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Luciano Venia: «Un teatro naturale tra la collina e l’abisso»

ISCHIA – «Ischia è un luogo dello spirito – esordisce Luciano Venia – perché in sé racchiude una pluralità di spazi e sensi che in sequenza suggeriscono quanto ampio e vario sia il concetto di bellezza della natura. La luce, i colori, le atmosfere, i paesaggi, la linea dell’orizzonte, la terra, il mare, le piante, i profumi, le fumarole, il lago divenuto porto, gli scogli sagomati a forma di uccelli, funghi, innamorati, l’aria, Tutti elementi che si combinano all’infinito senza sosta e persino chi ci è nato e ci vive ogni giorno scopre altezze, significati, luoghi, cose. Il mare è presente anche a ottocento metri di altitudine nelle rocce vergini della vetta così come la terra ischitana la senti anche nei bassi fondali attorno all’isola. In questo unicum ci siamo noi. Attori e fruitori di un teatro naturale ineguagliabile che oscilla tra la collina e l’abisso. Essere di Ischia – spiega Venia – significa tutto questo e molto di più. Perché a un certo punto non si trovano più le parole per definire e descrivere la Meraviglia che diventa Stupore e ti avvicina alla Verità. Le ginestre, i pini, gli agrumi, i gabbiani, le lucciole in campagna, gli uccelli di altura. L’enigma. Il cambiamento delle prospettive, delle angolazioni, delle visuali moltiplica ancora lo scenario e rende in continua espansione il pianeta Ischia. Nel sottosuolo acque fumanti, radici, vestigia arcaiche. In altezza alberi, misteri, massi e arbusti. Intorno la carezza delle onde del mare o in altri momenti il suo ruggito e la sua potenza. Il mare. Da dove viene la vita. Poi il vento. La brezza e l’uragano – conclude Luciano Venia – come sinfonia del creato che accompagna sonoramente lo svolgimento dell’essere».

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