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Lo sport fa veramente bene?

Corsa, Calcetto, Nuoto, Sci, Tennis, Ciclismo, Palestra: per ognuno dei rischi e dei punti deboli. Infatti, ogni sport ha la sua patologia, che affligge atleti qualunque e grandi campioni. Credo che pochi ne hanno sentito parlare, quanti conoscono i danni cerebrali che i colpi di testa procurano ai piccoli calciatori? Quali statistiche raccontano le lesioni alla colonna vertebrale che accompagnano a vita gli ex rugbisti? Quanti giocatori di pallanuoto hanno le anche ancora sane? E via di questo passo, ogni sport con la sua croce addosso.

TENNIS – La spalla è un’articolazione mobile ed instabile; il tennis con i suoi ritmi elevati la sollecita molto. Solo con esercizi specifici si possono evitare traumi anche importanti. Altra struttura a rischio è il gomito, dove si inseriscono i tendini dei muscoli dell’avambraccio, fondamentali in questo sport; le precauzioni anche in questo caso consistono in una buona tonificazione muscolare ed in una buona tecnica di gioco.

CORSA – La corsa a bassa intensità è uno sport “leggero” per definizione, ma se sporadica serve a poco e se condotta a ritmi troppo elevati sovraccarica muscoli e articolazioni. Per evitare questi problemi è importante la tecnica di corsa: meglio camminare piuttosto che correre in modo scorretto. Per quanto riguarda il controllo dell’intensità, si deve poter parlare con l’amico che ci sta accanto senza grandi difficoltà. Prima di incrementare l’intensità è consigliabile sottoporsi a un controllo con lo specialista in Medicina dello Sport soprattutto per verificare la funzionalità dell’apparato cardiovascolare.

CALCETTO – Tipico sport in cui la regola è giocare una volta a settimana, senza alcuna preparazione fisica, rischiando, a causa della tipologia del gioco e dei terreni, danni anche gravi alle strutture articolari e sovraccarichi cardiaci. Chi pesa troppo rischia danni alla colonna, poiché nel calcetto salti, tiri e contrasti fanno parte del gioco stesso. I terreni peggiori, in ordine decrescente, sono il cemento, il sintetico e la terra battuta. Si rischiano inoltre danni a caviglie e ginocchia ed alla muscolatura della coscia; la prevenzione consiste in un rinforzo della muscolatura di sostegno.

CICLISMO – Sport salutare per tutti, non sovraccarica la colonna (il ciclismo non è però la stessa cosa dello Spinning …), permette grazie al cambio di dosare gli sforzi. Adatto anche agli anziani e a chi deve fare riabilitazione dopo una malattia (infarto cardiaco incluso). Unico rischio quello legato a eventuali patologie della prostata, che difficilmente possono insorgere ex-novo, ma si possono evidenziare qualora già esistenti a causa delle sollecitazioni del sellino. Questa possibilità esiste comunque per i più anziani: i giovani non devono preoccuparsi.

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PALESTRA – Il sovrallenamento è il rischio maggiore per chi va in palestra. Un carico eccessivo con i pesi può compromettere l’apparato locomotore. Le possibili cause possono essere: 1- un esercizio ripetuto con molto carico e per un tempo breve (si avvertirà un dolore acuto e in tal caso è consigliabile rivolgersi a uno specialista per un controllo, sospendendo l’attività fisica); 2- un esercizio meno intenso ma ripetuto troppo a lungo, spesso il danno si manifesta in ritardo, quando è ormai cronico. Anche la pressione arteriosa aumenta con i carichi e può raggiungere valori troppo elevati specie in chi soffre già d’ipertensione. Anche in questo caso un controllo specialistico preventivo è fondamentale.

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NUOTO – A livello non agonistico il nuoto sembra dare solo benefici; aumentando l’intensità è la spalla la prima a risentirne. Per prevenire questa patologia è importante una corretta preparazione di base atta a rendere ottimali la mobilità articolare e il tono dei muscoli specifici. Il nuoto per il resto è uno sport ideale: non prevede contatto fisico, è consigliabile agli asmatici, vista l’aria caldo-umida della piscina, e a chi soffre di patologie della colonna, poiché si svolge in una condizione in cui il peso del corpo è sostenuto dall’acqua. Basta asciugarsi bene prima di uscire per evitare raffreddori e dolori alla cervicale e soprattutto stare attenti a non scivolare sul bordo vasca bagnato. In conclusione l’attività fisica è sicuramente benefica, ma deve essere svolta con le dovute precauzioni e con gradualità.

