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Luana Pezzuto: «Abbiamo una scarsa consapevolezza della nostra identità»

ISCHIA – «Il turismo dagli anni ‘60 ad oggi ha visto risiedere sulla nostra isola turisti di diverse nazionalità, culture e abitudini. Sarebbe stato dunque fisiologico da parte nostra adottare un’apertura mentale conseguenziale a tali impatti pluri culturali piuttosto che rendersi invece sempre più provinciali. Abbiamo trovato la strada più semplice, una domanda di mercato facilmente intercettabile soprattutto per l’ottimo compromesso in termini di prezzi dato dal fatto che abbiamo una scarsa consapevolezza delle nostre risorse, o meglio della nostra identità. Vuoi da una parte la mancanza di una governance capace di interessarsi alle tendenze evolutive sul piano sociale, tecnologico e logistico, vuoi da un’altra una la piena apatia da parte degli operatori incapaci di consolidare quanto già avviato dai nostri nonni pionieri. Sono del parere che nessuno abbia scelto questo mercato o questa condizione dal binomio “mare e spiagge / low price”, e che esso sia solo una conseguenza del nostro mancato controllo, commercializzazioni prive di strategie e linee guida. Analizzando la nostra posizione del mercato possiamo dedurre, aldilà delle pochissime realtà presenti sull’isola, che la nostra è “una guerra fra i poveri” dove bene o male, vinci sempre».

 

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