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Luchino Visconti nei ricordi di Anna Pilato

Di Isabella Puca

Ischia –  «Ero appena una ragazza, ma ero stupita nel vedere queste persone così diverse dagli ischitani. La loro gentilezza, il loro modo di fare, erano una cosa inedita per tutti noi. Quella di Visconti era una presenza magica e lo ricordo bene mentre cercava mia madre in giro per casa per farle il baciamano». È così che inizia il suo racconto su Luchino Visconti,  Anna Pilato, testimone, insieme a Tonino Baiocco, di un’epoca che fu e che, in occasione del quarantennio dalla morte del Maestro, che scelse Ischia come sua dimora eterna, si va a rievocare. Anna Pilato, ospite della conferenza tenutasi  giovedì pomeriggio alla Biblioteca Antoniana ha deliziato tutti i presenti con un racconto che odora d’altri tempi. Scritto di suo pugno, fu pubblicato sul volume dal titolo  “Gli anni verdi, Luchino Visconti a Ischia” in occasione dei venticinque anni dalla morte del maestro, al quale contribuirono molti giornalisti e scrittori che  ebbero la fortuna di conoscere il maestro. Il cammino di Anna s’intrecciò con quello e della famiglia Visconti all’interno del Regina Palace, quella che fu la prima casa di Visconti prima ancora di acquistare la Colombaia. La famiglia Pilato, allora, era proprietaria di quella bella villa nella quale soggiornarono, tra gli altri, Elsa Morante e Alberto Moravia. La descrizione della Pilato ha offerto a chi ascoltava un’immagine inedita per i più giovani, piena di nostalgia per chi quegli anni, invece, li ha vissuti a pieno. «Luchino Visconti fu ospite del Regina Palace e la sua camera era ad angolo, aveva il balcone che dava su un giardino all’italiana. Da dopo il suo soggiorno quella camera acquistò come una specie di diritto all’ospite illustre». Il racconto di Anna prosegue attraversando con la memoria la fine degli anni ’40 quando Visconti soggiornava per lunghi periodi nella nostra isola portando con sé l’intera famiglia. «Era un fantastico clan. Alla lunga vacanza ischitana – ha continuato a raccontare Anna – partecipava anche sua sorella, sposa D’Avanzo e con loro  Carlo, 7 anni, che chiamavano affettuosamente Putin. Ricordo che durante l’estate il bambino diventava inappetente e dinanzi alla preoccupazione dei genitori, lo zio, Luchino, organizzò una tavola allegra  imbandita di cose buone, invitando quattro piccoli figli di pescatori». Dal pranzo del nipote alla sua di dieta che, dal racconto di Anna, traspare essere rigorosa e precisa, composta principalmente da «pasti parchi a base di pesce». Lo spaccato di vita fatto di ricordi, raccontato da Anna Pilato ci restituisce l’immagine di un uomo ricco di nobiltà d’animo, attaccato alla famiglia, con la quale trascorreva il suo tempo migliore su di un’isola che, oggi, non c’è più. All’epoca Via Cortese era silenziosa e sotto all’ombra dei pini vi erano  carrozze in attesa  e, ascoltando il suo racconto, sembra quasi di vederli, i Visconti, con i loro amici, passeggiare per quelle strade con i loro abiti bianchi di lino o avorio, o come ha raccontato Anna, «in tenuta sportiva con quei bellissimi pullover annodati con negligenza sulle spalle e che lasciavano intravedere piccoli stemmi verdi che, a guardarli meglio e più da vicino, erano i primi coccodillini Lacoste sbarcati sull’isola. Bellissimi tutti, gentili, felici e grati a una terra piena di suggestione». Sarebbe stato bello se all’incontro organizzato in Biblioteca Antoniana ci fossero stati i giovani di adesso ancora ignari, forse, della storia della loro bella isola, che abbracciò personaggi illustri con la sua semplicità e quella natura primordiale che oggi, non c’è più. Il ricordo letto da Anna Pilato non poteva che chiudersi con un’immagine di straordinario romanticismo in cui è avvolto il personaggio di Visconti, «alla partenza, il saluto e l’arrivederci al primo sorriso della primavera, un grazie consapevole alla padrona di casa, mia madre, che con il temo non ha perso la grazia gentile della sua bellezza e che faceva in modo che dai primi boccioli di giugno agli ultimi di luglio, ogni giorno, recisa di fresco, nella camera di Luchino Visconti i fosse sempre una gardenia bianca».   Il programma delle celebrazioni, cominciate lo scorso 16 di Marzo, si concluderanno il 2 Novembre. I prossimi appuntamenti avranno luogo sempre alla Biblioteca Antoniana da lunedì 21 a venerdì 25 marzo con la proiezioni di alcuni dei suoi film più celebri: “Morte a Venezia”, “Rocco e i suoi fratelli”, “Le vaghe stelle dell’orsa”, “Le Notti Bianche”.

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