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L’ora del disgelo sull’asse Ischia-Pozzuoli

L’installazione del gazebo sul porto puteolano a vantaggio dei pazienti oncologici in attesa dei traghetti per tornare sulle isole sembra aprire un nuovo capitolo nelle relazioni tra le due realtà flegree

Il gazebo collocato sul porto di Pozzuoli per attenuare i disagi dei pazienti oncologici isolani non è soltanto una importante misura di civiltà. Esso è anche l’indice rivelatore di un certo “disgelo” delle relazioni istituzionali tra i comuni dell’isola di Ischia e la città di Pozzuoli. Le due realtà, seppur separate dal mare, sono strettamente legate nel bene e nel male, e non sono mancate negli ultimi anni diverse occasioni di “attrito”.

Molti lettori ricorderanno che tra il 2019 e il 2020 in diverse occasioni scoppiarono polemiche dovute al fatto che i camion carichi di rifiuti partiti dall’isola e sbarcati a Pozzuoli per dirigersi ai centri regionali di raccolta, attraversassero la cittadina puteolani fuori dagli orari notturni convenuti. La circostanza creava notevoli disagi in quanto il tanfo maleodorante dei mezzi si diffondeva nelle ore più calde lungo vari punti nevralgici del paese, lasciando talvolta anche lunghissime scie di percolato inquinante e nauseabondo sull’asfalto. L’amministrazione di Pozzuoli proprio nel luglio di due anni fa individuò e multò una dozzina di mezzi per aver contravvenuto alla specifica ordinanza che vieta il passaggio degli automezzi dei rifiuti dalle nove del mattino alle tre di notte.

Sempre nel 2020 ecco un altro motivo di polemica: una tassa “di imbarco” a carico dei turisti. Si trattava di una delle varie proposte invocate dagli esercenti della vicina Pozzuoli per alleviare le conseguenze che la crisi economica indotta dalla pandemia da covid-19 stava provocando tra gli esercizi commerciali. Mentre si cercava di ottenere l’abolizione delle imposte comunali per i tre mesi di sostanziale blocco delle attività, e la contestuale drastica riduzione della tassa sui rifiuti e sull’occupazione del suolo pubblico, a partire dal momento in cui le attività avrebbero potuto riaprire, ci si rendeva conto che tali misure tuttavia avrebbero decurtato enormemente le entrate del Comune di Pozzuoli. E l’idea del “movimento pubblici esercizi” (la sigla sotto la quale sono riuniti gli esercenti in questione) per compensare tali perdite aveva pensato appunto a una tassa di imbarco che i turisti in procinto di recarsi sulle isole di Ischia e Procida dovrebbero pagare, proposta che peraltro già una ventina di anni fa si tentò di introdurre, ma che venne rigettata dalla magistratura amministrativa. Insomma, non sono mancati i malumori e i tentativi reciproci di scaricare sui “dirimpettai” le conseguenze di sfavorevoli congiunture, col rischio frequente di degenerare in una “guerra tra poveri”, che andrebbe invece evitata, a favore di interventi strutturali ma soprattutto dotati di una visione complessiva.

Gianna Napoleone (Cudas): «Avevamo più volte evidenziato quanto fosse disagevole per persone in una condizione di particolare fragilità, dover attendere anche a lungo i traghetti sul porto di Pozzuoli. L’iniziativa del sindaco Manzoni dopo la richiesta del sindaco Pascale ha dimostrato che quando si vuole, si può»

Adesso, la meritoria iniziativa congiunta che è sfociata nell’installazione ordinata dal sindaco Luigi Manzoni sembra aprire un nuovo capitolo nelle relazioni tra le isole del Golfo e la città di Pozzuoli. Gianna Napoleone, a nome del Comitato unitario per la difesa e il diritto alla salute, ha così commentato l’esito della collaborazione intercomunale: «Quando si vuole, si può. La dimostrazione di ciò che, come Cudas abbiamo sempre pensato, ci è arrivata da Pozzuoli. In meno di cinque giorni, compresa una domenica, il nuovo sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, informato e sollecitato dal sindaco di Lacco Ameno Giacomo Pascale, ha provveduto a installare un gazebo con alcune sedute in largo San Paolo, cioè sul porto, per garantire ai malati oncologici isolani, che fanno avanti e indietro con la terraferma per la radio e altre terapie specifiche, di attendere il traghetto senza doversi prendere un’insolazione. Il Cudas aveva più volte evidenziato quanto fosse disagevole per persone in una condizione di particolare fragilità, durante i periodi anche lunghi di trasferte in terraferma per sottoporsi a terapie già piuttosto pesanti, dover attendere anche a lungo i traghetti sul porto di Pozzuoli in pieno sole o sotto la pioggia, accampati senza alcun riparo, dopo aver sopportato una seduta di radioterapia. La fase elettorale aveva impedito di trovare interlocutori per qualche mese. Finché sabato, abbiamo evidenziato la problematica al Sindaco di Lacco Ameno, che aveva subito telefonato al collega puteolano chiedendogli un intervento urgente. E, dall’altra parte, il primo cittadino flegreo aveva subito risposto positivamente, annunciando il provvedimento che è riuscito a concretizzare in pochissimo tempo, nonostante i numerosi pareri da acquisire e i passaggi burocratici necessari, essendo quella portuale un’area demaniale. Manzoni aveva firmato il nulla osta finale per “lo svolgimento delle attività di assistenza psico-sociale ai malati oncologici”, affidando l’installazione del gazebo alla Protezione civile comunale, che puntualmente ha provveduto a dare una risposta di civiltà alle esigenze dei tanti cittadini delle isole che frequentano il porto di Pozzuoli per motivi sanitari. Il nostro ringraziamento per la fattività e la tempestività dimostrate ai due Sindaci Manzoni e Pascale, che senza perdersi in chiacchiere hanno risolto efficacemente un problema che si protraeva da tempo».

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