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L’OPINIONE – Ricordiamo il nostro passato e proiettiamo Ischia nel futuro

L’articolo è l’espressione viva di un uomo, che nutre, nel suo intimo, un forte desiderio di rinnovamento e risanamento dell’isola, ma tenendo ben salde in esso, l’integrità e l’identità di un popolo, che fin dagli albori ha collaborato attivamente al bene comune, sapendo guardare ed andare oltre, tenendo ben salda la memoria che, da sempre silente, cammina e solca la storia e crea un ponte collegatore tra antico e nuovo. E’ infatti proprio guardando ad essa, alla memoria, che un popolo può proiettarsi al futuro. Piuttosto che estrinsecarsi in cose vane o melliflue, e notando fluire sempre più il degrado periferico di cui siamo circondati, Antimo Puca fa un salto nella coscienza ed accompagna il suo desiderio ad alcune proposte concrete, citando così le otto macroaree verdi, che diventano reale professione per coloro che si accingeranno a studiarle. Propone, allora, l’uso di carburanti marini al 50% green diesel, chiede al popolo ischitano una attiva partecipazione alla sorte isolana, affinchè Ischia diventi un’isola da vivere e non da subire. La sua proposta è a una più oculata valorizzazione e salvaguardia del patrimonio storico- culturale-naturale e naturalistico-architettonico.

 

di Antimo Puca

Ischia – Tommaso Cigliano, medico, omeopata, professore universitario e ricercatore; isclano-Foriano illustre. Mare nostrum il mare, equilibrio tra corpo, mente e spirito, rimedio naturale sotto il profilo neuro-psico-fisico, un vero toccasana. Dall’incontro con il mare possono derivare forti spinte verso il potenziamento della personalità. Il mare rappresenta un grosso incoraggiamento per la costruzione di un carattere forte e sicuro e una stimolazione all’utilizzo di energie costruttive interiori e di risorse proprie. Ritrovarsi in mare significa avvicinarsi alle profondità della sua stessa anima e prendere contatto con le proprie emozioni più vere. Il mare è spazio ignoto; simboleggia l’inconscio, mostra una sua superficie, ma ha profondità vitali e inquietanti. Esso si pone in una continua attenzione al proprio corpo e al mantenimento dell’equilibrio in uno spazio in continuo movimento. Questa attenzione coinvolge e stimola tutti i sensi che in mare sono potenziati e immersi in un ambiente naturale.

La sua forza e la sua bellezza si reggono su equilibri molto delicati che l’uomo,a causa del suo egoismo,stravolge quotidianamente,riversando sostanze inquinanti e tossiche e praticando la pesca intensiva. Agire e prevenire disastri ambientali deve essere ”LA” politica di ciascuno di noi. ”QUORUM EXIMIA SERVITIA IN OMNI TEMPORE NOSTRA FORTUNA ELUCESCUNT”-GLI INSOSTITUIBILI SERVIGI DEGLI ISCHITANI SPLENDONO IN OGNI NOSTRA FORTUNA. Cosi,il 15 agosto 1501,a caratteri in oro e sulla porta dell’antica cattedrale del Castello d’Ischia, Federigo d’Aragona, grato alla fedeltà e al coraggio spietato degli ischitani volle, di tanta gratitudine ed affetto, lasciare un attestato imperituro insignendo quest’isola di molti ed alti privilegi .Gli ischitani, in ogni epoca, hanno dato prova di saper trovare dentro di sé energie e motivazioni; la forza morale ha sempre rappresentato, e rappresenta tutt’oggi, la risorsa primaria di Ischia, il vero moltiplicatore di potenza della nostra isola, ciò da cui derivano i successi che da più parti le vengono riconosciuti.

