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L’ORSA denuncia: “Dalla Caremar operazioni antisindacali”

Di Francesco Ferrandino

ISCHIA. L’Or.S.A. Marittimi, che per la giornata di oggi ha indetto l’ennesimo sciopero dei dipendenti Caremar, nei giorni scorsi ha denunciato una condotta antisindacale da parte della Compagnia di navigazione. In un documento diramato dalla Segreteria Generale  inviato alla Commissione di Garanzia per gli scioperi e alla Capitaneria di Porto di Napoli, il sindacato afferma di aver ricevuto segnalazioni di spostamenti di personale e di avvicendamenti che non trovano giustificazioni “se non nella volontà aziendale di voler colpire il diritto allo sciopero dei lavoratori”. L’Or.S.A. ha quindi chiesto ai due organismi, nell’ambito delle rispettive competenze, di procedere a opportune verifiche e, in caso di effettivo riscontro, di colpire l’azione antisindacale, oltre a chiedere il ripristino della situazione precedente, per “non colpire illecitamente il diritto alla partecipazione all’azione sindacale”, diritto costituzionalmente garantito ai lavoratori che aderiscono all’iniziativa d’astensione. Lo sciopero di oggi, ricordiamo, fa seguito al referendum consultivo indetto dai lavoratori stessi, che dieci giorni fa con un plebiscito di voti favorevoli aveva dimostrato la volontà dei dipendenti di veder abrogato, o comunque rivisto previo annullamento, l’accordo di 2° livello stipulato dalla Caremar con alcune sigle sindacali, tranne proprio l’Or.S.A. Marittimi, che costituisce invece il sindacato maggiormente rappresentativo delle maestranze. Nella proclamazione dello sciopero, sono state inserite diverse rivendicazioni. Innanzitutto, la turnazione imposta dalla Caremar-Rifim è il prodotto dell’accordo sopra citato, siglato soltanto con Ugl Trasporti, Federmar e altre sigle, escludendo di fatto l’Or.s.a. Secondo quest’ultima, l’accordo oltre che illegittimo è anche peggiorativo a livello economico circa i compensi per le operazioni di imbarco dei veicoli, e i compensi speciali sui mezzi veloci. Altro punto in rivendicazione è il rispetto delle otto ore giornaliere senza straordinario, e il miglioramento del vitto e alloggio in relazione al porto di sbarco. Le azioni antisindacali, in concreto, consisterebbero in manovre atte a vanificare l’effetto dello sciopero: ad esempio, il trasbordo del personale aderente all’Or.S.A. dalle imbarcazioni che dovrebbero effettuare le corse soggette a sciopero, a quelle imbarcazioni temporaneamente ferme nei cantieri, così annullando di fatto l’astensione. Oppure ricorrendo ad altri espedienti, come quello di sfruttare i giorni di riposo compensativo di alcuni dipendenti, lasciandoli a casa proprio nei giorni in cui è stato proclamato lo sciopero, sostituendoli con addetti che non aderiscono all’astensione, o anche la sostituzione del personale di bordo con quello delle biglietterie. Il segretario nazionale dell’Or.S.A., Gennaro Bottiglieri, ha dichiarato: «I sistemi di elusione usati dalla società dimostrano che i dipendenti non hanno la possibilità di lottare ad armi pari. Il grande successo del referendum consultivo ha dimostrato la forza del nostro sindacato. La società dovrebbe prenderne atto e smetterla con questi atteggiamenti ben poco democratici». Secondo Bottiglieri, è ora di riconoscere la volontà della maggioranza e creare un tavolo al quale sedersi per sottoscrivere un accordo: «Una soluzione va trovata anche e soprattutto per non creare disagi agli utenti. Qualche sciopero potrà anche essere boicottato, ma nei prossimi mesi, nel pieno della stagione turistica e col massimo afflusso di visitatori, non credo che la società potrà più ricorrere a questi espedienti, e le conseguenze saranno ben più incisive. Eppure, noi abbiamo sempre cercato di avere un dialogo costruttivo con la Compagnia, mentre per tutta risposta ascoltiamo solo menzogne sul nostro conto, del tutto gratuite e infondate». La Caremar, per ora, ha soltanto informato l’utenza dello sciopero proclamato, che “potrebbe avere riflessi sulla regolare programmazione dei servizi marittimi previsti”, assicurando che saranno garantiti i servizi essenziali. La situazione resta quindi complicata e preoccupante, con le frizioni tra società e dipendenti che continuano a influenzare lo svolgimento dei collegamenti con le isole, e le pressioni delle amministrazioni sugli organi regionali allo scopo di trovare un accordo che metta fine a un problema che, come ha sottolineato l’assessore di Procida Carannante, è ormai quotidiano e che potrebbe avere pesanti ricadute negative mentre si profila l’apertura della stagione turistica. A quanto si è appreso, in queste ore il sindacato dovrebbe incontrare Cimmino, destinatario di una delega ai trasporti da parte del Governatore De Luca, mentre a livello istituzionale è previsto il 21 aprile una nuova audizione della Commissione regionale trasporti, presieduta da Luca Cascone.

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