA TERME. Il problema della mancanza di pubblica illuminazione sulla litoranea nel tratto tra Casamicciola e l’eliporto intitolato a Giovanni Paolo II è tuttora irrisolto, nonostante l’amministrazione comunale abbia dichiarato un mese fa di farsi carico dei lavori di ripristino. Nell’ultimo consiglio comunale è stata approvata la variazione di bilancio volta a risolvere il problema, ma Ferragosto è ormai alle porte e nel tratto di strada in questione di notte ci si imbatte in frotte di viandanti che sui marciapiedi sono costretti a farsi luce coi propri telefoni cellulari per riuscire a intravedere dove mettere i piedi. Parliamo di un’arteria stradale importantissima, situata a pochi metri da strutture di interesse vitale per l’isola intera: a pochi metri c’è infatti l’ospedale Rizzoli, l’eliporto, il parcheggio  ex Anas, l’imbocco del porto di Casamicciola. Prevedibili quindi i grandi rischi per i pedoni, ma anche per gli automobilisti. In caso di attraversamento, anche sulle strisce pedonali, tali rischi si decuplicano. Ecco quindi la necessità di mettere fine al continuo rinvio che le istituzioni mettono in scena ormai da mesi. Meritoria dunque l’intenzione del Comune di Casamicciola di prendere il toro per le corna e procedere al sospirato ripristino dell’illuminazione, ma la pazienza dei cittadini è comunque tuttora messa a dura prova. L’oscuramento di via Tommaso Morgera (così si chiama il tratto di strada in questione) dura ormai da tanti, troppi mesi. Era infatti lo scorso gennaio quando un guasto avvolse nel buio permanente la litoranea. A febbraio si tenne una conferenza di servizi tra i vari enti interessati: parteciparono il sindaco Giovan Battista Castagna con due  funzionari dell’Ufficio Tecnico e alcuni componenti della locale polizia municipale, oltre al responsabile della ditta preposta alla pubblica illuminazione (la Citelum RTI), il dirigente isolano dell’Enel e la Provincia con l’architetto Vitelli. Sembrava tutto in discesa, vista la volontà concorde degli enti in questione, compresa l’intenzione di eliminare gli ormai antidiluviani pali di cemento per gli obsoleti cavi aerei. Invece, da allora il rimpallo delle responsabilità e il continuo rinvio degli interventi sul campo ha provocato ben sette mesi di stallo, con le tenebre che continuano ad avvolgere le notti della litoranea.

 

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