LO DICO A IL GOLFO Rione Ortola, lettera aperta a sindaco e giunta

Gentili componenti della Giunta Comunale, gentile Responsabile del Comando di Polizia Municipale, vi scrivo per raccontarvi la mia breve storia triste e accaldata di domenica 16 agosto, all'”ombra” della ZTL del Rione Genala, meglio conosciuto tra i lacchesi come “Rione Ortola”. Sono padre in una famiglia composta da marito, moglie e due bambini. Come succede a molte famiglie nella nostra identica situazione, il ménage familiare non sempre consente di andare a fare la spesa ogni giorno per comprare due cose. Ogni tanto bisogna fare una spesa più consistente: bustoni, casse d’acqua, detersivi, generi di prima necessità e, nel mio caso, anche cose come il pellet (ma solo d’inverno, eh, per le altre stagioni fortunatamente ci pensa il cambiamento climatico). Insomma, quella roba che misteriosamente continua ad essere necessario portare dentro casa.
Peccato che da qualche tempo nel Rione Ortola sia entrata in vigore una ZTL permanente, 24 ore su 24, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno. Parliamo di una zona esclusivamente residenziale, senza attività commerciali, densamente popolata (va bè, questo non ve lo devo dire io). Per i residenti è stata prevista una soluzione: la navetta. Ottimo. E adesso vi spiego cosa c’entra questo con la mia domenica.
Agosto. Sole. Spesa appena fatta con moglie e figlio maggiore di 4 anni. Arriviamo alla fermata della navetta, un po’ scettici ma decisi a dare a questo nuovo istituto una possibilità. Aspettiamo. Aspettiamo. Aspettiamo. E aspettiamo ancora. La navetta, evidentemente, la domenica aveva deciso di osservare il proprio meritato giorno di riposo. A quel punto – con una certa dose di pessimismo devo dire – mi reco presso il Comando di Polizia Municipale per chiedere circa l’eventualità di un qualche permesso temporaneo: entrare, raggiungere casa, scaricare la spesa e uscire. Avendo sbirciato un po’ sul sito comunale, non mi pareva che la fattispecie fosse prevista tra i vari permessi disponibili, ma tentar non nuoce. E infatti, mi viene naturalmente spiegato che non esistono permessi temporanei di questo tipo per il carico e scarico di generi di prima necessità per i residenti. E così, abbiamo risolto brillantemente il problema: parcheggiata l’auto fuori dalla ZTL, abbiamo iniziato una bella nuotata nel sudore. 150 metri. Auto → casa. Casa → auto. Auto → casa. Casa → auto. Auto → casa. Casa → auto (con parcheggio finale). Tutto questo con il bambino di 4 anni (ovviamente posato a casa alla prima vasca, grazie alla presenza della nonna, altrimenti avrebbe continuato a nuotare nel sudore con me e mia moglie). Sotto le effusioni gentili del sole di agosto 2026. Avanti e indietro. Avanti e indietro. Avanti e indietro. Una sorta di innovativo programma comunale di fitness gratuito per residenti ortolani.
Questa appena illustrata è solo una delle situazioni in cui può trovarsi un qualsiasi residente del Rione. Le casistiche possono essere variegate, lascio ad altri l’onere di rivendicare i propri scenari problematici. A questo punto, però, una domanda vorrei porvela. È davvero necessario che debba funzionare così? È davvero necessario impedire completamente a un residente di raggiungere la propria abitazione per il tempo strettamente necessario a caricare o scaricare beni di prima necessità? Non si potrebbe adottare una soluzione più equilibrata? Ad esempio, un permesso permanente per i residenti, con precise limitazioni: massimo 2 ingressi al giorno, massimo 15 minuti per ingresso, esclusivamente per carico e scarico. È solo un’idea, eh. Di modalità ce ne potrebbero essere altre. Oppure, se proprio piace l’idea della navetta, si potrebbe prevederla dalle 8 alle 20, invece che dalle 9.30 alle 11.30 e dalle 18.30 alle 19.30 come ad oggi previsto (domeniche comprese, dovreste sapere che i supermercati sono aperti anche la domenica fino alle 13…). Non sto chiedendo di trasformare il Rione Ortola in un parcheggio. Non sto chiedendo di poter circolare liberamente. Non sto chiedendo di entrare con l’auto ogni volta che si ha voglia di farlo. Sto chiedendo semplicemente di poter fare una cosa che, fino a prova contraria, fa parte della normale vita di una famiglia: portare generi di prima necessità dentro casa. Il fatto stesso che sia stata prevista una delibera di giunta con cui si istituisce la navetta è testimonianza del fatto che siete ben consapevoli della problematica. Perché una ZTL dovrebbe certamente migliorare la vivibilità di una zona. Ma se per migliorarla si finisce per rendere ancora più complicata la vita dei residenti, forse vale la pena fermarsi un attimo e chiedersi se la soluzione adottata sia davvero proporzionata alle esigenze di chi quella zona la abita. Non eliminiamo la ZTL, ma almeno cerchiamo di renderla compatibile con la vita reale, con una minima dose di buon senso. Magari quei due ingressi giornalieri da 15 minuti non saranno la soluzione perfetta. Ma sicuramente sembrano più ragionevoli di una famiglia costretta a fare la spola 3×150 metri con le buste della spesa mentre la navetta, la domenica, sembra aver scelto di essere altrove. Cordialmente, ma con una punta di amarezza.
UN RESIDENTE DEL RIONE ORTOLA






Caro signore anche se hai fatto casa-auto, auto-casa un’infinità di volte non importa. Non l’hai capito ancora che qui a Ischia puoi anche morire ma l’aiuto non arriverà mai. È brutto dirlo ma purtroppo è la verità. Fidati.