POLITICA

L’uomo delle emergenze guiderà Chieti. Chi è Giovanni Legnini

di Antonio Iacono

Nato a Roccamontepiano il 6 gennaio 1959, Giovanni Legnini è una delle figure più autorevoli della politica e delle istituzioni abruzzesi. Sposato con Annarita Di Nizio e padre di Ivano ed Enrico, si è laureato in Giurisprudenza all’Università di Teramo e ha esercitato la professione di avvocato a Chieti, svolgendo anche l’attività di docente di discipline giuridiche ed economiche.

La sua carriera politica inizia giovanissimo, a soli 17 anni, nelle file del Partito Comunista Italiano. Negli anni successivi ricopre incarichi di rilievo all’interno del partito a livello regionale e provinciale, fino a diventare sindaco del suo comune natale, Roccamontepiano, incarico che mantiene dal 1990 al 2002.

L’approdo alle istituzioni nazionali arriva nel 2004, quando entra in Senato subentrando a Ottaviano Del Turco. Viene poi riconfermato nelle successive legislature, distinguendosi soprattutto per il lavoro svolto nelle commissioni Bilancio e Programmazione economica. Nel corso della sua esperienza parlamentare assume ruoli di crescente responsabilità fino a entrare, nel 2013, nel Governo guidato da Enrico Letta come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria e all’attuazione del programma di governo.

Con il successivo esecutivo guidato da Matteo Renzi viene nominato sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, affiancando il ministro Pier Carlo Padoan. Nel settembre 2014 compie un ulteriore salto istituzionale entrando nel Consiglio Superiore della Magistratura come consigliere laico eletto dal Parlamento. Pochi giorni dopo viene scelto come vicepresidente del Csm, una delle più alte cariche dello Stato.

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Nel febbraio 2020 il Governo gli affida il delicato incarico di Commissario straordinario per la ricostruzione delle aree colpite dai terremoti del Centro Italia del 2016 e 2017. Un ruolo che gli vale importanti riconoscimenti, tra cui il Premio Sibilla, la cittadinanza onoraria di San Ginesio e il titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

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Per gli ischitani, però, il nome di Legnini è soprattutto legato alla ricostruzione dell’isola. Dal giugno 2022 è stato infatti Commissario straordinario del Governo per gli interventi nei comuni di Casamicciola Terme, Lacco Ameno e Forio colpiti dal terremoto del 21 agosto 2017. Dopo la tragica frana del 26 novembre 2022 gli è stata affidata anche la gestione dell’emergenza e del complesso percorso di messa in sicurezza e ricostruzione del territorio.

Un incarico che lo ha portato a frequentare costantemente l’isola, instaurando un rapporto diretto con amministratori, tecnici, cittadini e associazioni, fino a diventare una figura particolarmente apprezzata dalle comunità colpite dalle calamità. Oggi, dopo essere stato anche consigliere e presidente del Consiglio comunale di Chieti, si appresta a guidare la città come primo cittadino, raccogliendo una nuova e importante sfida amministrativa.

Il legame tra Giovanni Legnini e l’isola d’Ischia è emerso ancora più con forza con forza anche negli ultimi giorni del suo mandato commissariale. In occasione dell’evento organizzato dalla cittadinanza per salutarlo e ringraziarlo per il lavoro svolto, il sindaco di Casamicciola, Giosi Ferrandino, ha lanciato una proposta: conferire a Legnini una speciale cittadinanza dell’isola d’Ischia, quale riconoscimento per l’impegno, la dedizione e la vicinanza dimostrati nei confronti delle comunità colpite dal terremoto e dalla frana.

Un gesto simbolico che testimonia quanto profondo sia stato il rapporto costruito negli anni tra il commissario e gli ischitani. Oggi Chieti lo accoglie come nuovo sindaco, ma sull’isola resta la gratitudine per un uomo delle istituzioni che, nei momenti più difficili, ha saputo esserci. E forse proprio la proposta lanciata da Ferrandino rappresenta il segno più autentico dell’eredità lasciata da Legnini: non soltanto cantieri e ricostruzione, ma un legame umano che difficilmente sarà dimenticato.

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