LO DICO A IL GOLFO I disabili, popolo di “serie B”

Egregio direttore, sono sicuro che Lei abbia ampiamente trattato il tema delle persone ‘Disabili’ ma pensavo che ad Ischia, un fiore all’occhiello del turismo italiano, un posto che accoglie persone provenienti da ogni parte del mondo, fosse preparato ed equipaggiato per queste realtà, purtroppo mi sbagliavo. Non ho certo la presunzione di pensare di scrivere bene come lei, ma ho riportato, in ogni caso, la mia “esperienza” ischitana a mó di storia, che le chiederei di pubblicare affinché il tema della Disabilità diventi fortemente presente anche nel mondo ischiatano. Mi chiamo Maurizio e vorrei raccontarvi una storia che vi mostrerà la realtà che le persone Disabili sono costrette a subire ogni giorno nel nostro bel paese.
Ogni estate, dopo un anno di lavoro, sento di meritare una pausa dallo stress della città e di allontarmi ficamente da tutto, in particolare dal mio luogo lavorativo e quindi trascorro le tanto agognate ferie nella bella isola di Ischia. Fino ad ora niente di diverso da altri milioni di italiani se non fosse che essendo disabile in sedia a rotelle, purtroppo, ho delle piccole necessità proprie della mia categoria, e quindi come abitudine acquisita cerco di sincerarmi che tutti i posti da me frequentati siano attrezzati per noi popolo disabile: abbattimento delle barriere architettoniche, standard di sicurezza e quant’altro. Purtroppo ho potuto constatare personalmente che buona parte del nostro paese non si è ancora adeguato a questa realtà, e a fronte di una considerevole quota di italiani che è sensibile a questa situazione, c’è però una parte che o nega questa realtà oppure essendo interessata solo al profitto ci preclude di fatto tante attività: i disabili sono una comunità di serie B.
Un esempio esplicativo mi riguarda personalmente: abito a Ischia come dicevo, in una frazione del comune di Ischia Porto conosciuta come Fiaiano e per raggiungere la residenza in cui sono ospitato, è necessario percorrere una stradina stretta e molto ripida, ma che si affaccia sui resti di un antico Aquedotto dell’epoca romana e sul bellissimo panorama di uno dei golfi dell’isola. È una posizione invidiabile per me che sono in sedia a rotelle e quindi l’aspettativa per una veduta mozzafiato è molto alta, ma c’è sempre un “ma” di mezzo… da un lato una siepe cresciuta a dismisura e appartenente ad un ‘vicino’ e dall’altro lato la vegetazione incolta del terreno dell’altro ‘vicino’ mi impediscono entrambe le visuali. La vegetazione cresciuta a dismisura oltre a impedirmi la visuale è anche pericolosa, è tanto alta che per me che sono in sedia a rotelle e sono troppo basso per fruire del panorama, diventa pericolosa perché in caso di incendio, evento abbastanza frequente sull’isola, se dovesse incendiarsi la vegetazione che ormai ha invaso il giardino della casa in cui abito non avrei neanche il tempo di scappare.
Qualcuno mi potrebbe dire: perché lo racconti, è compito dei ‘vicini’ ripulire il tutto, si è vero, peccato che entrambi fanno “orecchie da mercante “. Ho anche cercato di contattare le organizzazioni ufficiali (forestale, polizia municipale) ma sempre con esito negativo, sarà perché io anche se disabile, sono solo un illustre sconosciuto e non un personaggio “noto” sull’isola…mah! È ormai una situazione che perdura da molti anni e io come italiano di serie B posso solo ‘subire’ le prepotenze e trovare consolazione raccontando questa storia.
MAURIZIO





Caro Maurizio, la bella Ischia purtroppo non esiste più. Per i problemi che vorresti risolvere è impossibile. Puoi contattare polizia, carabinieri e altri ma se ne fottono, mi dispiace usare questo termine ma è la verità. Sono sordi e con gli occhi chiusi non verranno mai in nostro aiuto.
Un ragazzo in carrozzella è arrivato ai Maronti e per accedere alla spiaggia lato S. Angelo, ha dovuto chiedere aiuto a 3 persone.
Una piazza appena rifatta , senza un percorso che porta alla spiaggia, per chi vive delle disabilità e/ per un utente fragile e/o un passeggino.
Manca empatia , la capacità di mettersi nei panni di chi vive un problema.
Ed il popolo tace.
Maurizio, perdonaci se puoi.