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L’odissea dei marittimi della Costa Diadema: dopo giorni in mare sbarcheranno a Piombino

A bordo ci sono anche due serraresi e un procidano. Il ministro De Micheli annuncia lo sbarco nel porto della Toscana. A bordo ancora non è stata comunicata la notizia

La Costa Diadema nelle prossime attraccherà al porto di Piombino dove si procederà a tutte le verifiche sanitarie, agli eventuali isolamenti e ricoveri, secondo le procedure stringenti previste dal decreto interministeriale n. 125 MiT – Min. Salute, recante misure per le navi da crociera attualmente in viaggio. A comunicarlo, nella serata di ieri, è stato il ministro dei Trasporti Paola De Micheli. In questo modo potranno tornare a casa i tre isolani coinvolti. Si tratta di un cittadino di Procida e due di Serrara Fontana. La Costa Diadema, battente bandiera italiana, sarebbe dovuta arrivata a Civitavecchia il prossimo 5 aprile. Nella serata di venerdì 27 marzo la nave si trovava già nei dintorni. Dal momento che il porto di Civitavecchia è impegnato nell’accoglienza di passeggeri ed equipaggi di altre tre navi da crociera, si è ritenuto che la Costa Diadema dovesse attendere prima di poter attraccare. Durante l’attesa, un membro dell’equipaggio ha accusato sintomi simili a quelli del Covid-19, pertanto la Guardia costiera avvisata dal comandante della nave si è mantenuta in contatto per l’eventuale evacuazione. Da qui gli appelli per far attraccare la nave. Ad intervenire è stata la ministra De Micheli che sta seguendo personalmente la vicenda della Costa Diadema e di tutte le navi da crociera che in questi giorni devono riportare alcuni italiani a casa, a seguito anche di un confronto con la Protezione civile, la Guardia Costiera, il Presidente della Regione Toscana, l’autorità portuale e il sindaco della città di Piombino.

Gli appelli

Nella mattinata di ieri il sindaco di Serrara Fontana, Rosario Caruso ha scritto di ministri dei Trasporti Paola De Micheli e degli Esteri, Luigi Di Maio, per sollecitare un intervento. La Costa Diadema, infatti, non trovava un porto dove poter attraccare. Nel contempo sulla stessa si sono registrati casi di persone risultate positive al Covid-19. A bordo, come detto, anche due ischitani un giovane ufficiale di bordo e un medico. Entrambi residenti a Serrara Fontana. «Miei concittadini, figli del territorio che amministro. – ha scritto il sindaco Rosario Caruso – Non posso e non voglio restare fermo davanti alla loro richiesta di aiuto e davanti a quella dei restanti membri dell’equipaggio. Sono mariti, padri, figli della nostra amata Patria. Sappiamo tutti che nella lotta contro questa pandemia è necessario agire con sollecitudine per isolare i positivi e intervenire con le dovute terapie. Senza ausilio di medici la situazione a bordo rischia di diventare drammatica.  Vi chiedo di adottare un protocollo di sicurezza per consentire l’attracco di Costa Diadema e lo sbarco dei passeggeri a bordo così da prestare loro le cure e tutto quanto prevedono i protocolli in materia di Covid-19». Un altro appello accorato è arrivato dall’isola di Arturo. A bordo della Costa Diadema, infatti, c’è anche un procidano. «Mi appello al ministro per far sbarcare subito la nave. – ha scritto il sindaco di Procida Dino Ambrosino – Ricordo ai sindaci che finora si sono opposti, che la Patria è una, nella buona e cattiva sorte, e che se alziamo i muri delle città, i nostri concittadini saranno le prime vittime dell’assedio». Prima dell’intervento del ministro De Micheli, infatti, i porti di Civitavecchia e Gioia Tauro avevano negato lo sbarco per il rischio di potenziali contagi.  «Procida – spiega ancora il sindaco – vive di lavoro marittimo, ma tutta la nazione deve ricchezza e cultura a questo mestiere che facciamo da millenni. Siamo un Paese di mare, ed il mare è sempre stato un elemento di unione, tra tutte le civiltà che sono cresciute negli scambi reciproci. Oggi – denuncia il primo cittadino di Procida – nessun porto italiano vuole accogliere la Diadema in un momento di difficoltà. A bordo ci sono malati, e senza assistenza si rischia di grosso. Mi appello a tutti gli amministratori che hanno concittadini tra l’equipaggio per rivolgere una richiesta comune. Prego perché non trascorra altro tempo e non precipiti la situazione». E poi un invito rivolto alla comunità isolana: «Ciascun cittadino può provare a dare il proprio contributo per condividere la mobilitazione tramite social ed allertare anche i media. Per la Costa Diadema e per tutte le altre navi in difficoltà, in navigazione oppure in banchina. Possiamo esporre un drappo bianco fuori ai balconi delle nostre case, perché siamo tutti sulla stessa barca».

