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L’ultima “camurria”: il gpl non s’ha da fare

Tiene banco la vicenda dell’impianto di via delle Ginestre: una parte della politica (di maggioranza e minoranza) difende gli interessi dei potenti di turno andando contro quelli della comunità, sia dal punto di vista economico che ambientale. Vi spieghiamo cosa sta (purtroppo) succedendo

All’apparenza è una vicenda come tante, che probabilmente nemmeno meriterebbe di assurgere agli onori della cronaca. Se non fosse che si tratta di un’iniziativa lodevole, che consentirebbe alla nostra isola di mettersi al passo con molte altre località italiane e dunque al massimo di fare una ulteriore “conquista di civiltà”. Ma la storia sulla quale oggi vogliamo soffermare la nostra attenzione ha avuto una eco mediatica incomprensibile, almeno sulla carta. Già, almeno, perché l’impressione è che a monte ci sia il solito disegno perverso per far sì che una determinata operazione non vada in porto. E non capiamo perché, almeno che non si vogliano tutelare gli interessi del potente di turno, ma noi a questo davvero non vogliamo credere (non vorremmo, pardon).

Non faremo venire i giramenti di testa al nostro lettori con tanti scenari da dietro le quinte che verosimilmente non interessano a nessuno, ma cercheremo di andare dritti al punto cercando di essere quanto più semplici possibile. A Ischia si sta pensando di installare un distributore di gpl, che normalmente è un qualcosa che nella peggiore delle ipotesi non dovrebbe dispiacere. Secondo la ricostruzione dei fatti un imprenditore avrebbe chiesto ad alcuni amici isolani la disponibilità di un’area con le caratteristiche necessarie per poter avviare l’attività. Tra questi ci sarebbe anche l’attuale vicesindaco Luigi Di Vaia, che avrebbe provato a sondare alcune possibili soluzioni per mandare in porto il progetto. L’attuale direttore dell’Hotel Aragona Palace Isidoro Di Meglio (candidato alle ultime elezioni amministrative con la lista “sciarappina” che sostenne la candidatura di Enzo Ferrandino) avrebbe dato la propria disponibilità a fittare un appezzamento di terreno ubicato nella zona di via delle Ginestre.

Tutto fatto, allora e viva viva il gpl. Macché, non se ne parla nemmeno. Quando la questione comincia a diventare di interesse della commissione paesaggistica del palazzo municipale di via Iasolino, ecco che qualcosa comincia a non quadrare. A mettersi di traverso, infatti, Simone Ferrandino che si scrive Simone ma si legge Paolo, assessore della giunta di un altro Ferrandino, il sindaco Enzo. Per Paolo il gpl non s’ha da fare, poi non siamo tecnici e non possiamo certo spiegarvi per quali più o meno oscuri motivi. Nell’attesa che magari ce li venga a spiegare il diretto interessato (il geometra conosce i nostri recapiti, telefonici e non), ci interessa molto poco soffermarci sul presunto braccio di ferro in seno all’amministrazione, tra chi non vuole che “passi lo straniero” (Paolo Ferrandino, per l’appunto) e chi invece spinge per questa soluzione. Ci interessa piuttosto capire cosa e soprattutto chi si nasconde dietro questa vicenda. Qualche soggetto che magari nel settore ha interessi da difendere pur avendo perso il monopolio da qualche tempo a questa parte?

Noi non vogliamo accusare nessuno, ma vogliamo sottoporvi un breve e niente affatto complesso ragionamento nel quale ci auguriamo vogliate seguirci. Ad Ischia non c’è un impianto di gpl e allora il lettore potrebbe chiedersi: per quale motivo certa concorrenza che vende benzina dovrebbe preoccuparsi o mettersi di traverso? In fondo, se uno commercia caramelle e l’altro cioccolata, mica si pestano i piedi? Ci potrebbe stare come obiezione, se non fosse che con poche centinaia di euro è possibile adattare al gpl qualsiasi autovettura, anche abbastanza datata. Ed è chiaro che se con appena 22 euro si potrebbero percorrere qualcosa come 450 chilometri, in molti potrebbero optare per questa soluzione piuttosto che per la classica verde o il diesel. Non soltanto per il notevole risparmio, che coi tempi che corrono non è mai una roba peregrina, ma anche per l’impatto ambientale che sicuramente sarebbe un ulteriore vantaggio specialmente su un’isola come la nostra dove la tematica dovrebbe costituire un cavallo di battaglia. Ovviamente è del tutto casuale che la crociata contro il distributore di gpl abbia una determinata matrice mediatica, ma vorremmo soffermarci su un altro aspetto, che servirà a rendere chiara la pretestuosità di certe affermazioni. Relativamente all’impianto si parla di un terreno situato in curva, nel mezzo di una discesa: ora, senza voler insegnare il mestiere a nessuno, si tratta di aspetti legati alla sicurezza – che, per carità, viene prima di tutto – su cui sono chiamati ad esprimersi i vigili del fuoco e non certo la commissione Paesaggio. E se come sembra da parte dei predetti vigili del fuoco sarebbe arrivato parere favorevole o nulla osta (fate un po’ voi tanto è lo stesso), davvero non si capisce dove sia il problema. E siamo convinti che anche il sindaco Ferrandino non si lascerà condizionare nè da una costola della sua maggioranza né tantomeno da chi ciurla nel manico sulla sponda della minoranza. Il gpl fa bene alla tasca e all’ambiente e tanto basta. Che poi il terreno sia di Isidoro Di Meglio o di qualsiasi altro pincopallino, a noi francamente interessa molto poco. E crediamo valga lo stesso anche per la comunità isolana. Per cortesia, facciamo in modo che non vada in porto un’autentica “camurrìa”.

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Un commento

  1. All’articolista vorrei porre 2 domande giusto per rimanere in tema di “ camurria”…
    a) come si fa a realizzare un ‘attività industriale in un terreno con destinazione agricola
    b) se è a conoscenza dell’abbattimento graduale e metodico in corso di tutte le piante di quercia dietro il distributore Agip di via Delle Ginestre a pochi metri di distanza del terreno in questione

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