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Luigi Boccanfuso: contro di me illazioni e accuse senza senso

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Egregio signor Mizar, non pensavo di essere importante al punto tale che recentemente  hai ritenuto di dedicarmi una abbondante puntata della tua rubrica. Purtroppo però tale scritto contiene molte inesattezze e non poteva essere diversamente se si tiene conto che l’articolo si intitola “Considerazioni sul risentimento”, sinonimo di rancore, livore, acredine. Infatti Il risentimento è un sentimento dato da un misto di rabbia e di rivalsa, protratto nel tempo, che si prova come conseguenza di una frustrazione subita sia essa reale o immaginaria. Or dunque  prendi nota delle inesattezze  e fanne ammenda:

1)non sono stato “sbattuto malamente fuori da Giosi Ferrandino”,come tu affermi mentendo e sapendo di mentire, ma piuttosto me ne sono andato spontaneamente e con orgoglio  per prendere le distanze da alcuni fatti gravi e di mala gestio che si erano verificati circa un anno prima che Egli fosse arrestato;

2)quando affermi che Enzo Ferrandino ha parlato con me per uscire dalla crisi, mi sopravvaluti:infatti il sindaco ha parlato con Salvatore ed Antonio Mazzella i quali hanno poi  proposto Roberta Boccanfuso come quota rosa di loro rappresentanza, facendo scaturire la scelta anche da valutazioni politiche prospettiche;

3)non ho mai posseduto un negozio a Miami dove eventualmente partecipo solo ad alcuni eventi del mio settore merceologico e non sono “ricco” come tu capziosamente affermi, ma solo un appassionato ed instancabile lavoratore anche perché non dimentico e vado fiero di essere figlio di barbiere…;

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4)le mie battaglie a difesa del territorio e le mie azioni amministrative sono state tanto indelebili e coraggiose almeno  quanto la tua risaputa malafede e disonestà intellettuale;

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5) i tuoi scritti e le tue affermazioni, infatti,  anche quando sembrano contenere parole di apprezzamento, in realtà nascondono sempre “veleno sinistro” come spesso ed a ragion veduta amava ripetermi tuo cugino Enzo Mazzella nonostante che facessi parte soltanto delle “terze file” come tu affermi;

6)Non sono l’artefice della sconfitta di Gino Di Meglio che invece sostenni allo spasimo fino all’ultimo voto, dopo aver ispirato insieme ad Enrico Scotti l’apparentamento ufficiale con la coalizione di Luigi Telese che ci portò a un soffio dalla vittoria e tra l’altro consentì all’attuale sindaco di entrare in Consiglio Comunale;

7) coinvolgendo  incautamente i  miei familiari, anni addietro scrivesti con sarcasmo che “mio padre mangiava e vendeva fichi secchi”, (incurante che era morto da pochi mesi ) mentre oggi riferendoti a mia figlia, pur di continuare ad infangare il padre, affermi che “la storia dice che i figli non sono facilmente manovrabili dai padri”. Da parte mia lo spero vivamente, ma evidentemente nell’interesse dei tuoi figli prima ancora che dei miei… Per tutti questi motivi e segnatamente per la tua indole segnatamente malefica, mi è sempre piaciuto accostarti ironicamente al buffo personaggio dell’Iliade che Omero chiamò “Tersite brutto ceffo”.

LUIGI BOCCANFUSO

RISPONDE GAETANO FERRANDINO – Pubblichiamo questa nota perché per noi de Il Golfo il diritto di replica è sacrosanto, e sottolineiamo per noi de Il Golfo. Pur tuttavia , respingiamo tassativamente al mittente le accuse di malafede e disonestà intellettuale rivolte a Giovan Giuseppe Mazzella, che sarà ovviamente libero di replicare ma che gode della stima incondizionata di chi scrive e della famiglia del nostro giornale. Piuttosto, se Luigi si guarda intorno, figure non questo identikit le troverà non molto lontano da lui. Intelligenti pauca…

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