SCI – I guai derivano soprattutto da cadute e traumi. L’altitudine può poi dare fastidio a chi soffre di ipertensione arteriosa. Chi non è allenato non dovrebbe esagerare con l’impegno: la fatica è spesso la causa delle cadute e dei traumi conseguenti. Meglio fare delle pause, alimentandosi in modo corretto (con zuccheri facilmente assimilabili) e senza esagerare. Gli incidenti sono statisticamente concentrati nella tarda mattinata e nel tardo pomeriggio quando la stanchezza diminuisce la capacità di reazione e l’attenzione. Fondamentale per tutti, giovani e meno giovani, un accurato controllo dello specialista in Medicina dello Sport, che possa indirizzare i più giovani verso lo sport più giusto per caratteristiche fisiche e/o problematiche strutturali e indicare agli adulti eventuali controindicazioni legate a patologie cardiovascolari, metaboliche e ortopediche presenti, consigliando loro l’attività fisica più corretta (sia come intensità che come modalità di esecuzione.

Sport, guai e dolori

Menischi rotti, lesioni ai legamenti, infiammazioni dei tendini, mal di schiena: ma lo sport fa bene veramente o no? L’attività fisica, svolta da un soggetto sano produce benefici sicuramente superiori ai possibili danni se è svolta in modo corretto. Chi vuole migliorare la propria efficienza fisica e la salute dovrebbe preferire l’attività aerobica prolungata nel tempo e di media intensità e stretching alla fine. Diverso è il discorso per chi vuole fare attività agonistica, dove l’impegno è sicuramente maggiore e la prevenzione diventa fondamentale. Correre, saltare, lanciare, ogni gesto di flessione, torsione, estensione, mette a dura prova vertebre e dischi della colonna vertebrale. Nonostante ciò, le esercitazioni per la schiena, non sono le più gettonate. Di certo, spesso, non sono al primo posto! Per la preparazione atletica si spendono fior di soldoni, si effettuano gli allenamenti più moderni, ma gli esercizi che impegnano la colonna vertebrale, di raro sono fatti eseguire, addirittura spesso non sono neanche contemplati! Il fatto è che in ogni specialità sportiva, sono pochi gli atleti che ne sono risparmiati. La stessa letteratura sportiva scarseggia, sia per proporre nuovi metodi atti a garantirne l’efficienza, sia per un approfondimento del tema sulla prevenzione degli infortuni cui può incorrere un atleta durante la preparazione o una gara. La parte bassa della schiena è importante anche ai fini della giusta postura, poiché rappresenta il baricentro del nostro corpo. Infatti, non si potrebbe mantenere la posizione retta se la schiena non svolgesse la sua funzione nel modo giusto. Perderemmo facilmente l’equilibrio se non fosse proprio la schiena a fungere da bilanciere, con millimetriche variazioni, tra i piani alti (testa, busto e braccia) e i piani bassi (piedi e gambe) del nostro corpo.

Posizioni di scarico della colonna e stretching

Dopo l’allenamento o la gara dedicare del tempo alle posizioni di scarico della colonna vertebrale nonché un mirato allungamento generale, seguito da massaggio e sauna. Ciò per fare in modo che i dischi ritornino alla loro forma iniziale. Le posture di decompressione, sono molto valide per compensare, almeno in parte, gli effetti dannosi che potrebbero insorgere svolgendo una qualunque attività fisica. La colonna dorsale permette soprattutto le torsioni, mentre il segmento lombare rende possibili i movimenti in avanti e all’indietro, nonché le flessioni laterali. Proprio perché più o meno coinvolta in tutte le attività sportive, è stressata dalle ripetute sollecitazioni dell’allenamento. Balzi, uso di pesi, vari tipi di corsa, pliometria e dall’iper-attività agonistica che naturalmente non consente un adeguato recupero.

A cura di Angelo Roja, insegnante tecnico federale F.I.P.C.F. – C.O.N.I. – allenatore – preparatore atletico

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