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E’ questo il senso più profondo del nostro trovarci, l’attenzione per il nostro patrimonio ambientale si estende a uno sviluppo eco-sostenibile. L’istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori-I.S.F.O.L .ha identificato, in una ricerca apposita, tutta una serie di figure professionali “verdi”,collocate in otto macro aree,legate allo sviluppo sostenibile. La Marina Militare è stata la prima in Europa a sperimentare operativamente combustibili con il 50% green diesel, ponendo le basi per una più ampia iniziativa denominata ”Flotta Verde Mediterranea”, quest’ultima con l’obiettivo di rafforzare la cooperazione tra i paesi delle sponde nord e sud del Mediterraneo sui carburanti alternativi. Secondo il Programma Ambientale delle Nazioni Unite-U.N.E.P.,, sono lavori verdi quelle attività lavorative ”che aiutano a tutelare e proteggere gli ecosistemi e le biodiversità;a ridurre il consumo di energia,risorse ed acqua tramite il ricorso a strategie ad alta efficienza;a minimizzare o evitare la creazione di qualsiasi forma di spreco o inquinamento. Responsabilità comporta il doversi misurare. L’isola è vittima di negligenza. Il territorio è degradato e compromesso da rifiuti e discariche. Sentieri naturali e storici sono oscurati e deturpati da rifiuti. Fiducioso di trovare sensibilità ed attenzione per un risanamento ambientale del nostro territorio, gravemente offeso e compromesso dal degrado, non riesco a pronunciare la parola responsabilità senza accostarvi il gravame delle attese, ma soprattutto senza accostarvi la qualità che essa reclama. Parlo della competenza, dell’impegno quotidiano, della dedizione, del disinteresse, della voglia di imparare, dell’umiltà. Gli africani dicono: ”Chi vuole andare veloce, va da solo. Chi vuole andare con gli altri, va lontano”. Il territorio ischitano può e deve diventare laboratorio di modelli e tecniche per uno sviluppo stabile e sostenibile, che preveda il rilancio e la valorizzazione dell’agricoltura e zootecnia biologiche e la salvaguardia di quell’enorme tesoro che è costituito da un ambiente fra i più belli al mondo.

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In questi tempi difficili e carichi di tensioni, nei quali alle ansie generate dalle problematiche a carattere internazionale si sommano le incertezze sul futuro dell’economia, esempio di ciascuno di noi di integrità e dedizione al dovere deve costituire il saldo riferimento del nostro operare in linea con le nostre antiche e gloriose tradizioni e coi nostri valori identitari. L’esaltazione di spazi verdi e nuovi polmoni nel contesto ischitano, la valorizzazione del patrimonio storico-naturalistico-architettonico, un progetto di una rete di piste ciclabili, costituiscono elementi basilari per la creazione di un’isola da vivere e non da subire. Esiste pericolo che una ricerca affannosa di una pur legittima rinascita di Ischia finisca per trascurare obiettivi strategici per la qualità della vita presente e futura, l’anelito ad uno sviluppo faccia dimenticare esigenze e potenzialità dell’isola. Voi, noi, siamo chiamati a concretizzare ed applicarci meglio di chi ci ha preceduto, tenendo a mente che abbiamo una grande responsabilità nel buon governo o nel cattivo governo della nostra isola. Bisogna accrescere consapevolezza che Ischia deve essere riformata per rispondere ai nostri tempi, alle sfide della contemporaneità e per correggere, si, correggere le ingiustizie che possono malgrado tutto generarsi e che un’esaltazione retorica, senza giudizio e senza obiettività, tenta di nascondere ed occultare. Ricordiamoci che la nostra voce, la voce di ciascuno di noi ,vviene” da dentro” ,è cioè voce di chi è partecipe di una sorte comune,di uno sforzo collettivo.

