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L’ultimo schiaffo a Ischia Risorsa Mare

ISCHIA – Una nota lunga, lunghissima, dai contenuti addirittura devastanti, che rappresenta una vera e propria “mazzata” per i revisori dei conti del Comune di Ischia ma nel contempo il palazzo municipale e l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giosi Ferrandino. Un vero e proprio “missile” che è destinato inevitabilmente ad avere conseguenze ed un effetto domino dalle conseguenze non ancora chiaramente pronosticabili. Parliamo del documento che il revisore unico della società partecipata Ischia Risorsa Mare, Antonio Barile, avente ad oggetto “controllo analogo, comunicazione del 12 febbraio 2016, precisazioni” ed indirizzata per l’appunto al collegio composto da Carmine Lasco, Mario Giuseppe Bruno e Claudio Ranucci ma anche al segretario comunale Giovanni Amodio, al responsabile dell’ufficio Partecipate Antonio Bernasconi e per conoscenza al sindaco Giosi Ferrandino, al presidente del consiglio comunale Gianluca Trani. Volendo tradurre in termini forse eccessivamente semplicistici, ma nel contempo chiari e netti la questione, Barile lascia intendere che non parteciperà ad una riunione di natura contabile contestando l’operato dei revisori e di fatto prendendo le distanze dal loro modus agendi. Detta così può sembrare brutale ma vi assicuriamo che le cose stanno proprio in questo modo. Piaccia o meno.

 

IL “NO” DI BARILE AL SUMMIT COI REVISORI COMUNALI

 

Tutto nasce quando viene comunicato a Barile, via pec (posta elettronica certificata, ndr), che per la giornata di oggi 18 febbraio è stato fissato un riscontro documentale per definire tutte le questioni inerenti l’approvazione dei bilanci della Ischia Risorsa Mare. Ma i revisori scrivendo al collega aggiungono che “per quanto attiene le poste debiti per canoni di concessione e locazione scaturenti dai contratti rep. 4560 del 13.06.2000 per gli anni dal 2001 al 2008 le stesse dovrebbero già essere state controllate sia da chi l’ha preceduta (visto che questo collegio dei revisori è stato nominato solo ad ottobre 2013) ed anche da lei mediante la verifica dei saldi contabili trasferiti alla data della sua nomina oltre all’attività di circolarizzazione dei crediti e debiti che lei avrà sicuramente esperito”. Una richiesta, questa, che proprio non è stata digerita dallo scrivente il quale dopo aver ricordato che il progetto di bilancio chiuso al 31 dicembre 2014 è stato approvato il 5 giugno 2015 e che nessun altro è stato approvato e dunque revisionato del cda risponde per le prime spiegando che “per definire tutte le questioni inerenti l’approvazione dei bilanci della società Ischia Risorsa Mare srl il Revisore Unico di IRM non ha alcun poter di intervento in materia. Egli svolge la revisione contabile e relaziona ai Soci. Pertanto il sottoscritto non vede l’utilità di presenziare a un riscontro documentale. L’Assemblea è stata convocata per l’approvazione del Bilancio al 31.12.2014 ma essa è andata deserta”. Per la serie, dice Barile, fate tutti i “summit” che volete e divertitevi, ma io non ci sarò. Più chiaro di così si muore.

 

I CREDITI VANTATI E QUEI CONTI CHE NON TORNANO…

 

Poi il revisore unico della Ischia Risorsa mare continua ad andar giù pesante ma si esprime anche in maniera decisamente tecnica, ragion per cui cercheremo di non rendere la cosa troppo complicata ai lettori. Antonio Barile in sintesi ricorda di aver acquisito copia del verbale di consiglio d’amministrazione della società svoltosi il 24 ottobre 2015 e che aveva all’ordine del giorno Bilancio d’esercizio 2014, Accertamento Agenzia delle Entrate, presa atto e discussione e infine varie ed eventuali. E qui lo scrivente fa emergere una preoccupante serie di anomalie, ricordando che da una certificazione i crediti vantati dalla IRM erano di 412.402,29 euro come firmato dal dott. Bernasconi, numeri che vanno in conflitto con i numeri dei revisori che parlano invece di 244.328,11. Ma non è tutto perché per quanto riguarda il bilancio 2014 sentite cos’altro scrive Barile, dopo aver spiegato di aver acquisito gli allegati al verbale del consiglio di amministrazione e relativamente al prospetto crediti e debiti tra la partecipata e il Comune di Ischia: “Non è specificato per tutti l’anno di competenza; sia dalla certificazione del Dirigente Economico Finanziario che dal Prospetto ivi indicato non si evince la codifica dell’impegno da parte del Comune d’Ischia , ne altro titolo a cui far riferimento (fattura, delibera G.C, conferenza di servizi o altro );  in riferimento al credito rubricato come  ‘Contributo Luminarie Natale 2011’ per un totale di € 40.000,00 effettivamente  nella contabilità della società è appostato un importo di identica misura nel conto Fatture da emettere al 31.12.2011 ma tale importo è stornato con emissione di fattura in data 19.12.2012 al n. 4/C di € 40.000,00 comprensivo di Iva . Tale fattura è stata addirittura incassata dalla società in data 5 luglio 2013. Pertanto ritengo che il credito sia stato erroneamente attribuito verso il Comune d’Ischia .  Inoltre tale presunto credito sarebbe manchevole di qualsiasi altro titolo idoneo alla riscossione”. E crediamo che non occorra essere degli scienziati per rendersi conto del “papocchio” dinanzi al quale ci troviamo.

