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LOW COSTISCHIA

Saranno le congiunture internazionali, oppure sarà una tendenza che qui ha trovato terreno più fertile. Fatto sta che da tempo il low cost si è consolidato come strategia di mercato nel settore alberghiero nostrano. Come già abbiamo raccontato su queste colonne, è di pochi giorni fa la notizia della nuova acquisizione dell’Hotel  Bristol da parte del gruppo Casthotel, uno dei “colossi” isolani del settore. Settore dove il confronto con la catena Dimhotel, la holding alberghiera più grande (in termini di strutture e posti letto) presente sull’isola d’Ischia, diverrà ancor più serrato. Una notizia che inevitabilmente riaccende l’ormai annoso dibattito circa l’opportunità di una strategia che secondo alcuni permette la sopravvivenza di quella che resta l’industria principale dell’isola e che dà lavoro a centinaia di persone e alle loro rispettive famiglie, mentre secondo altri saremmo in presenza di una vera e propria svendita della nostra isola, che vede progressivamente abbassarsi da decenni il target di riferimento per quanto riguarda i turisti che riusciamo ad attirare. Un dibattito che si alimenta anche sui social, dove talvolta si assiste a durissimi confronti tra le due linee di pensiero, spesso impersonate proprio dagli imprenditori diretti interessati.

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