La svolta

In serata, poi la svolta comunicata dal ministro dei Trasporti Paola De Micheli che ha annunciato come la Costa Diadema nelle prossime ore arriverà al porto di Piombino. «Le procedure di verifica sanitaria, isolamento ed eventuali trasferimenti saranno organizzate, come già avvenuto in questi giorni, secondo le previsioni del decreto e mantenendo in stretto coordinamento tutte le autorità preposte – dichiara la ministra – al fine di garantire la sicurezza sanitaria ai cittadini, ai lavoratori del porto e ovviamente ai medesimi membri dell’equipaggio. Ringrazio il sindaco della città di Piombino per la responsabilità e disponibilità immediata dimostrate». Ad annunciarlo anche il sindaco di Piombino Francesco Ferrari. «Tra qualche ora la Costa Diadema attraccherà al porto di Piombino. Ho chiesto garanzie al Ministro De Micheli in merito alle misure di sicurezza per proteggere la salute dei cittadini piombinesi ma, allo stesso tempo, sono convinto che sia la scelta giusta: l’Italia è un grande Paese e per superare questa emergenza è indispensabile essere uniti». Ed ancora: «Sono convinto che si tratti un gesto di responsabilità importante cui non ho voluto sottrarmi: l’emergenza che stiamo vivendo deve essere un’occasione, seppur tragica, per farci capire quanto siamo dipendenti l’uno dall’altro e che dobbiamo essere generosi nei confronti di chi è in difficoltà. Piombino ha deciso così di fare la propria parte e dare il proprio fattivo contributo alla battaglia che tutti gli italiani stanno affrontando. Se vogliamo davvero essere un grande Paese, dobbiamo smetterla di demandare a qualcun altro la soluzione dei problemi. Ho avuto rassicurazione da parte del Ministro che i malati saranno immediatamente trasferiti negli ospedali nazionali con mezzi idonei e dedicati. I restanti membri dell’equipaggio, parte dei quali di nazionalità italiana, rimarranno in quarantena obbligatoria a bordo, quotidianamente monitorati da personale medico sanitario. Ho avuto rassicurazioni dal Ministro che nessun passeggerò entrerà a contatto con la nostra comunità. A confermarcelo anche Carmen Mancino, moglie del primo ufficiale procidano Nico Strazzi: «A bordo ancora non hanno avuto la comunicazione ufficiale di poter andare a Piombino. Continuiamo ad aspettare con ansia».

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Un commento

  1. L’Odissea non e’ solo per i marittimi della Diadema, ma di tutti quelli sparsi per il mondo in questo preciso momento. Nella fortuna/sfortuna di trovarsi a bordo a molti di questi e’ negato l’attracco in qualsiasi porto soprattutto qui nel grande civile paese anglosassone australiano. A molte navi aventi casi positivi di COVID a bordo e’ tassativamente negato l’attracco in alcun porto australiano e saranno obbligate a lasciare le acque territoriali a breve.

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