POLITICA

L’orgoglio di Dino Ambrosino: «Rimesse le finanze a posto»

Tira sempre più aria di campagna elettorale sull’isola di Arturo, e così il primo cittadino approfitta per menare vanto di importanti risultati conseguiti in materia contabile

Sarà che siamo ormai a fine mandato e le elezioni amministrative si avvicinano, sarà pure che la discesa ufficiale in campo di Luigi Muro ha acceso gli animi in vista di quella che si preannuncia una campagna elettorale infuocata, fatto sta che negli ultimi tempi il sindaco di Procida Dino Ambrosino ci tiene particolarmente a rimarcare l’operato della sua amministrazione in questo quinquennio sul quale sta per calare il sipario.

E così al primo cittadino piace parlare attraverso i suoi canali social di quello che è stato realizzato in materia contabile. Lo fa ricordando che “ Stiamo lavorando alla chiusura del rendiconto dell’anno scorso.  Dopo aver pagato dipendenti,  fornitori e le banche che in passato ci hanno prestato i soldi, resta un’economia di 700.000 euro. In un paese ideale, li potremmo investire per dare risposte alle richieste dei cittadini; ma noi purtroppo siamo in predissesto e questi soldi sono bloccati”. Il pensiero, poi torna alle origini del primo mandato: “Nel 2015, appena insediati – ricorda Dino Ambrosino – fummo obbligati ad approvare il resoconto dei debiti accumulati fino al 2014. La somma era  -22.591.131. A questa cifra andavano poi aggiunti i diversi milioni di euro dovuti per le anticipazioni di tesoreria e quelli delle entrate vincolate da ricostituire. L’accumulo si era verificato perché ogni anno, ogni anno, il debito aumentava di 1 milione e mezzo”.

Numeri pesanti a cui il sindaco nel passaggio successivo propone con orgoglio quelli attuali che lui elenca e definisce evidentemente di tenore ben diverso: “Viceversa, per arrivare al risparmio di oggi di 700.000 euro, abbiamo ridotto le uscite di 2.200.000 euro l’anno: finalmente il disavanzo invece di aumentare, diminuisce, ed è a -21.421.502. Non credo che i cittadini hanno percepito un grave peggioramento dei servizi rispetto a quando si spendeva tanto di più. Anzi probabilmente su qualcosa siamo anche migliorati. Questo dimostra che la Pubblica Amministrazione può essere gestita con equilibrio e professionalità.  La nostra ulteriore soddisfazione,  è di poter pagare in un tempo giusto i dipendenti e i diversi fornitori”.

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