 

LO “SCHIAFFO” AI REVISORI: SE NON ESISTE DEBITO NON C’E’ CREDITO

 

C’è una sezione della nota in cui poi Antonio Barile non risparmia un vero e proprio “ceffone” al presidente Lasco e di rimando al Comune di Ischia. Dopo una serie di conteggi, lo stesso scrive che “se la Società pare vorrebbe sostenere di esser creditrice verso il Comune per € 63.366,11 oltre iva, dall’altro essa dovrebbe esser debitrice verso il Comune di € 216.422,54 all’atto della sottoscrizione della transazione oltre che dell’importo di € 5.000,00 e del canone di locazione dell’ufficio per € 31.512,00 dal 2009 in poi. Con una successiva Conferenza di Servizi del 29.11.2010 infatti si confermava sostanzialmente tale impostazione…” per poi aggiungere immediatamente dopo che la Ischia Risorsa Mare “quale controprestazione doveva impegnarsi a sostenere dal 2011 al 2018 eventi per € 91.102.32 annualmente”. E poi ecco l’affondo al presidente del collegio dei revisori dei conti: ”Quindi, Egr. Dottore, se  ad oggi  non esiste il debito per canoni concessori e di locazione   (e  nella contabilità della società non vi è traccia),  non esiste  neanche l’asserito credito di € 63.000,00 oltre iva , e per gli  accordi successivi raggiunti con Conferenza di Servizi del  29.11.2010  non esiste  neanche il Credito per l’evento Luninarie 2011 , in ogni caso saldato dal Comune. Con due distinte richieste, la prima del 30.11.2015, Le ho chiesto documentazione scritta a supporto dei presunti suddetti crediti, considerato che certamente non ho il potere di verificare il Bilancio del Comune d’Ischia. Inoltre le rappresento che con mia nota del 05.11.2015 precisavo e insieme  documentavo in merito alle incongruenze sollevate dal Consigliere Avv. Carmine Bernardo relative ai debiti tributari relativi ad annualità precedenti, pertanto mi riporto interamente a tale comunicazione che allego alla presente per opportuna conoscenza agli altri organi in indirizzo, laddove ribadivo che tali debiti  sono iscritti senza che si sia tenuto conto di sanzioni e interessi in violazione del dettato del Principio contabile n. 25”. Ma in questa nota di Barile le anomalie che vengono riscontrate sono un po’ come le sorprese, nel senso che non finiscono mai. Si legge ad esempio anche che “all’interno del partitario Clienti è iscritto una voce generica, Clienti in contenzioso per € 12.557,80. In riferimento a tale appostazione la società ha dichiarato che per essa sia stata contabilizzato il pignoramento subito dalla società per la condanna in primo grado emessa nel contenzioso instaurato dall’ex Consigliere di amministrazione Criscuolo. Per tale appostazione non è stata completata la scrittura per un corrispondente debito v/Criscuolo e in conto economico per imputazione del relativo costo, pertanto il credito va stralciato”. Per quanto riguarda invece gli anticipi a fornitori terzi di euro 26.075, il revisore unico osserva ancora che “in riferimento a tale voce la società ha dichiarato che sono stati contabilizzati pagamenti effettuati a Fornitori anni pregressi al 2014, senza aver mai ricevuto giustificativi da parte degli stessi. Il credito va interamente svalutato”.

