LO DICO A IL GOLFO Casamicciola e quella bisca a cielo aperto

Gentile Direttore,
stamattina, intorno alle 7.15, come ogni giorno, percorrevo il corso di Casamicciola Terme.
È una scena che ormai si ripete quotidianamente e alla quale, forse, ci siamo pericolosamente abituati.Non tutti i bar sono ancora aperti a quell’ora, ma aperti o chiusi che siano, davanti ai locali, sui tavolini che espongono le bottiglie di limoncello, si trovano gruppetti di ragazzini. Molti sono minorenni. Giocano a carte, ridono, discutono e, soprattutto, giocano a soldi.Lo vedo ogni mattina. Da settimane. Due mesi, ormai.Fino a oggi avevo notato sui tavoli somme relativamente modeste. Stamattina, però, la scena era completamente diversa.
Su tre tavoli di un bar lungo il corso c’erano circa quindici ragazzi. E su ciascun tavolo, a quanto ho potuto vedere, erano esposte banconote da 50 e 100 euro per un valore che sembrava aggirarsi intorno ai 400-500 euro per tavolo.
Parliamo, dunque, di una quantità di denaro tutt’altro che irrilevante, in mano a ragazzi che, per età e aspetto, sembravano in gran parte minorenni.
La domanda è semplice: possibile che nessuno veda?Possibile che in due mesi nessuna pattuglia delle forze dell’ordine sia mai passata in quei momenti? Possibile che nessuno abbia mai notato gruppi di minorenni riuniti all’aperto, ogni mattina, ogni notte a giocare a carte con denaro contante sul tavolo?Non sto chiedendo controlli spettacolari, retate o chissà quali operazioni. Sto chiedendo una cosa molto più semplice: presenza, attenzione e controllo del territorio.Perché il problema non è soltanto il gioco. Il problema è il messaggio che passa.
Quei ragazzi giocano alla luce del sole, in strada, davanti ai bar, con diportisti che scendono dalle loro imbarcazioni e assistono a scene veramente surreali e questi ragazzini non hanno timore di essere controllati. E se una situazione del genere si ripete ogni giorno, inevitabilmente nasce una domanda ancora più inquietante: si sono ormai convinti che nessuno li fermerà?
E se così fosse, la responsabilità non sarebbe soltanto loro.C’è una responsabilità degli adulti, delle famiglie, e, soprattutto, di chi deve garantire il rispetto delle regole e la sicurezza sul territorio.
Non mi interessa stabilire attraverso una lettera quali siano, nel dettaglio, le eventuali responsabilità penali o amministrative dei singoli. Saranno le autorità competenti, se lo riterranno opportuno, a verificare cosa stia realmente accadendo.Ma una cosa mi sembra evidente: una situazione del genere merita di essere controllata.La cosa che più mi colpisce, però, è l’assoluta tranquillità con cui tutto questo avviene.Non in un luogo nascosto. Non in un appartamento. Non in una cantina.Sul corso. Alla luce del giorno. Davanti agli occhi di tutti. Quest’anno è stato veramente l’anno della “insicurezza” sull’intera isola.
E allora mi chiedo: dobbiamo davvero aspettare che accada qualcosa di grave prima di accorgerci che esiste un problema?Perché la sicurezza non si garantisce soltanto dopo un reato, quando ormai è troppo tardi. La sicurezza si costruisce anche attraverso la presenza quotidiana, i controlli, la prevenzione e la capacità di intervenire prima che determinate situazioni diventino la normalità.
Casamicciola, e più in generale Ischia, non può permettersi di diventare un territorio nel quale alcune condotte vengono tollerate semplicemente perché si ripetono da tempo.
Se ogni mattina quindici minorenni possono riunirsi in strada e giocare a soldi per centinaia di euro senza che nessuno intervenga, allora il problema non riguarda più soltanto quei ragazzi. Riguarda le forze dell’ordine. Riguarda chi ha il compito di vigilare.
Perché, francamente, dopo due mesi di spettacoli quotidiani di questo genere, diventa difficile continuare a parlare soltanto di sicurezza.La sicurezza si vede.E quando non si vede, il cittadino ha tutto il diritto di chiedersi se esista davvero.Il resto, purtroppo, rischia di diventare soltanto un racconto.
Un cittadino
Lettera Firmata





