LE OPINIONI

LUCIA MONTI Dirigente Scolastico SMS “G. Scotti””

«Non ho parole, si tratta di una stupidaggine»

“Una stupidaggine”. La preside dell’istituto secondario di primo grado “Scotti” è perentoria nel giudicare il provvedimento votato favorevolmente alla Camera. «Noi dirigenti scolastici non abbiamo orari e questo spesso a discapito del nostro tempo libero. Abbiamo scelto questo lavoro che portiamo avanti con passione e che è molto impegnativo. Basti pensare che non capita di rado di dover lavorare  anche di domenica e fino a tarda ora. Abbiamo numerose mansioni, responsabilità che non ci consentono il lusso di tenere spento il nostro telefonino per staccare dal lavoro. E poi, in un paese così attento agli sprechi di denaro pubblico, bisognerebbe evidenziare che un provvedimento del genere costerebbe per le casse dello Stato almeno 35 milioni di euro per dotare le scuole dei dispositivi tecnologici per il riconoscimento delle impronte digitali. Ma chi ha pensato di attuare questa decisione lo sa che un dirigente scolastico lavora anche di notte? Nel caso in cui suona l’allarme della scuola il dirigente scolastico è tenuto a recarsi sul posto, a interfacciarsi con i Carabinieri per i rilevamenti di rito e le procedure burocratiche.  Trovo ancor più grave tutta la faccenda dal momento che il Ministro della Pubblica Istruzione è proprio un dirigente scolastico è ben dovrebbe conoscere come e in che tempi di svolge il nostro lavoro. Oggi ad esempio (nel pomeriggio di sabato ndr) mi trovo qui a scuola a disposizione dei genitori durante gli incontri con i professori. Questo è un provvedimento che ha tutta l’aria di essere un azione punitiva e direi anche denigrante, è come paragonarci ai furbetti del cartellino. Ma un dirigente scolastico conosce bene il proprio lavoro, sa quali obiettivi deve raggiungere e le finalità da perseguire. Tutte azioni che vengono monitorate con precisione. Il lavoro del preside va ben oltre l’orario di lezione, ma questa realtà sembra essere sfuggita a chi ha licenziato il decreto concretezza che evidentemente poco conosce il lavoro che svolgono i dirigenti scolastici».

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