CRONACA

L’urlo dei familiari delle vittime: «No ai Funerali di Stato»

La rabbia dei parenti che dicono no alle passerelle e rimarcano: «Ci stanno uccidendo ancora». Ieri l’incontro con il Commissario Straordinario presso la Basilica di Santa Maria Maddalena. Il magistrato ha dissequestrato le salme. Domenica i familiari hanno potuto pregare e depositare fiori sulle bare custodite nella camera mortuaria allestita nelle adiacenze del PO Rizzoli di Lacco Ameno

DI IDA TROFA

Le salme di 10 delle 11 vittime ritrovate della alluvione di Casamicciola sono state restituite alla famiglia per la sepoltura. Ormai è ufficiale. La Procura di Napoli ha deciso per il nulla osta, nonostante il corpo di Mariateresa Arcamone non sia stato ancora rinvenuto. Per la data dei funerali si ipotizza che si possano tenere non prima di questo sabato.

LO STRAZIO DEI FAMILIARI

Angela Senese

Venerdì è atteso, infatti, l’arrivo dei figli di Nina, la cittadina Bulgara nazionalizzata italiana. I familiari della donna sarebbero dovuti giungere oggi, ma non è stato possibile. E’ stato rinviato l’arrivo in Italia e sull’isola dei figli della 58 enne Nina Gancheva Blangova, italiana per 24 ore prima di essere strappata alla vita, ed in attesa di impalmare il suo amato Vincenzo Senese da Casamicciola il prossimo gennaio. L’uomo non ha resistito al dolore, incapace di affrontare il distacco e l’ultimo saluto alla donna. Già domenica scorsa i familiari erano stati invitati al capezzale dei loro congiunti per un estremo ed intimo saluto. C’è chi ha portato fiori, chi solo lacrime e disperazioni. Non tutti hanno potuto ricongiungersi.

NO DEI FAMILIARI AI FUNERALI DI STATO. IN FORSE L’ORGANIZZAZIONE DELLE ESEQUIE

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Al momento si ipotizzano funerali di Stato. In tal caso si terranno nel palazzetto dello sport Taglialatela ad Ischia. Non è giunto, però, l’assenso delle famiglie delle vittime che per il momento si sono ritenuti in gran parte contrari. Un sentimento unanime, condiviso nella intimità degli affetti rimasti, per tanti, estremato con rabbia e immenso dolore per chi dopo aver affrontato la perdita drammatica ed inaccettabile dei propri cari, ha dovuto subire l’onta delle accuse istituzionali ed il biasimo immotivato dell’opzione pubblica e politica. Fatti e circostanze ritenute gravissime che hanno portato ad un moto di aperta contestazione avverso i rappresentanti istituzionali stessi. Una protesta civile, che parte dall’animo e dal cuore di chi è stato profondamente segnato e devastato da una catastrofe che gli ha portato via tutto. La protesta di chi, con la vita dei propri cari, ha pagato per tutti il prezzo più caro.

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LA RABBIA DEI PARENTI: “CI STANNO UCCIDENDO ANCORA”

La rabbia dei sopravvissuti. La rabbia dei familiari delle vittime nel grido di dolore di chi piange i suoi affetti: ”Rifiutare i funerali di Stato – grida Angela Senese, cognata di Nina è imparentata con molte delle vittime del disastro di sabato 26 novembre- ci stanno offendendo, ci stanno vomitando addosso cattiverie ed offese. In ultimo il governatore Vincenzo De Luca. Ma non si rendono conto. Mi imporrò per rifiutare i funerali di stato! E’ inaccettabile” -conclude Angela costretta ancora a fare i conti con la morte, con la precarietà di un paese che le ha strappato la serenità, tutto, per la seconda volta dal 2017. Angela ha perso i familiari, ha perso casa (terremoto e poi alluvione).

