LE OPINIONI

Love is Love

L'omosessualità non è un motivo valido per insultare una persona, è come un tratto somatico che portiamo con noi dalla nascita, una cosa che, per quanto si possa celare, resta sempre lì ad aspettare che ci si senta abbastanza pronti per mostrarla con orgoglio, come quella parte diversa da come ci vorrebbero, ma stranamente giusta per come ci vorremmo noi “(Cit).

L’omosessualità rappresenta una delle possibili espressioni dell’orientamento sessuale, che si esprime in attrazione sentimentale e sessuale tra individui dello stesso sesso biologico. Per orientamento sessuale si intende una inclinazione non passeggera (di tipo sessuale -psichico) soggettiva e naturale di un individuo verso un altro sesso, che può avere differenti sfumature all’interno dei due poli eterosessualità e omosessualità.

Non essendo una malattia, l’omosessualità non può e non deve essere curata. Il divieto deontologico alla cura non va interpretato come un freno alla ricerca scientifica sui meccanismi che regolano l’orientamento sessuale degli esseri umani. Studiare le cause genetiche dell’omosessualità, infatti, non vuol dire interpretarla come una malattia genetica.

In passato venivano utilizzati come sinonimi di omosessualità termini – come inversione, pederastia, neofilia, sodomia, androginia, transessualismo, travestitismo, ermafroditismo che designano fenomeni e comportamenti differenti. Oggi nel linguaggio comune, il termine omosessuale spesso vienesostituito dalla parola gay, ma perché? 

La parola gayiniziò a diffondersi nel mondo come acronimodi “goodasyou” (g.a.y.) per sottolineare il rispetto delledifferenze.

Gli studi di sessuologia riportano l’omosessualità al concetto d’identità sessuale, nell’ambito della quale sono distinguibili quattro componenti: il sesso biologico, l’identità di genere, l’orientamento sessuale e il ruolo sessuale sociale. L’omosessualità riguarda solo la dimensione dell’orientamento sessuale: omosessuale, infatti, è colui o colei che si sente eroticamente attratto da persone del suo stesso sesso.

Ma secondo voi essere gay è una scelta?

Anche se tutti scegliamo come condurre le nostre vite, cisono alcuni aspetti fondamentali sui quali non si può scegliere, come ilcolore degli occhi, le impronte digitali, l’uso della mano destra osinistra. Non abbiamo scelta neanche sui nostrisentimenti di attrazione sessuale, e dunque sul nostroorientamento

Nel nostro paese coloro che non si definiscono eterosessuali non sono distribuiti uniformemente sul territorio, tant’è che la maggior parte risiede al nord, piuttosto che al sud o nelle isole e vive in città e non in paesini di provincia, dove il patrimonio culturale e i pregiudizi impediscono l’interpretazione e l’accettazione del fenomeno. Nel sud Italia, in particolare la mentalità è ancora poco flessibile, rigida e rende impossibile il riconoscimento sociale. L’omosessualetende a costruirsi un’immagine negativa di se stesso e può accadere che i sensi di colpa e la solitudine diventino una costante della loro esistenza. Amici e parenti, se contrari e ostili, contribuiscono ad alimentare e accrescere tali sentimenti, ma se favorevoli contribuiscono ad accelerare notevolmente tale processo. L’omosessualità non è più considerata una malattia, ma semplicemente una variante normale della sessualità umana e nel 1973 il termine è stato tolto definitivamente dal DSM. Nonostante questo alcuni continuano ad avere questo pregiudizio e gli omosessuali continuano ad essere vittime dell’omofobia. La nostra società è ancora fortemente omofobica ed eterosessista, e ciò influenza enormemente lo sviluppo individuale ed il comportamento di gay e lesbiche, favorendo sofferenza emotiva e spingendo all’isolamento.

Nonostante le numerose rivolte e i molti cambiamenti permane, in una parte della società, un atteggiamento discriminatorio di rifiuto, condanna e patologizzazione dell’omosessualità. Questo atteggiamento pregiudiziale e radicato nella coscienza di figure importanti di riferimento quali genitori, insegnanti, medici, uomini di fede e così via determina sensi di colpa ed induce bassa autostima nelle persone che si scoprono omosessuali, le quali si allontanano dal proprio sentire per paura di essere rifiutate e si condannano così a vivere relazioni senza libertà purché in sintonia con le richieste di società e cultura, subendo così ripercussioni psicologiche  talvolta rilevanti.  

Il processo attraverso il quale si forma l’identità omosessuale, spesso è lungo e doloroso. Può arrivare a durare molti anni, e provocare molta sofferenza.La causa di tutta questa sofferenza è l’omofobia e l’eterosessismo della nostra società, non il fatto di essere omosessuale. Gli psicologi sostengono che l’aspetto problematico dell’omosessualità è sociale. Se non esistesse il rifiuto da parte della società, sarebbe tutto molto diverso.

L’omofobia interiorizzata porta a gravi conseguenze psicologiche, depressione, odio verso se stessi, bassa autostima, stress, senso di solitudine, insoddisfazione. È fondamentale combattere l’indifferenza poiché anche gli approcci tendenti alla “normalizzazione” dell’omosessualità (“in fondo sono come chiunque altro”) non fanno altro che banalizzare, generare indifferenza e impossibilità di creare un terreno di scambio e di confronto.   

“Liberamente” è curata da Ilaria Castagna, psicologa, laureata presso l’Università degli Studi de L’Aquila, specializzanda presso la Scuola di Psicoterapia Cognitiva Comportamentale di Caserta A.T. Beck

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