CRONACAPRIMO PIANO

Lo spettro di una nuova emergenza rifiuti

Per i camion delle aziende che effettuano il servizio sull’isola raggiungere lo Stir di Giugliano somiglia sempre più a una missione impossibile: e così gli eventi rischiano di precipitare

Il problema c’è, e serio e si farebbe bene a non sottovalutarlo. Perché se per adesso si iniziano a notare alcune falle, a breve la situazione potrebbe clamorosamente deflagrare con conseguenze inimmaginabili non soltanto per la salute pubblica ma anche in termini di immagine considerato che ci troviamo in piena estate e su un’isola a vocazione turistica.

In terraferma continuano ad esserci diversi problemi legati al conferimento dei rifiuti, con lo STIR di Giugliano che per i camion di casa nostra pian piano sta assumendo le sembianze di una donna tanto bella quanto destinata a rimanere irraggiungibile. Anche quella di ieri è stata una giornata caratterizzata da mille disagi, ma l’impressione è che un po’ alla volta si stia precipitando in “sabbie mobili” che rischiano di risucchiare i Comuni isolani e le aziende che si occupano del servizio. I mezzi di trasporto della nettezza urbana, un po’ ovunque, restano stracolmi perché di fatto non riescono a scaricare i rifiuti in terraferma. Ma non è tutto, perché il fatto che i camion restino a lungo bloccati a Giugliano produce un altro preoccupante effetto domino, nel senso che gli stessi non possono occuparsi della raccolta di altro materiale. E così gli eventi rischiano davvero di precipitare.

La situazione più drammatica, secondo quanto abbiamo appreso, è quella che riguarda i Comuni di Barano e Lacco Ameno. Entrambi hanno in dotazione un numero limitato di mezzi dove hanno dovuto sistemare tutto quello che non si riesce a depositare lontano dall’isola. Il che significa, tradotto in parole povere, avere di fatto le mani legate. Senza valvola di sfogo l’allarme rosso rischia di scattare davvero presto, a meno che non se ne possa parlare già adesso. Un’altra situazione tutt’altro che allegra si è verificata a Forio, dove ieri dal palazzo municipale hanno dovuto affrettarsi a comunicare alla cittadinanza che la raccolta sarebbe iniziata alle 11 del mattino. Un orario certamente non dei più consoni, ma il problema era legato al fatto che erano appena tornati sull’isola dopo 24 ore di fila i camion che si erano imbarcati non la notte precedente ma addirittura lunedì.

A Barano e Lacco Ameno le situazioni più critiche, Forio costretta ieri mattina ad iniziare alle 11 la raccolta per le strade del paese. Casamicciola dice stop al conferimento nell’area ecologica per almeno quindici giorni, a Panza la gente protesta per il travaso effettuato in strada

La situazione rischia, dicevamo, di degenerare ovunque. Anche Casamicciola ha inteso correre ai ripari, ieri la società partecipata che si occupa del servizio di igiene urbana  (l’AMCA) ha diffuso un avviso alla cittadinanza decisamente emblematico: “Si porta a conoscenza della cittadinanza di Casamicciola Terme che – a causa di problemi legati al conferimento dei rifiuti in terraferma – l’AMCA srl ha disposto la chiusura temporanea dell’area ecologica ubicata in via Cretaio per il periodo di giorni quindici (e dunque fino a tutto il 24 luglio). Nel medesimo arco temporale, dunque, non sarà possibile conferire rifiuti ingombranti o di altra natura nell’area e di conseguenza non saranno accettate prenotazioni. Sarà cura dell’azienda comunicare l’eventuale ed auspicato ritorno alla normalità prima dei tempi previsti. Si ringrazia per la collaborazione”. L’auspicio che la situazione critica passi presto può essere vista come un qualcosa di beneaugurante, anche se con l’aria che tira potrebbe anche essere scambiata per un eccesso di ottimismo.

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Intanto ci si appella alle autorità competenti, partendo da Regione e Prefetto, ma con gli impianti pieni – purtroppo – tutti hanno le mani legate e difficilmente possono venire a capo di una situazione oggettivamente complessa. Un altro problema tutt’altro che trascurabile è quello legato ai costi del servizio, che continuando con questo andazzo rischiano davvero di schizzare alle stelle. A fare i conti ci vuole poco: partiamo dagli straordinari che bisognerà riconoscere al personale, che alle volte resta anche 24 ore ininterrottamente in fila aspettando di poter conferire. Poi basta guardare agli escamotage ai quali, ad esempio, ha fatto ricorso il Comune di Forio, che recandosi a scaricare una prima volta a Caserta e poi addirittura a Monopoli in Puglia (non proprio dietro l’angolo) ha visto schizzare alle stelle le uscite per spese che obiettivamente non potevano essere preventivate.

A quanto sta accadendo, purtroppo, bisogna aggiungere i malumori della gente che in alcuni casi non ha ancora percepito il fenomeno e in altri per la verità ha tutte le ragioni di questo mondo per far sentire la voce del proprio dissenso. Che ieri mattina, ad esempio, si è levata fortissima dalla frazione di Panza, dove praticamente il travaso dei rifiuti è stato effettuato in strada, con tutte le conseguenze del caso. A quanto pare qualcuno si è anche rivolto alle forze dell’ordine per denunciare una perdita di percolato e la tensione per almeno un paio d’ore è rimasta altissima. Scene che rischiano di ripetersi nei prossimi giorni con conseguenze facilmente immaginabili. E tutt’altro che allegre.

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