CRONACA

Lo “strappo” di Zavota: «Il ricorso? Ai lacchesi interessa che il paese funzioni»

Il vicesindaco di Lacco Ameno parla per la prima volta dopo il responso delle amministrative scaturito dallo storico ballottaggio. Lo fa con sobrietà ma senza risparmiare qualche frecciata

Lei è stato il più votato alle ultime elezioni amministrative: se lo aspettava?

«Non faccio mai pronostici in politica perché ogni tornata elettorale è diversa dalla precedente. Posso semplicemente dire di essere onorato del consenso maturato, che ha premiato il mio impegno intenso per il territorio. Pertanto, ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto in questa lunga campagna elettorale, camminando al mio fianco. Nel 1997 nasco con il simbolo “il Faro” e non ho mai cambiato bandiera. Penso che la coerenza paghi nel tempo ed i miei elettori hanno dimostrato di premiare la continuità. Non nascondo l’emozione e la soddisfazione che ho provato. E credo che sia la stessa emozione provata dai miei elettori. Anche perché, come dice il nostro Sindaco, il voto è un sentimento. La mia vittoria elettorale la dedico al popolo che mi ha eletto, e sottolineo che mi sento uomo del popolo. In questi anni, dal 21 agosto 2017, ovvero dal giorno del sisma, la mia vita è cambiata, non mi sono sentito più un politico ma un uomo al servizio del popolo. E più di prima continuerò a fare ciò che facevo nell’interesse della collettività».

Che cosa resta di questa lunga elezione, giocata per la prima volta in due round?

«Sono onorato del consenso maturato, che ha premiato il mio impegno intenso per il territorio. Ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto in questa lunga campagna elettorale»

«Una forte emozione anzitutto. E’ stata un’esperienza elettorale intensissima: ho visto persone piangere, e non solo lacchesi. Ho sentito gente urlare i nostri nomi nelle piazze. Ho visto ragazzi avvicinarsi alla politica, addirittura i bambini. Ho la pelle d’oca, onestamente, e mai avrei immaginato di vivere questa cavalcata così intensa. Ora, però, dobbiamo remare tutti assieme per pacificare la nostra meravigliosa comunità».

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Sull’elezione di Giacomo Pascale a sindaco aleggia lo spettro del ricorso: quanto è preoccupato?

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«Ho piena fiducia nella giustizia e non credo che ai cittadini interessino i ricorsi, bensì il lavoro per dar seguito alle promesse fatte in campagna elettorale e attuare il nostro programma politico»

«Ho piena fiducia nella giustizia e dunque dobbiamo lasciar lavorare gli attori competenti. Onestamente penso solamente a ciò che, giorno dopo giorno, posso dare e fare per la mia comunità. In maniera serena, sobria e istituzionale opereremo per garantire il massimo supporto ai lacchesi in questo momento di forte incertezza globale. Non credo che ai cittadini interessino i ricorsi. Credo che interessa maggiormente avere una caditoia pulita, una strada asfaltata, un cimitero rinnovato e soprattutto il piatto a tavola. Nel perimetro delle competenze comunali ci muoveremo solo e unicamente per dar seguito alle promesse fatte in campagna elettorale e attuare il nostro programma politico».

Lacco Ameno esce piuttosto divisa dalle elezioni: sarà possibile rimettere pace in un paese spaccato a metà?

«La pacificazione del paese è l’anticamera per affrontare in maniera più serena questo momento di crisi sanitaria, economica e sociale»

«Non solo è possibile, ma è un imperativo. È uno dei primi obiettivi che abbiamo fissato in agenda, e il mio appello è a tutte le forze politiche nonché alla stampa: la pacificazione della comunità è l’anticamera per affrontare in maniera più serena questo momento di forte crisi sanitaria, economica e sociale».

Anche i consiglieri al di fuori dalla giunta hanno avuto deleghe importanti. Sembra quindi che stiate realmente mettendo in atto quel gioco di squadra annunciato nella campagna elettorale.

«La Giunta è composta da eccellenti professionisti, che svolgono diversi ruoli importanti nel nostro tessuto sociale. Dobbiamo valorizzare ogni singolo per non delegare tutto nelle mani di uno solo o di pochi»

«Apprezzo molto questa considerazione, perché dimostra una grande onestà intellettuale. È vero: abbiamo deciso di mettere al centro del progetto la squadra e non il singolo. Certamente Giacomo Pascale è l’elemento trainante, ma attorno a lui c’è una squadra eccezionale che antepone, ai personalismi, spirito di sacrificio e abnegazione. Abbiamo in animo di dare il massimo per la nostra amata Lacco Ameno e per questo motivo, un’equa distribuzione delle deleghe sarà importante per stimolare, motivare e cementare perpetuamente il nostro team. Già iper-affiatato».

Come giudica la nuova giunta?

«Abbiamo messo centro del progetto la squadra e non il singolo. Attorno a Giacomo c’è una squadra eccezionale senza personalismi: un’equa distribuzione delle deleghe è importante per stimolare, motivare e cementare il nostro team»

«Lo dico senza mezzi termini: è una Giunta composta da eccellenti professionisti, che svolgono diversi ruoli importanti nel nostro tessuto sociale. Inoltre, sottolineo che anche i consiglieri al di fuori della Giunta hanno avuto deleghe importanti. Noi siamo una squadra: siamo uniti e compatti. Pertanto dobbiamo valorizzare ogni singolo per non delegare tutto nelle mani di uno solo o di pochi. In questo modo daremo a tutti la possibilità di collaborare, facendoci affiancare anche dai quattro non eletti. Sono molto contento della piena sintonia: remiamo tutti allo stesso ritmo e c’è un’affinità intensa tra noi».

Ultima domanda: quale messaggio manderebbe al senatore De Siano?

«Noi guidiamo il paese, il senatore De Siano siede in Parlamento. L’auspicio è che ciascuno nel proprio ruolo dia il massimo per la comunità di Lacco Ameno»

«La crisi economica e sanitaria è senza precedenti. Mentre noi siamo al governo del Comune, il Senatore siede al Senato. La speranza è che ognuno, a secondo del ruolo che riveste, dia il massimo per la propria comunità. Il popolo vuole risposte dai propri eletti e noi tutti dobbiamo essere pragmatici e fattivi. Ognuno come deve e ognuno come può, mai come in questo momento, deve dare risposte concrete. Noi le forniremo a livello comunale, auspico che lui possa essere operativo a livello parlamentare. Questo non è il momento delle polemiche, non abbiamo tempo, né voglia. Questo è il momento di “fare e di operare”».

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