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Luca D’Ambra, Federalberghi e il bonus vacanze: «Agli albergatori piace poco»

Sull’isola sono oltre trenta le strutture presso le quali possono essere spesi gli incentivi messi a disposizione del governo centrale ma il presidente dell’associazione isolana storce il naso e spiega perché

Sono una trentina, al momento, le strutture alberghiere ubicate sull’isola di Ischia che hanno aderito al bonus vacanze. Un primo elenco (che, attenzione, non comprende tutte le strutture) è presente sul portale ischiasicuradite.com. al momento, dicevamo, hanno aderito al bonus vacanze l’Hotel casa rosa, Hotel Loreley, Hotel casa Cigliano, Hotel Galidon, Hotel Ideal, Hotel Mediterraneo, Hotel Floridiana, Hotel Villa Angela, Zi Carmela, Lord Byron, Hotel Villa sirena, villa bianca, Villa Marinù, Hotel Villa Angelica,Hotel Ulisse, Costa Citara, Hotel Capizzo, Romantica Resort & Spa, Semiramis, Hotel Villa Maria, Central park, Hotel royal terme, Hotel parco aurora, Hotel san Giovanni, Hotel Providence, hotel Le canne, hotel Oriente, Regina Palace, Hotel Fiola e Hotel Don Felipe.

«Il bonus vacanze piace molto ai vacanzieri ed un po’ meno agli albergatori». A dirlo Luca D’Ambra presidente di Federalberghi Ischia, che continua «In ogni caso sull’isola di Ischia sono tante le strutture che hanno aderito al bonus e che stanno continuando ad aderire». La percentuale di strutture ischitane che ha aderito al bonus vacanze è superiore (sempre in percentuale) a quella nazionale. «Le strutture che accettano il bonus sono perlopiù alberghi che hanno un buon numero di camere e non certo la piccola struttura. Il Bonus, quindi, rappresenta un’opportunità di ulteriore riempimento specie per ciò che riguarda il family hotel», spiega ancora il numero uno di Federalberghi Ischia. «Ischia malgrado il Covid si sta difendendo bene. Siamo tra le mete top ten in Italia e questo non può che rappresentare una buona notizia per noi. Ovviamente, non è una buona stagione, non è la stagione che abbiamo vissuto lo scorso anno. Ma se pensiamo che un paio di mesi fa non immaginavamo nemmeno di poter aprire le nostre strutture, sta andando bene». Il bonus vacanze, però, non piace tanto agli albergatori. «Non è denaro contante. È un giro di soldi rappresentato da un credito di imposta ed in questo momento di crisi agli imprenditori serve liquidità e non immediatamente il credito d’imposta», sottolinea D’Ambra. «Tutto fa brodo e se il bonus è un modo per invogliare le famiglie ad andare in vacanza nel post Covid, ben venga. Sarebbe necessario, però, accogliere maggiormente le istanze degli albergatori e degli imprenditori che stanno provando a recuperare una stagione già compromessa».

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