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L’USO DEL CELLULARE NELLA SCUOLA TRA LIBERTA’ E RESPONSABILITA’

DI LUCIA MONTI

La società attuale vive e si alimenta di comunicazione e la platea giovanile rappresenta uno spaccato significativo di ampia e massiccia fruizione del nuovo mezzo tecnologico, il cellulare, che a partire dagli ultimi vent’anni ha avuto una diffusione esponenziale. Con il potenziamento dei nuovi dispositivi di telefonia mobile che hanno reso possibile il collegamento alla rete internet ed ai social forum H24, si è entrati in una nuova era della civiltà: la cyber society. Tutto ormai circola in rete: suoni, immagini, parole, video, profili, codici, messaggi …e,  insieme ad essi, i sogni di  generazioni. L’aspirazione verso orizzonti più vasti, il desiderio di conoscenze ed esperienze nuove, la possibilità di stabilire un contatto in tempo reale con coetanei che vivono in altre zone del globo, ha trasformato uno strumento di comunicazione in un caleidoscopio tecnologico di irresistibile seduzione. Il dibattito su questi “nuovi” strumenti di comunicazione, in relazione alla comunità adolescenziale, investe due diversi aspetti: il primo è relativo ai contenuti e alle modalità della comunicazione ed il secondo concerne l’uso del dispositivo e le sue modalità tecniche di utilizzo.

Mentre il primo aspetto è governato da un’articolata legislazione e da sofisticati organismi di controllo anche a tutela del minore, vorrei soffermare la mia attenzione sul secondo aspetto ed in particolar modo sull’uso responsabile ed oculato del dispositivo di telefonia mobile nella scuola. In qualità di Dirigente Scolastico della Scuola Secondaria di primo grado “Giovanni Scotti” di Ischia, ho presieduto negli anni i Collegi dei docenti che hanno deliberato  il Regolamento di Istituto all’interno del quale è contenuta la regola che vieta  l’uso del cellulare da parte di docenti e alunni durante le lezioni. Esso va infatti  tenuto spento, anche durante l’intervallo. L’uso del cellulare è consentito solo per comprovate ragioni didattiche opportunamente autorizzate  dal docente nel corso della lezione e con la sua diretta supervisione; tale disposizione non rappresenta una restrizione alla libertà dell’allievo, ma una soluzione ragionevole frutto di un approfondito ed attento dibattito.

Innanzitutto, la possibilità di utilizzo del dispositivo mobile da parte degli allievi è attuabile in tutta la fascia oraria extrascolastica, con il solo controllo cautelativo da parte dei genitori nelle fasce serali, per non pregiudicare il riposo notturno ed il recupero delle energie psico-fisiche del discente. Inoltre, un uso indiscriminato del cellulare durante l’orario delle lezioni vanificherebbe l’intero processo educativo e di formazione, favorendo condizioni di <<alienazione cognitiva>> e di << spoliazione didattica>>. In concreto, un utilizzo del mezzo durante le lezioni rappresenterebbe un elemento di distrazione costante tale da assorbire quasi del tutto il discente dalla sua funzione di apprendimento, con il surrettizio inserimento di elementi estranei al contesto didattico che ne sarebbe inevitabilmente precluso! Senza una costante azione educativa e di controllo da parte di coloro che attengono prioritariamente alla formazione dei giovani , genitori, preside e docenti, il cellulare diventerebbe un mezzo pericoloso per imbattersi nella violazione della privacy, nel bullismo e nel cyberbullismo.

In merito all’utilizzo del cellulare, è poi intervenuto un ampio e articolato dibattito scientifico, che ha visto scendere in campo studiosi e specialisti delle varie discipline con risultati non ancora giunti ad una definitiva verifica. Intanto anche la  giurisprudenza di Cassazione ha riconosciuto in una importante sentenza ( Cfr. Sez. Lavoro n. 17438 del 03.12.2012) la correlazione tra esposizione prolungata all’uso del cellulare ed insorgenza di una neoplasia. Tuttavia, ciò che interessa in modo particolare al nostro discorso non sono solo le conseguenze legate a specifici comportamenti oggetto di pronunce sentenziali, quando piuttosto le conseguenze circa l’uso smodato ed indiscriminato del cellulare da parte di un preadolescente o di un adolescente ai danni di un compagno o di una compagna. E sotto questo punto di vista gli argomenti di riflessione sono piuttosto chiari ed inequivocabili e conducono tutti ad un’unica conclusione: le conseguenze possono essere devastanti. Quanto poi all’uso in sé del cellulare, si può affermare, senza tema di smentite, che i danni alla salute sono senz’altro enormi.

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In proposito, il Prof. Paolo Maria Rossini, Direttore del reparto di Neurologia presso il Policlinico Gemelli ha affermato in una recente intervista che “non ci sono dati – che andrebbero invece a mio avviso studiati con urgenza- dell’effetto su cervelli in via di sviluppo poiché un prolungato e ripetuto aumento di eccitabilità potrebbe essere particolarmente problematico. In attesa di questi studi io sconsiglierei fortemente l’utilizzo prolungato del cellulare in età precoce (anche in adolescenza) e obbligherei sempre ad utilizzarlo con l’auricolare inserito”. Inoltre, l’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), appartenente all’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha classificato le onde a radiofrequenza ( quelle scaturite dai cellulari) nel gruppo 2B, ovvero tra i <<possibili carcinogeni umani>> sulla base di prove ancora limitate, di una relazione con i tumori cerebrali. Proseguendo sull’argomento lo stesso IARC, suggerisce di ridurre l’esposizione diretta al dispositivo mobile, utilizzando gli auricolari e facendo ricorso agli sms o messaggi whatsapp anziché alle telefonate. Infatti, secondo le ultime stime scientifiche, circa i 2/3 dei tumori cerebrali trae origine da una mutazione casuale del genoma mentre 1/3 ha cause ereditarie, ambientali o virali.  Poi, affrontando il discorso con riguardo alla platea dei minori lo IARC  puntualizza che “un discorso diverso invece deve essere fatto per i ragazzi al di sotto dei 18 anni:  il cervello fino a 12 anni è in costante rimaneggiamento e crescita ed anche lo spessore della teca ossea è inferiore rispetto a quella degli adulti”. Da tale precisazione si deduce che gli infra 18enni dovrebbero prestare la massima attenzione verso un uso corretto e responsabile del cellulare, proprio perché, al di là delle risultanze epidemiologiche, la loro particolare struttura anatomica li espone ad un maggiore rischio patologico di cui la scienza medica non ha ancora esplorato con adeguate risultanze tutte le recondite implicazioni.

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Ed è proprio in virtù di tale “principio di precauzione”  che mi sento di raccomandare ai genitori e ai docenti tutti di vigilare in modo oculato  circa un uso responsabile del dispositivo mobile da parte della platea dei minori, le cui modalità di fruizione del mezzo, spesso troppo disinvolte, costituiscono una potenziale minaccia alla salute ed aggiungerei un elemento disturbante ad un sano ed equilibrato sviluppo socio-cognitivo. E’ infatti necessario trovare un sano punto di equilibrio tra uso consapevole del mezzo tecnologico e capacità di relazione sociale diretta, l’unica che possiede quei requisiti di correlazione, vicinanza e contestualità in grado di realizzare una autentica significanza di relazione e di crescita socio-culturale.

* DIRIGENTE SCOLASTICO SMS G. SCOTTI ISCHIA

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