Cerchiamo la verità nelle cose e nella realtà che ci circonda. Mai abbandonare, anzi coltivare la speranza, l’aspirazione, l’anelito, in un domani migliore, in una Ischia sempre più giusta ed efficiente, in un’isola sempre più equa, perchè queste erano le speranze, le aspirazioni e gli aneliti di chi ci ha preceduto. La libertà, la giustizia e qualsiasi altro bene non sono mai conquiste definitive, ogni generazione deve dare la sua prova. ”La verbosità”, il desiderio di farsi notare, porta nelle discussioni a ripetere più volte le medesime cose pur di non tacere”.-11 dicembre 1965-Queste parole sono state pronunciate da Carlo Arturo Jemolo, giurista e professore in Diritto Ecclesiastico, pietra miliare negli studi giuridici del nostro paese.  La differenza è la qualità del servizio , l’attenzione, la passione, l’onestà e l’impegno che si devono porre nel cercare di concretizzare. Bisogna parlare di Ischia come di una grande speranza; noi tutti siamo chiamati a scrivere una nuova storia della nostra isola. Innescare una forza centripeta che terrà unita la nostra Ischia e ponga un limite alla forza centrifuga.

Farsi valere per ciò che si sa essere. Il problema porto d’Ischia è ancora irrisolto, con gravi rischi sulla stabilità della linea di costa; la viabilità deve essere migliorata ma con interventi rispettosi di una adeguata valutazione di impatto ambientale. A volte, come tanti, mi siedo sulle rive in attesa, la vista al porto è quasi casuale… vedo colori lenti danzare in un intreccio di chiaro scuri varianti dal giallo sole, al più intenso dorato, un arancio conduce ad un rosato prima e sempre più violetto dopo, contornato di un grigio rossastro che lascia spazio al tuffarsi stanco del sole accompagnato e cinto dal volo in tutto tondo di gabbiani festosi. Giochi tra luci ed ombre prendono corpo intrinsecate tra l’orizzonte piatto marino ed i rami di qualche alberello che ombreggia le coste, un sogno. Alimentare un sogno significa immaginare, e lentamente ci si accorge che dall’io abitante si passa all’io progettante. Valuto quale vita è suggerita dalla pre-esistenza e quale rinnovamento è suggerito dalla vita che lì si sogna possa un giorno fluire. E come un nuovo flusso di vita possa riverberare sull’intera isola. Ogni luogo, ogni natura sembra attendere.

Mi nasce la ricerca di armonia antica e nuova, equilibrio fra nostalgia, pensieri ed immagini, oscilla instabile ma indica la forza realistica di un progetto che dichiaro essere ”altro” da identità ideologiche. Sono convinto che progettare un luogo significa rimettere in circolo una vita, una identità, una cultura. Un senso di attesa permea l’isola e rimanda alla questione della sua identità. Il senso di appartenenza può essere generato da un miscuglio di identità storico-culturali diverse. Mettere insieme tante identità è crearne una di peso maggiore. Un progetto buono non può nascere che dalla consapevolezza dell’identità. Il porto d’Ischia rischia di scivolare in nuove e più pericolose periferie dello spirito. Priorità è la possibilità di mantenere la qualità archeologica del luogo.I beni culturali del porto costituiscono un patrimonio incommensurabile dal punto di vista sociologico, artistico, storico e paesaggistico e sono fondamentali per qualsiasi suo sviluppo futuro. L’importanza della salvaguardia e valorizzazione di tale patrimonio è elemento essenziale per uno sviluppo sostenibile. Fondamentale è informarsi ed informare, divulgare, promuovere. ”Non si consuma mai, l’occhio svelto, vagabondo, del sogno. Tu apri le porte e mettiti nudo. Prima che l’ultima stella si spegne, lui, zitto zitto, piano piano, entra e ti passa a trovare”.

 

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alberto capuano

In quest’articolo si legge chiaramente la passione di quest’uomo per la sua terra ed il desiderio che la stessa possa migliorare attraverso la protezione delle sue incredibili magie naturalistiche. Leggendo quest’articolo si immaginano i paesaggi di questa splendida isola e la speranza di un uomo affinché il progresso non elimini quanto è stato creato dalla natura, ma è anche una esortazione ai giovani affinché possano dedicarsi alla cura del proprio territorio e rivalutarlo essendo lo stesso fonte di benessere e di ricchezza.

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