 

POCA CHIAREZZA SUI CREDITI VARI VERSO TERZI

 

La nota di Barile è davvero un fiume in piena, e contestualmente una escalation senza fine. Anche per quanto riguarda un’altra serie di voci vengono espresse una serie di perplessità così riassunte dal revisore unico: “Crediti vari verso terzi – La società ha dichiarato che in tale voce siano stati inseriti Crediti Verso Il Comune di Ischia per attività di organizzazione di eventi e di promozione del territorio; Fornitori terzi Italia Euro 64.137 – In tale voce sono stati inseriti gli anticipi corrisposti a fornitori anno 2014 senza aver ricevuto i giustificativi di spesa. Pertanto resta indispensabile ricevere il mastro Fatture da Ricevere anno 2014 per nominativo, al fine di verificare la corretta contabilizzazione. Alla data odierna non ho ancora ricevuto tale mastro; Crediti per imposte anticipate Euro 16.890 – Per detta voce, non risultano esser chiari i motivi della relativa iscrizione in Bilancio, in quanto solo in presenza di elementi certi si possono iscrivere crediti per imposte anticipate, e negli ultimi esercizi la società non ha rilevato alcuna variazione nemmeno in presenza di un reddito imponibile. Pertanto detta voce deve esser necessariamente svalutata conformemente ai principi contabili; Contenziosi Tributari, Fondo per contenziosi Euro 6000 – La pretesa del Fisco espressa con avviso di accertamento notificato in data 23.06.2015 alla società Ischia Risorsa mare srl per imposte accertate per il solo anno 2010 è la seguente: Ires € 78.824,00; Irap € 14.246,00; Iva € 50.920,00 oltre a sanzioni e interessi che complessivamente ammonta ad € 287.702,20. Gli accantonamenti per imposte probabili deve avvenire nel rispetto di chiarezza dei Principi contabili valutando l’esito possibile di detto accertamento anche alla luce di esperienze passate, situazioni similari e dall’evoluzione interpretativa della dottrina e della giurisprudenza di merito e di legittimità. Tale pretesa del Fisco, qualora fosse accolta, metterebbe la società (solo per tale evento), nell’impossibilità oggettiva di continuare la propria attività”.

 

TROPPE ANOMALIE, GLI AMMINISTRATORI GIA’ SAPEVANO

 

“Alla luce di quanto sopra affermato – prosegue Barile – si evidenzia che di tale problematica non vi è menzione in alcuna sezione della nota integrativa. Di ciò gli amministratori ne erano già a conoscenza, in quanto tale accertamento recepisce in toto le motivazione del PVC della Guardia di Finanza, notificato in data 31.05.2013. Considerato quanto detto, ritengo l’accantonamento effettuato totalmente insufficiente e non si comprendono le motivazioni che sono alla base della valutazione fatta dagli Amministratori. Si suggeriva pertanto un parere pro-veritate da parte del consulente incaricato al ricorso. Alla data dell’ultima verifica periodica non risulta agli atti della società alcun parere pro-veritate, ma soprattutto si evidenzia che la società in al versamento tramite F24 di una somma pari a € 56.781,76, quale quota parte dell’avviso di accertamento ai fini IRES IVA E IRAP anno d’imposta 2010, considerato che l’istanza di adesione non avuto esito positivo. La società ha nel contempo provveduto a ricorrere in Commissione Tributaria Provinciale per far valere le proprie ragioni. Pertanto l’accantonamento in Bilancio al 31.12.2014 non può in ogni caso esser inferiore a € 63.281,76 (€ 56.781,76 quota parte oltre alle spese da corrispondere ai professionisti – € 6.500,00) e non come indicato nel Progetto di Bilancio in € 6.000,00. Si rileva che la società ha trasmesso modelli di dichiarazione UNICO 2015 e IRAP 2015 in data 29.12.2015. Si segnala che nel modello Unico 2015 al quadro RF si riscontra in corrispondenza del rigo RF5 una perdita civilistica di € 32.543,00, dato questo diverso dall’utile appostato in Progetto di Bilancio approvato dal CDA il 05.06.2015 e revisionato in data 06.07.2015.  I componenti positivi al rigo RF2 pari a € 724.290 è un dato diverso dai ricavi appostati in Bilancio pari a € 682.709. Si è richiesto chiarimento in merito al Consulente Fiscale ma ad oggi   non vi è riscontro”. Tanto per cambiare, verrebbe voglia di aggiungere… C’è poi la conclusione, che è altrettanto inquietante. Barile ricorda che “Le rappresento che alla data odierna il Revisore, nonostante ripetute richieste e solleciti, non ha ancora potuto constatare la Stampa definitiva del Libro Giornale anno 2013 e anno 2014 né da parte della Società, attraverso il suo Consulente, è stato esibito il Libro Inventari anno 2013 e anno 2014. Certo di aver contribuito a una maggiore chiarezza in ogni caso per il riscontro documentale, porgo cordiali saluti”. Una chiarezza che, a questo punto, davvero auspichiamo tutti.

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