NO AUTOPSIA MA ISPEZIONE CADAVERICA CON IL MEDICO LEGALE

Simonetta Calcaterra

Sui dieci corpi, dissequestrati ieri, non è stata fatta l’autopsia ma una ispezione cadaverica con il medico legale. Il magistrato incaricato del caso e dell’inchiesta sui fatti che hanno determinato la loro morte (l’ipotesi è di disastro colposo per gli eventi del 26 novembre scorso) ha svincolato le salme. Questo ha consentito di restituire i loro corpi alle famiglie e prevedere cosi i funerali. Si parla di funerali di Stato, si avanzano opzioni istituzionali e non. Ma è evidente che c’è grande dissenso ed un grande senso di repulsione e rifiuto contro le recenti uscite pubbliche dello Stato stesso e dei suoi esponenti più in vista che non hanno avuto parole di umanità e trasporto per il dramma di Ischia. Una posizione di contrasto netta assunta proprio da chi è stato colpito nel cuore, e lo è stato nel modo più drammatico e duro da questa catastrofe.

IPOTESI BARA VUOTA IN ATTESA DI MARIATERESA

Si parla di funerali di Stato. Si parla di esequie. Si parla di una bara vuota per la povera Mariateresa Arcamone, ultima dispersa il cui corpo, a 11 giorni dalla catastrofe, non è stato ancora ritrovato. Al momento gli esperti ricercatori e soccorritori pattugliano una vasta area di ricerca. Si parla di milioni e milioni di metri cubi di fango. Il presbitero della chiesa adiacente l’Ospedale Anna Rizzoli ed adibita a camera mortuaria, Antonio Mazzella, ha accolto giorno dopo giorno, da quel tragico sabato i corpi delle vittime. Non ha ancora accolto il corpo di Mariateresa. Una corsa contro il tempo e la vastità dell’estensione dell’area del disastro che stanno mettendo a dura prova le centinaia di unità di soccorso impegnate sul campo, dal monte del Celario a valle, negli alvei di Santa Barbara e Piazza Bagni, fino al mare antistante il porto di Casamicciola Terme. Speleologi, pompieri, forze dell’ordine, unità cinofile e sommozzatori da sabato sono impegnati nelle ricerche che sin ad oggi non hanno sortito gli effetti sperati. Mariateresa Arcamone resta ancora imprigionata nel fango.

L’INCONTRO IN CHIESA TRA COMMISSARIO E FAMILIARI

Il “no” ai funerali di Stato. L’urlo delle famiglie contro la politica e le istituzioni è giunto ancora ieri. Alle 16,30 presso la parrocchia di Santa Maria Maddalena a Casamicciola Terme il commissario prefettizio Simonetta Calcaterra ha incontrato i familiari delle vittime proprio per comprendere quali siano i loro sentimenti e quale orientamento ritenessero assumere nel merito. Tutti hanno preso parte all’incontro.

A spiegarci ancora come è andata è stata Angela Senese. Chi ha amato è pronto alla protesta aperta: Dalla riunione con il commissario è emerso che i familiari non vogliono i funerali di Stato. Assolutamente! – spiega Angela- I familiari non vogliono politici e soprattutto non vogliono Vincenzo de Luca.ognuno farà il funerale per conto suo…”. C’è ancora incertezza, dunque, sulle esequie. Al momento è stato stabilito che ci sbranano celebrazioni autonome, in forma privata per ognuno. Bisognerà, però, attendere ancora. Sono ore drammatiche.

LE VITTIME E I RITROVAMENTI

Il primo corpo a essere ritrovato su via Santa Barbara è stato quello di Eleonora Sirabella, 31 anni, commessa in un negozio di Ischia. A Casamicciola viveva con il compagno, Salvatore Impagliazzo, ritrovato a ridosso del Gradone. Presso la cappella dell’ospedale di Lacco Ameno ci sono anche i corpi senza vita dei tre fratellini Monti. Si tratta di Francesco, Maria Teresa e Michele Monti: 11, 6 e 16 anni. I tre erano in casa con i genitori Gianluca e Valentina Castagna, ritrovati in via Santa Barbara dopo estenuati ricerche a diversi chilometri di distanza dalla loro abitazione del Celario. L’altro bambino rimasto vittima è GiovanGiuseppe Scotto di Minico, aveva appena 22 giorni. Con lui sono morti anche i genitori Michele di 32 anni e Giovanna Mazzella di 30 anni. Michele da poco era diventato pizzaiolo dopo aver lavorato tanti anni come cameriere. La moglie Giovanna, invece, era titolare di un piccolo esercizio commerciale. Nell’obitorio di Lacco Ameno anche il corpo di Nikolinka Gancheva Blangova, di nazionalità bulgara, 58 anni, rientrata ad Ischia per ritirare il suo passaporto da cittadina italiana.

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