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L’ottimismo di Dionigi: «Il peggio è passato, l’isola ha voglia di turismo»

Il sindaco di Barano a tutto campo in una intervista a Il Golfo: dal focolaio di coronavirus fino al contagio zero sul territorio, passando per una stagione che si apre tra mille incognite. La preoccupazione per gli stagionali, Villa Mercede, un plauso a De Luca e le elezioni che rappresenteranno comunque un “handicap”

Oggi scatta ufficialmente la Fase 3, riprendono dunque anche gli spostamenti tra Regioni. Sembra una conquista incredibile, visto quello che succedeva a marzo. Anche tu a Barano te la sei vista brutta: il primo caso isolano, il focolaio, la perdita del caro Claudio. Momenti difficili che oggi come ricordi e sintetizzi?

«Non posso dimenticare che noi a Barano siamo partiti malissimo, collezionando il primo caso di positività al Covid-19 sull’isola seguito al ricovero di Claudio Picconi che è poi venuto a mancare. A un certo punto avevamo quindici positivi al coronavirus, poi le cose sono andate migliorando fino ad assestarsi: alla fine siamo stati il primo Comune “Covid free”, non abbiamo più persone contagiate ormai dallo scorso 8 aprile. Spero davvero che ci siamo messi definitivamente alle spalle questa storia, così come succede da ormai due mesi. Chiaro che adesso si cambia registro, con l’apertura alle altre regioni d’Italia apriranno anche altri alberghi e si metterà in moto (finalmente) la stagione turistica».

Tutti i riflettori sono puntati, per l’appunto, proprio sulla stagione turistica: in molti apriranno ma soltanto tra fine giugno e inizio luglio. Non c’è il rischio di un inverno “lacrime e sangue” per l’isola e i suoi lavoratori?

«In questo momento è oltremodo difficile fare previsioni. L’obiettivo minimo è quello di riuscire ad operare per almeno quattro mesi e poi di vedersi un po’ allungata la Naspi. Io, per quanto riguarda il territorio di mia competenza, sto vedendo che stanno per aprire un po’ tutti, ai Maronti per esempio l’estate è già iniziata e spero a breve anche gli alberghi facciano altrettanto. Tra una decina di giorni sarà pronta anche la sorgente di Nitrodi. Insomma, noi siamo pronti a fare la nostra parte, pubblico e privato devono camminare insieme, ma auspico che oltre alla riapertura tra regioni ci sia anche quella dei voli internazionali. Noi avevamo un buon turismo con i russi e una parte di tedeschi, non mi riferisco soltanto a Barano ma in generale all’isola tutta. Ma vorrei sottolineare un aspetto…».

Prego.

«Deve essere chiaro che non si può pensare sempre al Covid e provo a spiegarmi meglio. Abbiamo bisogno di lavorare ma anche di un po’ di tranquillità: siamo stati tutti sotto pressione, istituzioni e cittadinanza. Tutti avvertiamo la necessità di voltare pagina».

Intanto si va al mare. Quali principi hanno ispirato il vostro regolamento per le spiagge? Sembra che si sia fatto comunque appello al buon senso dei cittadini.

«Il regolamento si basa su due principi fondanti, la facilità nell’interpretazione ed il senso di responsabilità dei cittadini. Che, ne sono certo, risponderanno alla grande anche al mare, come fatto finora. Poi, per fortuna, abbiamo una spiaggia come quella dei Maronti decisamente molto ampia, tutti potranno fare il bagno senza problemi: certo, occorre un minimo di distanziamento e le ovvie precauzioni, ma sono cose che si superano con tranquillità».

Il divieto di sbarco non è ancora in vigore. Ma tu saresti favorevole a lasciare semaforo verde alle auto campane o lo troveresti un suicidio?

«Su questa tematica sono stato interpellato anche io e ho osservato che il Comune di Barano dispone già di una deroga per coloro che alloggiano in albergo o fittano una abitazione, dunque il discorso riguarda le altre municipalità. La Prefettura mi ha contattato e io ho fatto presente questo dettaglio. L’orientamento dei miei colleghi? Sono sincero, di questa cosa non abbiamo parlato, è una questione che non ci appartiene da ormai vent’anni. Se si vuole rimescolare le carte o adottare provvedimenti diversi, beh la decisione spetta ad altri. Anche perché è chiaro che chi ha i porti può avere problemi maggiori di noi che siamo più lontani e vantiamo una maggiore tranquillità anche nel caldo periodo di agosto».

Che idea ti sei fatto su quanto successo a Villa Mercede?

«E’ evidente che viene da pensare che qualche errore sia stato commesso, non so da parte di chi perché ho vissuto di riflesso questa storia. C’erano dei degenti residenti a Barano, chiedevo costantemente notizie e mi sono sentito spesso con Rosario Caruso. Una cosa è certa, per avere tutti quei positivi all’interno della struttura deve essere andato sporto qualcosa e chi ha sbagliato dovrà pagare».

Il governo ha praticamente segato le gambe ai lavoratori stagionali isolani, negando loro il bonus. Possibile che la politica locale non possa esercitare pressioni?

«Credo che il governo sia andato oggettivamente in difficoltà nel soddisfare tutte le richieste, così come ormai noi Comuni non possiamo più rispondere alle esigenze ordinarie. Mi auguro che a breve questa pagina nera legata ai lavoratori stagionali possa risolversi positivamente, perché ci troviamo dinanzi a una palese ingiustizia. Noi abbiamo fatto delle azioni ma tocca allo Stato fare le opportune modifiche e correggere il tiro nei loro confronti».

Come giudichi l’operato del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca?

«Il presidente De Luca, in questa situazione, è uscito fuori alla grande vestendo i panni del vero condottiero. Il suo ruolo è stato determinante, la sua immagina è cresciuta tantissimo, lo promuovo a pieni voti e lo stesso fanno i numeri. In Campania, all’inizio, si facevano 200 tamponi al giorno, poi siamo arrivati a 6.000: abbiamo attrezzato un centro covid, insomma adesso siamo pronti anche se il problema dovesse riproporsi. Il governatore, inoltre, ha risposto bene anche con un adeguato piano socio-economico, la Campania è tra le poche regioni che ha offerto sostegno economico a tutte le categorie, in primis professionisti e pensionati».

Le elezioni amministrative e regionali le vedresti meglio a luglio o settembre e perché?

«I governatori spingono per votare a luglio, ma è chiaro che per una località turistica come la nostra anche perdere un solo fine settimana non sarebbe un fatto positivo, specialmente in una stagione che già si presenta tribolata. A me personalmente non convince l’opzione luglio e nemmeno metà settembre ma va anche detto che rinviare di un anno è oggettivamente difficile, si manterrebbe un presidente in carica per sei anni e questo non è possibile. La soluzione non è semplice, ma usciremo danneggiati in entrambi i casi».

Perché quest’estate un turista non dovrebbe perdersi una vacanza sull’isola d’Ischia?

«L’isola è un luogo unico al mondo, da sempre accogliente e in questo momento con la sua gente che ha tanta voglia di rimettersi in moto e fare turismo e accogliere visitatori. Nei giorni scorsi sono stato molto in giro e ho respirato chiaramente quest’aria. Insomma Ischia è il luogo ideale per una vacanza magnifica. Mi auguro che aprano quante più attività possibili e che la gente arrivi numerosa. Magari anche gli italiani che volevano andare in Grecia, qui troveranno le porte aperte».

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